
Parla poco italiano il World’s Best Vineyards 2024 Top 50. Il concorso internazionale, le cui premiazioni si sono tenute nel West Sussex alla cantina Nyetimber, ha visto l’Italia fuori dal podio e anche dalla top10; bisogna scendere infatti fino al 14mo posto per trovare la prima azienda tricolore, Tenuta Cavalier Pepe di Sant’Angelo all’Esca (AV). A seguire la piemontese Ceretto alla posizione numero 20 e Castello Banfi alla 22. Una parziale consolazione è legata al premio di miglior nuova entrata conquistato da Tenuta Castelbuono del gruppo Lunelli, che si piazza al 25mo posto.
Al primo posto la spagnola Bodegas de los Herederos del Marqués de Riscal, nella regione della Rioja, davanti alla cilena Vik e alla sudafricana Creation.
Risultati non esaltanti anche per le cantine francesi, con Ruinart e Château Smith Haut Lafitte al sesto e al settimo posto.
World’s Best Vineyards ha l’obiettivo di premiare i migliori vigneti e cantine nel mondo, offrendo agli appassionati una panoramica delle destinazioni vinicole da raggiungere, con particolare attenzione all’experience che ciascuna può regalare ai suoi visitatori.
Nonostante il piazzamento lontano dal podio, Tenuta Cavlier Pepe esprime comunque soddisfazione. "È con grande gioia che condivido questo riconoscimento con tutti coloro che lavorano in Tenuta – commenta Milena Pepe, figlia del patron Angelo scomparso lo scorso luglio - impegnandosi ogni giorno per dare il massimo e con chi ci sostiene con affetto, fiducia e apprezzamento. La cerimonia a Londra è stato un momento davvero emozionante. La giuria e gli organizzatori di questo concorso mirano a promuovere la bellezza dei territori, anche quelli meno conosciuti. Noi crediamo profondamente nella bellezza di accogliere e di far sentire a casa chi ci viene a trovare. Il nostro obiettivo principale è sempre stato quello di creare una comunità di appassionati, offrendo esperienze autentiche, che permettono di entrare in contatto con la realtà dei nostri luoghi, delle persone e dei nostri prodotti".
Soddisfatta anche l’azienda Ceretto. “Siamo felici di vedere la riconferma della Ceretto all’interno della classifica mondiale, nella posizione 20 della lista e che ci vede in salita di anno in anno – afferma il gruppo vitivinicolo piemontese - Un riconoscimento che premia il progetto di hospitality avviato già nel 2009 quando la Ceretto ha aperto le porte della Tenuta Monsordo Bernardina ai visitatori di tutto il mondo. Un luogo diventato iconico di queste colline per la sua forma avveniristica e soprannominato Acino, proprio per la forma che questa struttura richiama”.
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