
Facilitare l'armonizzazione degli standard normativi, rafforzare la protezione legale e la promozione dei prodotti di alta qualità, sostenere un commercio internazionale basato su regole condivise per eliminare le barriere di accesso al mercato. Ancora, al fine di scongiurare pericolose derive proibizionistiche, formulare politiche che distinguano opportunamente tra consumo moderato e abuso di alcol, promuovendo il dialogo costruttivo e lo scambio di buone pratiche tra i portatori di interesse.
Sono alcuni dei punti fermi che Federvini, assieme alle omologhe associazioni internazionali, chiede ai leader mondiali delle politiche agricole e alimentari per rilanciare e tutelare la competitività del settore dei vini e delle bevande spiritose, evidenziandone il ruolo per le comunità agricole, per i consumatori e per le imprese. Linee guida da mettere nero su bianco assieme alla condivisione di un percorso di sviluppo sostenibile data la rilevanza che riveste a livello socio-economico.
“Ciò esprime un doppio valore - rimarca la presidente di Federvini Micaela Pallini - Il primo è quello del forte legame con i territori e le comunità agricole di cui il settore è espressione, in molti casi con radici millenarie, il secondo è quello dell’avvio di un confronto e dialogo al massimo livello globale in una fase in cui sia in Europa che a livello internazionale si assiste a tentativi di demonizzare i prodotti del settore, ignorandone i valori sociali, culturali ed economici”.
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