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Grand Cru Luigi Moio Riserva 2019, nuovo nato della cantina irpina Quintodecimo, sintesi dei vini ottenuti da tre micro-terroir di Aglianico.

Grand Cru Luigi Moio Riserva 2019, il culmine nel percorso di Quintodecimo

di Giambattista Marchetto | 29 Ottobre 2024

Il rosso della cantina campana è la sintesi dei vini ottenuti da tre cru di aglianico. Il fondatore Luigi Moio: “È il coronamento di un progetto dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e alla promozione del vitigno irpino per eccellenza”.

Per Luigi Moio, da poco past-president OIV, enologo e proprietario della cantina irpina Quintodecimo, il vino è una combinazione perfetta tra scienza e poesia, che parte da una solida base scientifica e una comprensione totale del ciclo produttivo, dalla disamina del terreno e la fisiologia dell’uva per arrivare alla trasformazione di quest’ultima in vino e ai meccanismi complessi della percezione sensoriale.

Tutti questi aspetti sono racchiusi nell’ultima creazione di Quintodecimo, Grand Cru Luigi Moio Taurasi Riserva 2019. Dopo ventitre anni dalla nascita dell’azienda, questo vino completa il disegno iniziale di Luigi Moio sull’aglianico: creare vini rossi che siano la massima espressione di questo nobile vitigno e l’immagine autentica del suo terroir.

"Studio la vigna e la viticoltura da quando avevo 13 anni - racconta Moio - e già quando entrai all’Istituto specializzato di Avellino, perché mio padre voleva in figlio enologo, sapevo quel che volevo: una vigna accanto alla mia casa e una cantina sotto casa. Eppure ho dedicato la vita alla ricerca e spesso ho trascurato Quintodecimo. Anzi, all’inizio del mio lavoro ho proprio tralasciato il vino e mi son dedicato a ricerche sul latte. Poi, quando mi son trasferito a Dijon per studio, ho scoperto la Borgogna e son tornato alla vigna”.

L’incontro con i climat della Borgogna, dove il monovitigno aiuta a riconoscere le diversità legate al terroir e non solo al lavoro in cantina, affascina da allora il prof. Moio. “La diversità di un cru rispetto a un altro è essenzialmente legata ai suoli - spiega - per cui in Borgogna non si comunica come viene fatto il vino, altrimenti il discorso si sposterebbe sulle tecnologie alimentari”.

La scelta di fondare un’azienda vitivinicola è stata condivisa con la moglie Laura e, cosa particolare, anche con il futuro distributore Pietro Pellegrini. “Ho chiesto a Pietro se avesse altri vini campani e se fosse disposto ad aspettarmi - ricorda ancora Moio - e appena siamo stati pronti siamo partiti assieme. Lo ringrazio perché ha creduto fortemente in quest’avventura fin dall’inizio e che con uno straordinario ed appassionato lavoro di squadra ha determinato il successo crescente di Quintodecimo”.

La Pellegrini SpA, che distribuisce vini e distillati esclusivamente per il canale horeca, legata a doppio filo alla storia e alla crescita di Quintodecimo. “L’incontro con Luigi Moio e la nascita di Quintodecimo hanno accompagnato la crescita della nostra azienda - afferma Pietro Pellegrini - La totale condivisione di vedute sul mondo del vino è stata senza dubbio la nota distintiva. Il Taurasi Riserva Grand Cru Luigi Moio rappresenta la chiusura del cerchio di un progetto che non esito a definire perfetto”.

ESPRESSIONE DI TERROIR

Per Luigi Moio è finalmente arrivato il momento di parlare di Quintodecimo. Non è solo la presentazione di una nuova etichetta, bensì “il coronamento di un progetto dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e alla promozione del vitigno irpino per eccellenza, l’aglianico – spiega Luigi Moio - Il Grand Cru Luigi Moio nasce dall’assemblaggio di vini derivanti da tre micro-terroir di aglianico della tenuta. I terreni differiscono per pendenze ed esposizioni e in vendemmia la raccolta delle uve avviene in tempi diversi”.

Le uve di questi tre micro-terroir - con suoli, esposizioni e pendenze differenti - vengono raccolte in tempi diversi e vinificate separatamente. Il versante sud/ovest dà un vino con una fitta ed armoniosa trama tannica con profumi freschi e balsamici. Il versante esposto a sud/est, nella parte superiore, dà un vino più strutturato e di grande complessità con sentori di piccoli frutti di bosco, mentre nella parte bassa, per la presenza di maggiori riserve idriche nel sottosuolo, dà un vino più slanciato e leggero con vivaci note floreali e mentolate, di grande aiuto nell’assemblaggio in quanto conferisce freschezza e fonde meglio la trama tannica e la solida struttura degli altri due.

I vini dopo sei mesi di elevage in barriques nuove, durante i quali sono sottoposti a meticolosi assaggi, vengono uniti; dopo altri dodici mesi di permanenza in barriques, il Grand Cru Luigi Moio Taurasi Riserva viene imbottigliato e lasciato in affinamento per circa tre anni prima della commercializzazione.

per Luigi Moio, Grand Cru Luigi Moio Taurasi Riserva 2019 è il coronamento di un progetto dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e alla promozione del vitigno irpino per eccellenza, l’Aglianico
Luigi Moio

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Grand Cru Luigi Moio Taurasi Riserva Docg 2019

vitigni: aglianico 100%

Rosso rubino vivace, il vino ha una bella vitalità al primo sguardo. Nonostante l'affinamento in barrique nuove, che sicuramente è marcante nei profumi e nel calice, il sorso mantiene una freschezza seducente che porta a emergere note balsamiche e golose. Il frutto è integro e riconoscibile, non appesantito da rotondità marmellatose o conserve sotto spirito, e la spinta dell'aglianico gode di un affinamento in bottiglia tanto prolungato quanto salutare. Non mancano note dolci di vaniglia e speziature che si fondono con l'austerità del vino, forte di una elegante acidità. Il tutto a restituire un calice che conquista i palati amanti della complessità aromatica, stratificata dalla vigna alla cantina.

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