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Cambiamento climatico in Sicilia, il sistema-vino sollecita interventi dalle istituzioni

di redazione | 23 Settembre 2024

In occasione del del G7 di Siracusa, Assovini Sicilia, Consorzio Doc Sicilia e Fondazione SOStain Sicilia mettono in evidenza le azioni di innovazione, ricerca e sperimentazione per governare il cambiamento climatico. Ma le aziende sollecitano una maggiore reattività delle istituzioni.

Assovini Sicilia, il Consorzio di tutela Doc Sicilia e la Fondazione SOStain Sicilia unite per puntare i riflettori su azioni e strategie orientate a reagire all’impatto dei mutamenti climatici sulla vitivinicoltura. “La Sicilia del vino ha raccolto la sfida lanciata dal cambiamento climatico. Attraverso la ricerca, la sperimentazione, la sostenibilità e la valorizzazione della biodiversità sta cercando di governare uno dei momenti più difficoltosi per la viticoltura siciliana”, ha dichiarato il presidente del Consorzio Antonio Rallo aprendo il convegno “Resilienza, ricerca, strategia: la Sicilia governa il cambiamento climatico”, tenutosi a Siracusa in occasione del G7 Agricoltura.

“Le aziende vitivinicole, l’agricoltura tutta, negli ultimi anni hanno messo in atto varie azioni per limitare i danni di un climate change che colpisce sempre più – prosegue Rallo - Crediamo sia giusto dare voce a questo lavoro e chiedere un intervento deciso da parte delle istituzioni per attuare un piano di grandi opere infrastrutturali ormai urgenti”.

UN CONTESTO DIFFICILE

Il contesto in cui la Sicilia del vino si sta muovendo è difficile e in costante evoluzione.

“La situazione climatica della Sicilia è piuttosto complessa e il cambiamento climatico si è manifestato chiaramente negli ultimi anni attraverso diversi fenomeni – evidenzia Luigi Pasotti del Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano - Nel 2023 si è registrato un aumento delle precipitazioni durante il periodo primaverile, il che ha favorito la diffusione di malattie fungine come la peronospora. Nel 2024, si è verificata una condizione opposta: una carenza di piogge a partire da gennaio e l’aumento delle temperature hanno comportato una vendemmia anticipata. Le elevate temperature hanno determinato una variazione dei livelli di evapotraspirazione del terreno che sono aumentati drasticamente negli ultimi dieci anni, il che può creare dei problemi futuri perché il terreno non riesce a trattenere l’acqua e, di conseguenza, le piante soffrono maggiormente. Nel futuro si dovrà pensare non solo a coprire e tutelare le uve ma anche a trovare dei sistemi che tutelino e proteggano il terreno aumentando anche le riserve idriche per far fronte ad un innalzamento delle temperature”.

Assovini vigneti dall'alto
vigneti siciliani (ph Assovini)

AZIENDE SENTINELLE (E DELEGATE)

In questo scenario diventa fondamentale l’intervento attivo delle cantine, “prime sentinelle di un territorio che ha sempre più bisogno di attenzione e interventi rapidi, spesso delegati ai privati”, rivendica Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, che mette l’accento sulle buone pratiche delle aziende. Secondo una ricerca curata dall’Università di Messina, l’80.5% degli associati ha infatti introdotto nuove tecnologie e metodologie nella vinificazione e nella gestione del vigneto, il 22% partecipa a progetti di sperimentazione nei vigneti, il 20.3% ha attivato progetti con enti di ricerca per accedere a tecnologie all’avanguardia applicabili sul campo che riescono a incidere sulla qualità del prodotto.

“La Sicilia vitivinicola - continua Cambria - dimostra innovazione e competenza nel saper affrontare e governare le sfide future che hanno un impatto nel mondo del vino come il cambiamento climatico. Il lavoro dei produttori siciliani testimonia che la vitivinicoltura siciliana guarda al futuro e continua a garantire qualità nella produzione”.

Il tema climate change si intreccia inevitabilmente con i processi di sostenibilità e in questa direzione spinge la Fondazione SOStain Sicilia nata nel 2020. “Come Fondazione nasciamo per promuovere la sostenibilità del settore vitivinicolo siciliano – evidenzia il vicepresidente Giuseppe Bursi - questo concetto non riguarda solamente l’attività agricola in sé. In relazione al cambiamento climatico, tra i dieci punti essenziali richiesti nel nostro disciplinare chiediamo l’applicazione del programma VIVA. Le aziende sono tenute a calcolare, a livello di organizzazione, l’impatto delle proprie attività su fattori ambientali quali acqua, aria e vigneto e adottare tecniche di risparmio idrico ed energetico. Le aziende stanno imparando sempre più a esser virtuose nella gestione delle risorse e a guardare al futuro con un impegno non solo di business ma anche sociale”.

sicilia vino cambiamento climatico
Sicilia, isola dalla naturale vocazione sostenibile (ph Assovini)

L’INNOVAZIONE PER CONFRONTARSI COL CLIMA

Il Consorzio Doc Sicilia stesso spinge su progetti di ricerca che affrontino il cambiamento climatico tramite l’innovazione. Nello specifico, col progetto Bi.Vi.Si si procede con le vinificazioni al centro di ricerca dell’Università di enologia di Marsala, utilizzando i vitigni autoctoni grillo, nero d’Avola, lucido, vitrarolo e lucignola. Le uve del progetto Vista Lucido, provenienti da diversi terroir della Sicilia in cui insiste la varietà lucido, sono state utilizzate per la futura produzione di fine wine e spumanti con Metodo Charmat. Per il progetto Germoplasma è stato selezionato, raccolto e conservato il materiale di propagazione in apposite celle di mantenimento, ovvero screen house, in modo tale da avere una banca dati fondamentale per la scelta varietale e clonale della Sicilia viticola del futuro.

“Tutto questo dinamismo da parte del comparto vitivinicolo però non può non vedere in prima linea le istituzioni – chiosa Rallo - La carenza idrica e l’aumento delle temperature, che negli ultimi anni hanno avuto un impatto diretto su tutta la produzione agricola, richiedono soluzioni e interventi urgenti. Siamo di fronte a una situazione di crisi idrica che vede la necessità di contingentare l’acqua nella città di Palermo, anche se registriamo un ritorno delle piogge ad agosto e settembre. Purtroppo ancora oggi la gran parte dell’acqua che piove sull’isola finisce in mare. Richiediamo quindi un incremento importante degli investimenti pubblici indirizzati alla realizzazione di laghetti collinari, alla ristrutturazione delle dighe esistenti per aumentarne la capacità di invaso, la costruzione di grandi bacini e il miglioramento della rete di distribuzione dell’acqua. Queste misure possono e devono essere promosse dalle istituzioni regionali e nazionali per garantire un futuro sostenibile alle aziende vitivinicole siciliane e agli agricoltori tutti”.

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