
Il Gavi Docg piace sempre di più ai wine lovers internazionali: delle oltre 14 milioni di bottiglie del bianco piemontese prodotte nel 2023, il 92% ha attraversato i confini nazionali per raggiungere le tavole di Inghilterra 62%, Stati Uniti 13%, Germania 6%, Russia 4%; e poi Giappone, Irlanda, Malta, Olanda, Canada, Emirati Arabi, fino a toccare oltre 100 nazioni nel mondo. La Gdo (52%) e l’horeca (48%) sono i canali di vendita che assorbono l’intera produzione.
Oltre 1 milione di bottiglie (8%) restano invece in Italia: sono vendute al nord l’88% (42% in Piemonte e 46% altre regioni), il rimanente 12% diviso tra centro e sud.
“Sono dati incoraggianti per la denominazione – afferma il presidente del Consorzio Tutela del Gavi Maurizio Montobbio – e per tutta la filiera, che ha un valore di oltre 70 milioni di euro. Ora è fondamentale investire nella crescita del valore del Gavi, puntando su canali più specifici, nel mondo e in Italia. È essenziale mettere l'identità del Gavi Docg al centro delle nostre strategie di promozione, lavorando sui mercati che così bene ci hanno accolto, continuando a valorizzare il territorio che esprime un potenziale davvero unico al mondo. Questo vino è, infatti, prodotto esclusivamente con uve 100% Cortese, un vitigno dalle radici millenarie nel Piemonte sudorientale, l'unica area in Italia dove viene coltivato in purezza. Il Cortese ha dimostrato una straordinaria resilienza e notevole capacità di adattamento al cambiamento climatico. E sono queste caratteristiche peculiari che esaltano il profilo organolettico raffinato ed elegante del nostro vino. Cinquant’anni fa, i produttori decisero di puntare sul Cortese, e oggi quella scelta si rivela vincente. Grazie al terroir unico e alla viticoltura di alta qualità, il Gavi Docg è diventato un vino estremamente riconoscibile e rappresentativo. E possiamo ancora crescere”.

"Il consumatore internazionale apprezza il Gavi, divenuto nel corso degli anni un vino bianco classico sia a livello piemontese che nazionale - commenta Sara Repetto, wine ambassador del Consorzio Tutela del Gavi - Il suo successo è dovuto alle caratteristiche intrinseche dello stesso, quali freschezza e mineralità, in particolar modo nella versione di annata. Si presta bene ad essere degustato come aperitivo e nell'accompagnare la cucina etnica: una riconoscibilità premiata, soprattutto in UK, sia nel canale horeca che nel canale Gdo. La presenza del Gavi in oltre 100 Paesi nel mondo è indice di un ottimo risultato: negli anni i produttori sono stati instancabili ambasciatori del nostro territorio, e hanno fatto sì che questo vino diventasse un vino qualitativo di riferimento per l'Italia, elegante e longevo.”
All’avvio della vendemmia è Davide Ferrarese, agrotecnico del Consorzio, a descrivere una stagione più complessa rispetto alle ultime appena trascorse. “Il 2024 - spiega - è stato finora caratterizzato da temperature elevate non eccessivamente durature, precipitazioni primaverili importanti e frequenti che hanno richiesto numerosi interventi in vigneto: nonostante la primavera perturbata, l’estate calda e assolata e le attenzioni dei viticoltori hanno favorito la sanità dei grappoli”.
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