
Individuare una nuova prospettiva che metta gli esseri umani dentro la natura come parte del tutto, ponendo l’accento sulla necessità di una nuova relazione con la natura, attraverso il cibo.
È questo il focus della 15esima edizione di Terra Madre – Salone del Gusto, la manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti e alle politiche alimentari organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, in programma dal 26 al 30 settembre al Parco Dora di Torino.
La kermesse, che quest’anno ha scelto come claim We are nature, è il frutto delle riflessioni che Slow Food ha avviato e condiviso a livello italiano e internazionale con la rete di soci, produttori e artigiani, cuochi, pastori e pescatori, istituzioni, realtà della società civile e partner in quasi 40 anni di storia dell’associazione e in 20 anni di Terra Madre (nel 2004 la prima edizione).
Ad accogliere il pubblico al Parco Dora, 3mila delegati da 120 Paesi e oltre 600 espositori del Mercato italiano e internazionale. Tra questi sono circa 180 i presidi Slow Food che partecipano dall’Italia e dall’estero, un terzo in più rispetto a due anni fa. Tra le novità di quest’anno, l’ingresso riservato a buyer, operatori del settore, giornalisti e soci Slow Food dall’Italia e dall’estero.
Terra Madre porta il suo messaggio anche in altri luoghi di Torino grazie al calendario di eventi off, occasioni per approfondire il rapporto unomo-natura attraverso conferenze, presentazioni di libri, incontri, cene, mostre, feste, visite guidate.

“Sono trascorsi vent’anni dalla prima edizione di Terra Madre, un periodo in cui la manifestazione è cresciuta diventando il punto di incontro delle comunità del cibo da tutto il mondo – dichiara il sindaco di Torino Stefano Lo Russo - Il cibo è un tema importantissimo che ha un’incidenza trasversale su tutta la nostra comunità, per essere buono dev’essere sostenibile ed etico. E Terra Madre e Slow Food ci danno appuntamento per rinnovare questa riflessione, ora più preziosa che mai".
“Da vent’anni Terra Madre è preziosa occasione di dibattito, conoscenza e cultura sui temi del cibo e della sostenibilità alimentare - sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni - Un appuntamento cresciuto nel tempo che consente a Torino di accogliere migliaia di delegati e affrontare ad altissimo livello una delle problematiche più cogenti per l’umanità. Quest’anno la manifestazione sarà anche l’occasione per riunire il Tavolo Nazionale sui Sistemi Alimentari, a cui parteciperanno esperti della filiera agroalimentare italiana insieme alle principali città del Belpaese, per delineare la posizione dell’Italia sul cibo, sostenibilità e sicurezza alimentare a livello internazionale”.
“Il cibo che fa male sta dentro un sistema preciso - evidenzia Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia - Dove spreco e sfruttamento non sono danni collaterali, ma elementi necessari, sono l’altra faccia del consumo e del profitto. A Terra Madre chiamiamo a raccolta il mondo intero per raccontare un’altra storia. La storia del cibo come nutrimento, cultura, convivialità, piacere. Come elemento potente che ci riconduce alla terra. Per ricordare a tutti che siamo natura, non siamo qualcos’altro. E che quando inquiniamo, deprediamo, distruggiamo la natura, distruggiamo noi stessi. Da ogni angolo del mondo, da ogni regione d’Italia portiamo a Torino migliaia di esempi concreti di un cibo che protegge il suolo, il clima, la biodiversità: dei vegetali, degli animali, dei saperi, delle culture”.
“Con una situazione demografica a livello planetario che, in questi ultimi vent’anni, ha portato un incremento della popolazione mondiale di 1,5 miliardi di individui, e una crisi climatica galoppante, oggi più che mai è necessario unire le forze per far fronte a questo stato delle cose” fa sapere Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ricordando l’appello per inserire l’educazione alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado. “Il cambiamento può avvenire dal basso – prosegue - ma per far sì che ciò si realizzi è necessario che la società civile sia informata e avveduta su tutte le innumerevoli connessioni che, partendo dal cibo, si legano al benessere degli individui e alla salute del Pianeta”.
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