
La Città Metropolitana di Venezia ha dato il via all’iter di individuazione delle "aree agricole di pregio" comprese nel territorio di competenza e potenzialmente non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici in base alla L.R. 17/2022.
Un provvedimento che abbraccia la quasi totalità (95,3%, pari a 137.043 ettari) delle superfici a uso agricolo, inclusa l'area di Ca' Solaro, al centro di dibattiti per la realizzazione di un parco agrivoltaico di 18 ettari da parte di Lightsource bp.
Va chiarito che l'individuazione di queste “aree agricole di pregio” non implica tout court l’esclusione del fotovoltaico, ma vale come metro di misura per gli enti competenti al fine di valutare con attenzione le richieste di installazione. Il piano verrà ora sottoposto al vaglio dei 44 comuni ricadenti nell’area della Città Metropolitana.
Coldiretti Venezia, che da alcuni anni si batte contro l’installazione di impianti fotovoltaici nei terreni agricoli (nel 2021 aveva raccolto oltre 24mila firme in Veneto) si dice soddisfatta per il provvedimento.
“La nostra associazione ha lavorato assiduamente su questo tema, sensibilizzando i cittadini, anche i più piccoli con un concorso scuola dedicato, ma soprattutto chiedendo a gran voce alle istituzioni un freno a quello che era un vero e proprio far west normativo, che consentiva ai fondi di investimento speculativi di guadagnare dall’installazione di maxi impianti su terreni agricoli - commenta Giovanni Pasquali, direttore di Coldiretti Venezia - Di passi avanti ne sono stati fatti, iniziando dalla L.R. 17/2022 che va a disciplinare la realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli ubicati a terra, successivamente con il decreto agricoltura varato dal Consiglio dei ministri del maggio 2024 che va a limitare ulteriormente l’utilizzo del suolo agricolo per impianti fotovoltaici; il decreto pubblicato ieri dal sindaco della Città Metropolitana aggiunge ancora un ulteriore tassello importante per la nostra area dato che dalla mappatura del territorio metropolitano emerge che le aree agricole di pregio interessano circa il 95% dell’intera superficie con valenza agricola-naturale e circa il 55% dell’intera superficie territoriale metropolitana”.

Tuttavia la guardia rimane alta in tema di agri-fotovoltaico, che di fatto verrebbe consentito dalla norma. Per questo Coldiretti ha avanzato una proposta a livello regionale con cui chiede venga mantenuta la redditività agricola del terreno facendo una media della produzione lorda vendibile degli anni precedenti all’installazione dell’impianto.
“È fondamentale mantenere lo stop al fotovoltaico selvaggio - puntualizza Tiziana Favaretto, presidente di Coldiretti Venezia - dopo che per anni Coldiretti ha chiesto l’emanazione del decreto aree idonee sul fotovoltaico a terra. Ora è stato fatto un giusto intervento per fermare le speculazioni dei grandi fondi di investimento che in molte aree del paese stanno mettendo in difficoltà la produzione agricola. Non si tratta di limitare la libertà di iniziativa economica degli imprenditori, ma di indirizzarla ad aree degradate, cave dismesse, discariche e aree industriali e commerciali abbandonate, aree su cui peraltro il processo istruttorio è fortemente semplificato”.
Potrebbe il caso-Venezia fare da matrice per altri territori? E quali altre soluzioni stanno adottando altre aree d'Italia? Il tema è caldo e rimarrà aperto per mesi.
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