
Passare da 220 a 900 metri di altitudine all’interno di un unico comune non è proprio cosa da tutti e non è neanche cosa per tutte le cantine. A Kurtatsch am Weinstraße (Cortaccia sulla Strada del Vino, manco a farlo apposta), uno dei comuni più a sud della provincia di Bolzano, la storica cantina sociale ha questo privilegio e ha deciso di valorizzarlo, oltre che col vino, anche con un percorso dedicato agli enoturisti, dal vigneto più elevato fino alla cantina.
Nata nel 1900, oggi la Kellerei Kurtatsch mette assieme il lavoro di 190 soci e 27 collaboratori, per un totale di 190 ettari di vigneti composti da appezzamenti anche piccolissimi (la media matematica per socio parla da sola). Non è raro infatti, che la vite sia solo una piccola parte del lavoro dei coltivatori, impegnati anche in altre colture, come quella delle mele e anche delle ciliegie, che in questa zona sembrano essere particolarmente ricercate per gusto e carnosità.
Le vigne si trovano disposte in una fascia di circa 700 metri di dislivello e in diverse zone, ognuna con la propria esposizione, composizione del suolo e, conseguentemente, anche i propri vitigni.

Tra tutte le aree su cui lavorano i produttori di Kellerei Kurtatsch, Brenntal è la zona più calda, si trova a nord dell’abitato di Cortaccia e in estate raggiunge temperature fino ai 40° C. Su questi terreni argilloso-sabbiosi cresce prevalentemente merlot.
Mazzon, piccola località nel comune di Egna, dall’altro lato della vallata, è invece patria d’elezione per il pinot nero, che nei vigneti di Kellerei Kurtatsch crescono su terreni sabbioso-limosi, caratterizzati da minerali argillosi e ossidi e con esposizione a ovest. Non lontano, sullo stesso versante, il pinot nero trova dimora anche nella zona di Glen, più elevata e maggiormente esposta ai raggi solari.
Tornando sul versante di Cortaccia, via via che si sale le vigne trovano differenti collocazioni. Sui ripidi terreni di Penon-Kolf il sole tramonta presto e il suolo, ricco di calcare e dolomia e dalla buona permeabilità, è l’ideale per il sauvignon blanc. Nella zona denominata Penon-Hofstatt invece, a 500-650 metri slm, esattamente al di sopra del paese di Kurtatsch, l’escursione termica cresce. Il suolo ricco di dolomia, quarzo, miche e minerali argillosi, ospitano vigneti di pinot bianco, che gode qui di un ottima ventilazione. La frazione di Penon, va dai 400 ai 700 metri e qui il pinot grigio trova differenti collocazioni, su terreni ripidi ed esposti a est, con una composizione assimilabile a quella di Kofl.
Infine, la posizione più elevata è quella di Graun, tra 800 e 900 metri slm, un altopiano in cui l’irraggiamento è elevato, così come l’escursione termica. È questo il luogo migliore per il müller thurgau, messo a dimora su terreni sabbioso-limosi caratterizzati da minerali di quarzo e dolomite.

Certo, i vini possono parlare per il proprio territorio, ma come far vivere in prima persona agli enoturisti la grande varietà di terroir presente in questa zona? Per trasformare la ricchezza di vigneti in esperienza è stata ideata la Weinexpedition (letteralmente, "esplorazione vitivinicola"), un itinerario di trekking che attraversa tutte le zone più importanti in cui si trovano le vigne di Kellerei Kurtatsch, pensato per essere il più possibile semplice per tutti e, quindi, in discesa.
Dall’altopiano di Graun, il percorso si snoda attraverso gli appezzamenti coltivati a uve bianche, sul versante di Cortaccia con tappa merenda, fino a raggiungere la cantina. Per ogni zona, una sosta in cui degustare il vino di riferimento fino a un totale di 12 referenze dalla linea “Terroir”.
Nell’esperienza – disponibile su prenotazione – vegono coinvolti anche la locanda Torgglhof (a Penone), il ristorante Terzer e la taverna Schwarz Adler, la più antica insegna del paese, oltre a guide professionali per accompagnare i visitatori.
Spostandoci dal percorso della Weinexpedition, passiamo quindi a qualche assaggio di vini provenienti da vigneti dislocati rispetto all’itinerario, i rossi. Un piccolo spunto - si spera - a partire alla volta di Kurtatsch per vivere un’esperienza diretta, sperimentando in prima persona ciò che una cantina sociale può mettere in campo per restituire al territorio un valore che va oltre quello economico.
Vitigni: 100% pinot nero
Vinificazione: macerazione a freddo per 3 giorni e prima fermentazione spontanea in vasche di rovere francese. Affinamento per il 70% in barrique francese e per il 30% in botte grande per alcuni mesi
Un naso di visciola e di cenere, tra sfumature ematiche e di pepe nero. Al palato una carezza fresca e delicatamente tannica. Un sorso scarno e diretto che, senza intaccare la struttura, regala una piacevole bevibilità.

Vitigni: 100% pinot nero
Vinificazione: macerazione a freddo per 5 giorni, prima fermentazione spontanea in vasche di rovere francese. Affinamento in barrique francesi per 12 mesi e altri 12 mesi in grandi botti di rovere. Segue almeno un anno di affinamento in bottiglia
Naso succoso di ciliegia matura, sensazioni balsamiche e tostature. In bocca presenta struttura, una trama tannica educata ma ben presente, freschezza e balsamicità di abete. Il sorso è scattante e piacevole, seppur nell’austerità che si confà a una riserva.

Vitigni: 100% cabernet sauvignon
Vinificazione: fermentazione a temperatura controllata in rotovinificatore. Affinamento in barrique francesi per 15 mesi, poi 9 mesi in botte grande e almeno un anno di riposo in bottiglia
Sua maestà il cabernet sauvignon, con tutto il suo corredo di foglia di pomodoro, pepe verde, erba sfalciata e frutti rossi, una fragola carnosa. Il palato è una lama, dalle increspature tanniche quasi polverose, che ripuliscono il sorso verso il finale, tra pepe e tè nero. Molto piacevole.

Vitigni: 77% merlot, 20% cabernet franc, 3% cabernet sauvignon
Vinificazione: merlot e cabernet franc vengono vinificati assieme in tini di legno, mentre la piccola percentuale di cabernet sauvignon viene unita successivamente, dopo una vinificazione in barrique (per il 60% nuove). Affinamento in barrique di rovere francese per 15 mesi, con successiva permanenza in botte grande per 9 mesi e riposo di 4 anni e mezzo in bottiglia
Calice granato dal bouquet complesso, tra ricordi di frutto rosso lontani, una ciliegia in composta, sensazioni terziarie di cuoio e tostatura, speziatura pepata. Il sorso è fresco e chiama aromi di visciola, piccoli frutti e la foglia di pomodoro del cabernet franc. Il profilo tattile è vellutato e concluso da una chiusa asciutta, che lascia un finale erbaceo e mentolato.

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