
Argille rosse, terre bianche e un’alternanza di marne e arenarie nella parte centrale sono le tre diverse tipologie di terreno che fanno la personalità unica del vino Gavi. Prodotto da uve cortese, vitigno a bacca bianca autoctono piemontese, il Gavi Docg è fresco ed elegante in gioventù, con una spinta acida che consente al vino di assumere negli anni una personalità di spessore.
Per ragioni storiche e di mercato, il Gavi è diventato e rimane un vino a vocazione all’export. L’85 per cento della produzione - 14 milioni di bottiglie – è destinato all’esportazione in più di 100 paesi nel mondo. Il vino bianco piemontese è infatti rinomato e apprezzato a livello internazionale per la sua versatilità e vocazione cosmopolita.
Nel 2024 il Consorzio del Gavi festeggia il 50mo anniversario della Doc Gavi, che risale al 1974 – mentre la Docg è arrivata nel 1998 – e grazie alla vocazione internazionale sembra reggere alla debolezza congiunturale dei mercati, come conferma il presidente Maurizio Montobbio nell’intervista per il podcast di Vinonews24.
La presenza di un grande vino bianco in Piemonte, regione di straordinaria qualità per i vini rossi, è rivelatrice del profondo legame che il Gavi ha sempre avuto con la Repubblica di Genova. La cucina delle famiglie genovesi, che in questi feudi avevano le dimore di campagna, era a base di pesce, carni magre e verdure e si sposava perfettamente con il Cortese, il “nobile” vitigno autoctono.
La zona di origine del Gavi Docg si trova nel sud est del Piemonte, territorio reso speciali dall’incontro tra il vento marino che soffia dal Mar Ligure e la neve dell’Appennino. Il clima moderatamente continentale, gli inverni freddi e le estati calde e ventilate, l’altitudine dei pendii e l’esposizione, i terreni marnosi, calcarei e argillosi danno vita al grande bianco piemontese: un terroir originale che ritroviamo nel bicchiere.
I 1.600 ettari di vigneti si trovano a un’altitudine media compresa tra i 180 e i 450 metri di altitudine, con pendenza variabile ed esposizione generale orientata verso nord-ovest e sud-est.

Dal punto di vista geologico, il terroir si divide in terre rosse, fascia centrale e terre bianche.
Le argille rosse rappresentano la fascia settentrionale della denominazione, quella che dalla pianura alessandrina si eleva a colline caratterizzate da dolci pendenze. Suoli di colore rossastro, a prevalenza argillosa, ricchi di ferro, creati dai depositi alluvionali accumulati dalla lenta azione erosiva dei fiumi.
La fascia centrale, che affiora sulla linea che unisce Serravalle Scrivia, Gavi e San Cristoforo, vede un’alternanza di marne e arenarie. Terreni misti di argille, sabbie e ciottoli dove non mancano terrazzamenti fluviali, formazioni marine e rocce derivate da crosta oceanica.
Le terre bianche, infine, rappresentano la parte più meridionale del comprensorio, che si fa sempre più ripida avvicinandosi all’Appennino, superando i 400 metri di altitudine. I terreni diventano chiari, caratterizzati da marne tufacee di origine marina, ricche di microelementi e fossili. Suoli decisamente più poveri e duri, immersi in un clima più rigido e ventilato.

Il Gavi Docg è prodotto da uve cortese 100%, vitigno ad alta vigoria con vegetazione rigogliosa. La pianta porta grappoli medio-grandi di colore giallo-dorato, con riflessi verdi, o ambrati quando ben esposti al sole. Per mantenere alta la qualità del Gavi, il disciplinare impone basse rese.
Nel calice il Gavi presenta un colore paglierino più o meno tenue con riflessi verdolini, profumo distinto e delicato, con sentori di frutta fresca e fiori bianchi, note di agrumi e mandorle amare, che si arricchisce con l’invecchiamento di profumi minerali e complessità. In bocca è asciutto, pieno, gradevolmente fresco e armonico, di grande eleganza e finezza. Nella tipologia Riserva, oltre al colore più dorato, si esalta l’ampiezza di naso e bocca, più piena e ricca, nobilitata da aromi terziari e da un’inconfondibile freschezza.
Ecco alcuni assaggi di cui tener conto, orientati soprattutto sui vini fermi dell'annata più giovane in commercio (la 2023), ma senza negarsi qualche spunto tra bollicine, annate più vecchie e qualche extra. Un invito a esplorare questo territorio, in occasione dei 50 anni del Gavi, che troppo poco spesso esce dai confini piemontesi per dirigersi nel resto d'Italia.
Alvio Pestarino - Girossa, Gavi Docg 2023
In zona Capriata, a nord ovest della denominazione, si trova quest’azienda familiare, che oggi è guidata dalla generazione giovane, Giulia e Andrea, che affiancano la mamma Daniela, occupandosi di vigneto e cantina. Il Gavi Docg Girossa 2023 è uno dei vini inseriti nella selezione di vini bianchi della redazione di VinoNews24 per l’estate 2024 (in cui trovare le note di degustazione).
Cascina Biné - Gavi Docg 2023
Biné si trova nel comune di Novi Ligure, a nordest della denominazione e possiede una particolare vigna ad anfiteatro. Bio dal 2023, propone ospitalità a 360 gradi. Il Gavi Docg 2023 offre un naso di mela fuji e balsamicità mediterranee. Il sorso è snello e intensamente sapido, con un finale che richiama le balsamicità del bouquet, tra nepitella, timo e melissa. Buono.
Castellari Bergaglio - Fornaci, Gavi Docg 2023
Castellari Bergaglio è frutto dell’unione con un’altra realtà vinicola, La Polastra, che porta in dote diverse generazioni di esperienza nella produzione vitivinicola. Le uve del Gavi Fornaci vengono da terre rosse nella zona di Tassarolo e il vino offre al naso un bouquet di mela Golden, erbe essiccate e balsamicità di nepitella. Al palato tanta polpa e sensazioni di frutto dolce, una mela renetta, una nespola, insaporite da una sapidità educata.
Castello di Tassarolo - Spinola, Gavi Docg 2023
Siamo a Tassarolo, su terre bianche e calcaree, nei vigneti di Massimiliana Spinola, dove si portaavanti la produzione secondo i principi della biodinamica. Questo vino, nello specifico, è senza solfiti aggiunti e regala al naso aromi di mela Fuji, fiori d’acacia e miele millefiori. Al palato, freschezza e sapidità sono bilanciate dalla morbidezza della malolattica, che bilancia un ottimo sorso. Un consiglio? tenete d’occhio anche il pet-nat del figlio di Massimiliana.
Giordano Lombardo - San Martino, Gavi Docg 2023
La passione per la biodinamica guida Giordano Lombardo nella conduzione dei propri vigneti. Una lieve macerazione contribuisce alla struttura del Gavi Docg San Martino, località da cui provengono le uve, con terre rosse e ferrose. Questo vino regala un bouquet di mela golden e miele di tiglio, ginestra e una lieve sensazione di anice. Sorso fresco, dotato di una delicata astringenza, appena percettibile, che increspa succo e sapidità diffusa.
La Ghibellina - Altius, Gavi Docg 2021
Dalla vigna più vecchia dell’azienda (40 anni circa), arriva questa espressione di Gavi, con un 5% di invecchiamento in legno d’acacia. Note iodate e balsamiche di salvia e nepitella. In bocca è freschissimo e salato, con nuance aromatiche che ricordano l'uva spina. Chiude in un lungo finale sapido e di mandorla amara.
La Mesma - Etichetta Gialla, Gavi Docg 2023
Vigneti a Tassarolo, ma anche a Monterotondo, dove ha inizio la storia di quest’azienda. Tre sorelle genovesi, una storica dell’arte, un’avvocata e una biologa, che su impulso della madre hanno deciso di dedicarsi alla vigna, ampliando i terreni e impegnandosi in un lavoro che non conoscevano. L’Etichetta Gialla è fatto con le uve di Monterotondo. Una naso piacevole e delicato tra la mela Golden e i toni floreali di fresia. Il palato è fruttato e succoso, un sorso scorrevole e saporito, dotato di una bella lunghezza salina. Gustoso.
La Raja - Pleo, Gavi Docg 2023
Una delle migliori espressioni di Gavi d’annata. Naso di miele d'acacia, erbe di campo, fieno e pesca bianca. Il palato è carnoso e fruttato, con un sorso che lascia subito emergere una salinità avvolgente e duratura, fino al finale. Buono ora, ma sicuramente anche tra un paio d’anni.
Marchese della Spinola - Massimiliano, Gavi Docg del Comune di Gavi 2023
Biologica dal 2017, questa è l’unica azienda della zona a produrre vino kosher. Il Massimiliano ha un bouquet che parla di mela Golden, miele e note floreali di tiglio e fresia. Al palato il sorso inizia con tanto frutto e struttura, poi arriva il sale, che sfuma fino in chiusura, tra note mediterranee.
Poggio di Gavi - Nuvole sul Poggio, Gavi Docg 2023
Siamo a Rovereto, su terre rosse e pietrose. Qui la famiglia di Francesca Poggio vinifica dal ’78 e lei porta avanti la tradizione, con una spiccata passione per le bollicine (qualche informazione in più in questo articolo). Nuvole sul Poggio - con in etichetta un dipinto della pittrice Alessandra Guenna - regala un bouquet di mela Pink Lady e balsamicità mediterranee, tra erba San Pietro e melissa. Sorso scattante, fresco e salato, con una intensa sensazione di frutto, uva spina e mela croccante. Goloso davvero.
Produttori del Gavi - Metodo Classico Gavi Docg Brut, 55 mesi
Fondata nel 1952, Produttori del Gavi è una realtà cooperativa che mette a sistema ottanta soci e oltre 200 ettari nel territorio della denominazione. Il Metodo Classico 55 mesi è un ottima interpretazione delle bollicine da uva cortese, tra aromi di croissant appena sfornato, sbuffi calcarei e crema al limone. Il sorso è secco e diretto, con una bolla fine e persistente, che riempie la bocca portando con sé sensazioni umami e un finale minerale.
Rugrà - Gavi Docg 2023
Due ettari di vigneto a gestione biologica per questa piccola cantina, di cui la proprietaria Luigia Zucchi si prende cura dal 1997. Da terre rosse della zona di Tassarolo, proviene questo vino biologico, che non effettua malolattica. Al naso parla di fresia e pesca bianca, regalando un sorso umami e succoso, che chiude sulla mandorla amara.
Terre di Maté - Gavi Docg 2023
Vinificazio naturale per questo vino di Stefania Carrea, psicologa che ha ereditato dal padre le terre in zona Tassarolo e a lui (Matteo) ha dedicato il nome dell’azienda. Fa tutto lei, in vigna e in cantina. Al naso questo Gavi parla di pesca bianca polposa e mela Golden. Al palato ha un bel profilo tattile, vellutato e salato, con un finale che ricorda un po' la mela ammaccata e la mandorla amara. Un sorso snello, poca grassezza e dinamicità.
Villa Sparina - Gavi Docg del Comune di Gavi 2023
Punto di riferimento per l'ospitalità di alto livello sul territorio, Villa Sparina fa di Monterotondo il proprio feudo, dedicandogli anche un cru da uve selezionate. Il Gavi annata si esprime attraverso un bouquet orientato sul frutto, tra pesca e frutto della passione, rinfrescato da delicate sensazioni di macchia mediterranea. Il sorso è fresco e polposo, quasi da addentare, e chiude con una piacevole sapidità e sfumature agrumate.
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