
Tra il torrente Belbo e il Rio Nizza, Nizza Monferrato una cittadina che unisce sobrietà piemontese e calici internazionali. E proprio lo sguardo rivolto verso il mondo ha portato allo sviluppo di un progetto enologico qual è il Nizza Docg, che nel 2024 festeggia dieci anni.
Riconosciuta nel 2014 per elevazione dell'omonima sottozona della Barbera d'Asti, la denominazione di origine controllata e garantita ha compiuto l'1 luglio 2024 dieci anni ed è percepita in terra monferrina come il fiore all'occhiello della produzione vitivinicola piemontese, rappresentando per i produttori l'espressione più elevata della barbera, vitigno che in questo territorio trova grandi espressioni.

Grazie all'impegno in prima linea del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, il Nizza Docg ha ottenuto una tutela che ne garantisce la qualità, risultato di un disciplinare di produzione che impone standard severi e rigorosi, sia nella coltivazione delle uve che nelle tecniche enologiche.
La zona di produzione del Nizza Docg si estende su 18 comuni, ognuno contribuendo con le proprie peculiarità alla creazione di un vino di eccellenza dal respiro internazionale. Da Agliano Terme a Vinchio, passando per il cuore di Nizza Monferrato, ogni angolo di questa terra è permeato di una storia vinicola che si intreccia indissolubilmente con la cultura e le tradizioni locali.
Il vino si distingue per il suo colore rubino profondo, ma anche per i profumi intensi e complessi, che spaziano dalle note fruttate a quelle speziate, frutto di un lavoro concentrazione in affinamento. Al gusto è caratterizzato da un’importante struttura, longevità e da sensazioni vellutate, che lo pongono tra le denominazioni di vertice italiane.
“Questo vino – dicono dal Consorzio - è l'espressione più autentica del terroir di Nizza e del suo comprensorio, un territorio collinare Unesco, storicamente conosciuto per i terreni vocati per le produzioni di grandi vini formato da 18 comuni che, grazie alle sue specifiche condizioni pedoclimatiche, permette al vitigno Barbera di esprimere le sue migliori potenzialità”.
Al di là della formale tutela da parte del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, a stimolare la crescita dei vini nicesi provvede da oltre venti anni l'Associazione Produttori del Nizza.
Fondata nell'autunno del 2002, attorno a essa si è organizzata l'enosocietà locale, con lo scopo di definire i contorni identitari del proprio vino, sostenendone la crescita nel bicchiere e della filiera. Attenzione testimoniata dalle consuete degustazioni alla cieca dei Nizza, dove sono gli stessi produttori a testare le reciproche etichette, allo scopo di individuare eventuali correzioni o possibili miglioramenti.
Il gruppo oggi riunisce 90 produttori, che sono i protagonisti della crescita costante di bottiglie prodotte e vendute, testimoniata da un aumento del 27% tra il 2022 e il novembre 2023. Proprio nel 2023 è stata superato il milione di bottiglie.
“Il Nizza Docg – dicono - non è solo un vino. È un ambasciatore della cultura piemontese, un ponte tra passato e futuro che racconta la storia di una terra ricca di tradizioni e allo stesso tempo proiettata verso la modernità. Degustare un bicchiere di Nizza Docg significa intraprendere un viaggio sensoriale unico, capace di emozionare e sorprendere, rendendo omaggio alla passione e all'impegno dei produttori che hanno saputo elevare la Barbera a simbolo di qualità e di eccellenza nel mondo”.
Sempre in seno all'associazione é maturata la richiesta della Docg, facendo leva su quella sottozona della Barbera d'Asti riconosciuta anni prima. "Nata il primo Luglio" é oggi la festa annuale che celebra la data in cui, era il 2016, entrava in commercio la prima bottiglia di Nizza Docg.

Che sia un vino capace di invecchiare è fuori da ogni dubbio. L’affinamento accurato induce ad attendere ben più di dieci anni. Ecco alcuni appunti di degustazione della redazione di Vinonews24 che ha avuto l’opportunità di assaggiare qualche etichetta old but gold, pure antecedente al riconoscimento della denominazione Nizza Docg.
Naso tra il cassis, le foglie di tabacco e il cacao amaro, con sfumature floreali di violetta. Un sorso di struttura e moderata concentrazione, in cui l’acidità di un frutto sotto spirito si unisce alle morbidezze dell’affinamento, fino a una chiusura lunga su note tostate.

Naso di frutto intenso e dolce, ciliegia, fragola, poi balsamicità di cipresso e toni erbacei e speziati. Al palato torna un frutto rosso croccante, acidità vivace e una mano leggera sull'affinamento che punta più sull'eleganza che sulle morbidezze eccessive.

Composta di ciliegie, amarene sotto spirito, note di sandalo e di cannella. Il sorso è fresco e strutturato. Il tannino, in un primo momento morbido, rivela poi la propria rusticità in una chiusura asciutta, che lascia ricordi amaricanti e boisé.

Un calice di un rosso rubino cupo ma con unghia che sfuma verso un leggero granato. Il naso richiama note di composta di prugne e marasche sotto spirito, con toni balsamici e speziati. Un sorso pieno e profondo, in cui l’influenza dell’affinamento è esplicita, ma anche accurata, supportata da un’acidità di frutto rosso maturo, che lascia intuire un potenziale allungo nel tempo.

Composta di frutti di bosco e prugna sotto spirito, un ricordo di mirtilli e amarena, umidità di sottobosco e coriandolo. In bocca torna un’amarena polposa, in un sorso che porta con sé morbidezze di affinamento e concentrazione. Dolci le sfumature di vaniglia e le note boisé sul finale.

Mirtillo in composta, cacao amaro e sfumature di humus e sottobosco. In bocca una freschezza vivace, un frutto non appesantito dal legno con un’acidità che mantiene teso il sorso, attraverso una carezza vellutata e un calore ben gestito. Il finale chiama sensazioni di tabacco e rooibos, una sfumatura ematica.

Bouquet intenso di prugna sotto spirito, Mon Chéri e note boisé. Il sorso è sapido e voluminoso, dal profilo vellutato e orientato sulle morbidezze, tra tostature di cacao e arabica, ricordi di amarena sotto spirito sul finale.

Un calice scuro, che richiama al naso una composta di more, assieme ad aromi di sottobosco e dolcezze di affinamento. Il sorso è corposo, pieno, succulento ed esprime una concentrazione che sta nelle cose. Il frutto rosso maturo e in composta emerge, allungando il sorso con calore e sfumature dolci di sandalo.

Il bouquet parla di frutti di bosco sotto spirito, tra sensazioni di cacao amaro, spezie dolci e note boisé. Un sorso vellutato e intenso, strutturato e dalle rotondità supportate da un guizzo acido, che sostiene la bevuta dall’inizio fino alla chiusura, tra ricordi di tostature e piccoli frutti essiccati.


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