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RTD crescono nel fuoricasa: secondo CGA by NIQ, 24% italiani ha consumato queste bevande in ultimi sei mesi e 53% è disposto a provarle.

I ready-to-drink conquistano gli italiani anche nel fuoricasa

di redazione | 31 Luglio 2024

Secondo un’indagine CGA by NIQ, il 24% degli italiani ha consumato queste bevande negli ultimi sei mesi e il 53% è disposto a provarle, trainati dalla Gen Z; i più bevuti, i cocktail premiscelati (46%).

Le bevande pronte da bere, conosciute anche come ready-to-drink (RTD), crescono nelle preferenze degli italiani anche nei consumi fuori casa. Lo rivela il Consumer Pulse Report di CGA by NIQ: il 24% degli italiani ha consumato queste bevande negli ultimi sei mesi e il 53% è disposto a provarle, indice di una domanda in aumento.
Tra le diverse fasce d’età, i giovani adulti, in particolare la Gen Z, sono i più interessati: il 45% dei consumatori di RTD desidera provare nuovi sapori e il 7% degli italiani prevede di aumentarne il consumo.
Tra i tipi di bevande pronte da bere più popolari in Italia, i cocktail premiscelati dominano con il 46%, seguiti dai seltz alcolici al 38%, distillati e mixer al 30% e infine gli alcopops al 14%.
I RTD, confezionati in bottiglia o lattina e premiscelati, hanno successo perché subito pronti al consumo e versatili per diversi momenti della giornata.
Sul mercato si trovano prodotti a base di tè o caffè per la colazione o una pausa pomeridiana, così come varianti alcol free ideali per l’aperitivo. Le versioni alcoliche, con distillati, liquori o acquaviti mixati a bibite o estratti di frutta, permettono ai consumatori di gustare drink assemblati da professionisti con ingredienti bilanciati e sapori autentici.
Secondo CGA by NIQ, l'interesse dei consumatori italiani per i RTD potrebbe crescere ulteriormente se venissero rispettati alcuni criteri. Il 45% degli intervistati ritiene che un buon rapporto qualità-prezzo sia essenziale per incoraggiare il consumo di RTD in bar, pub e ristoranti. Il 23% indica che una maggiore visibilità nei locali aumenterebbe le possibilità di consumo, mentre il 19% preferirebbe un’offerta di alternative analcoliche o a basso contenuto alcolico. Infine, il 14% pensa che una maggiore pubblicità potrebbe incrementare la popolarità di questi prodotti.

Secondo CGA, il 24% degli italiani ha consumato RTD negli ultimi sei mesi e il 53% è disposto a provarle
le tipologie di RTD più bevute dagli italiani nel fuoricasa

“Il panorama tradizionale del consumo di vino, birra e alcolici in Italia sta cambiando e sui tavoli dei locali stanno gradualmente guadagnando spazio anche bevande come i Ready To Drink – spiega Valeria Bosisio di CGA by NIQ - L’evoluzione del gusto dei consumatori, della modalità di somministrazione e della gradazione alcolica caratterizzano da sempre il settore del beverage ed è importante conoscere i cambiamenti in atto per soddisfare la richiesta. Per gli operatori del settore sarà infatti fondamentale includere e supportare la crescita di questa categoria, data la forte domanda e propensione al consumo da parte degli italiani, soprattutto dei giovani adulti”.

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