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Vendemmia 2024: caldo estremo ha fatto anticipare raccolta in Sicilia. Nord alle prese con problemi fitosanitari per piogge mesi scorsi.

Vigneto Italia: vendemmia 2024 tra anticipi e siccità

di Antonio Tosi | 26 Luglio 2024

Il caldo estremo ha già fatto scattare la vendemmia in Sicilia con i primi grappoli di uva chardonnay. Il sud soffre la siccità, mentre il nord è alle prese con lo spettro dei problemi fitosanitari a causa delle piogge dei mesi scorsi.

Non solo disagio fisico. Le temperature estreme e la siccità dell’estate 2024, particolarmente pesanti al sud Italia, hanno impattato anche sulla vendemmia, già iniziata in Sicilia, con 15 giorni di anticipo sulle date previste, in contrada Miccina Contessa Entellina (PA), dove sono stati raccolti i primi grappoli di uva chardonnay, maturata anzitempo per il caldo e la mancanza d’acqua. Un anticipo che, secondo Coldiretti, si tradurrà in una raccolta di ottima qualità.

Dai dati in possesso dell’associazione, quella del 2024 è la vendemmia più precoce di sempre, un fenomeno che non ha eguali in altri paesi europei e che, di fatto, porta da tre a quattro mesi il periodo di raccolta delle uve in Italia, creando nuove opportunità di lavoro nelle vigne, in cantina e nella distribuzione.

L’impatto dei cambiamenti climatici non riguarda però solo il sud, ma si fa sentire sull’intero Vigneto Italia: se il caldo in Sicilia sembra aver fatto resistere le viti più di altre piante e allontanato il rischio peronospora, i viticoltori del centro-nord devono fare i conti con gli esiti delle frequenti fasi di maltempo registrate fino allo scorso giugno, che hanno provocato un aumento delle fitopatie, con una conseguente crescita dei costi di intervento a carico delle imprese vinicole.

Per metà dello Stivale, quindi, quella del 2024 si prospetta una vendemmia difficile e tutta da valutare.

L’inizio della vendemmia 2024 in Italia risulta sempre più in linea con le date tradizionali quanto più si risale lo Stivale. È quanto emerge dal “termometro” dei Consorzi.
uve di Primitivo di Manduria

IL TERMOMETRO DEI CONSORZI: AVVIO REGOLARE AL NORD

L’inizio della vendemmia 2024 in Italia risulta in linea con le previsioni quanto più si risale lo Stivale. È quanto emerge dal “termometro” dei Consorzi.
“Ci sarà una vendemmia un po’ anticipata per le aree che solitamente iniziano ad agosto-settembre – fa sapere Assoenologi Campania - per quanto riguarda l’Irpinia, quindi le aree interne, bisognerà invece capire cosa accadrà nei prossimi due mesi”.

Vendemmia in anticipo anche per il Primitivo di Manduria, addirittura “di 15-20 giorni se la situazione climatica non cambierà, quindi prima della metà di agosto – evidenzia il Consorzio di Tutela - Questo a causa del decorso stagionale secco e della predominanza di venti privi di umidità che hanno determinato un ottimo stato fitosanitario delle uve. Inoltre l'assenza di pioggia e il caldo stanno favorendo una rapida invaiatura e maturazione delle uve”.

Anche in Abruzzo la raccolta verrà anticipata di alcuni giorni, mentre per la Doc Montefalco in Umbria si prevede di iniziare prima per i bianchi (se non pioverà fino a fine agosto); se si andrà incontro a un settembre piovoso, la vendemmia dei rossi subirà invece un rallentamento.

Discorso simile nelle Marche, dove IMT riferisce di una raccolta che inizierà in anticipo di una decina di giorni, anche se le recenti piogge potrebbero rallentare, pur se di poco.

Anche in Maremma i produttori prevedono di raccogliere con una decina di giorni di anticipo.

Discorso diverso al nord: in Trentino vendemmia 2024  al via come di norma tra il 18 e il 20 agosto, mentre in Alto Adige si posticiperà di qualche giorno. “Quest’anno abbiamo rilevato una differenza più marcata nell’inizio della fioritura dei vigneti in bassa e in alta quota” evidenzia il Consorzio Vini Alto Adige.

i viticoltori del centro-nord devono fare i conti con gli esiti delle frequenti fasi di maltempo registrate fino allo scorso giugno, che hanno provocato un aumento delle fitopatie
l'effetto della pioggia sui vigneti del nord Italia

FOCUS SICILIA, UNA VENDEMMIA DI QUALITÀ LUNGA CENTO GIORNI

L’anticipo della vendemmia in Sicilia - che per l'Etna Doc non è prevista, anzi dovrebbe esser una stagione regolare - significa quest’anno una raccolta lunga 100 giorni.
Un inverno e una primavera caldi, privi di piogge, hanno promosso un precoce germogliamento e, di conseguenza, un’anticipazione di tutte le fasi fenologiche e fisiologiche della vite. Nonostante le condizioni siccitose, non sono presenti segni di stress idrico e le uve sono perfettamente sane e integre.
I vigneti siciliani, quindi, si presentano in ottimo stato fitosanitario e qualitativo con alcuni vitigni coltivati negli areali dell’isola che rivelano una naturale e performante resistenza alle estreme condizioni siccitose.
Per il 2024 è stimato un aumento della raccolta intorno al 10-15% rispetto alla precedente annata ma un calo fisiologico rispetto a una media ottimale.
Il motivo dello stato di salute invidiabile dei vigneti siciliani lo si deve al lavoro dei vitivinicoltori, capaci di governare la siccità grazie all’utilizzo di portainnesti innovativi e all’uso di prodotti naturali detti corroboranti, che riparano dagli stress ambientali e dalle ondate di calore. Infine, una corretta gestione del suolo e delle risorse idriche, insieme alla sperimentazione avviata con sensori che monitorano lo stress idrico, consentono l’irrigazione di precisione e l’ottimale uso dell’acqua.
Dopo il via nella Sicilia occidentale, con la raccolta della base spumante, la vendemmia prosegue con le varietà internazionali come lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc, seguite dai vitigni autoctoni. A chiudere questa lunga vendemmia saranno i produttori dell’Etna, a fine ottobre.
“La vendemmia siciliana è un momento di grande confronto per i vitivinicoltori dell’isola - commenta Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia – Le previsioni per l’annata 2024 parlano di qualità e di uve sane e integre ma anche di tecniche agronomiche e di gestione del suolo che oggi consentono di affrontare meglio la siccità in Sicilia e nei vigneti. Il problema della gestione delle risorse idriche non può essere affrontato in maniera autonoma dai singoli produttori ma occorre una visione politica d’insieme che consenta di attuare in maniera strutturale un piano idrico. La Sicilia ha la fortuna di godere di una straordinaria varietà che si traduce in una diversità della produzione vitivinicola”.

I vitivinicoltori in Sicilia si rivelano capaci di governare la siccità grazie all’utilizzo di portainnesti innovativi e all’uso di prodotti naturali detti corroboranti
lavoro in vigna

In Sicilia occidentale il clima caldo ha favorito la crescita delle uve che sono sane e integre. Ad oggi, la qualità delle uve è ottima, e non si registrano problemi di oidio né di botrite. Le limitate riserve idriche nei vigneti, insieme all’inizio precoce dell’estate, hanno accelerato tutte le fasi fenologiche della vite.
In Sicilia centro-meridionale l’annata segue il tipico cliché degli anni caldi e siccitosi. Un inverno e una primavera caldi, privi di piogge, hanno promosso un precoce germogliamento e, di conseguenza, un’anticipazione di tutte le fasi fenologiche e fisiologiche della vite. Pertanto, possiamo considerarla un’annata con raccolte anticipate anche nei territori del centro-sud della Sicilia.
Manca invece ancora qualche mese all’arrivo della vendemmia sull’Etna, dove si sono registrate alte temperature e qualche sporadica pioggia, seguita dal caldo estremo di luglio con ridotte escursioni termiche tra giorno e notte. Nonostante le condizioni abbastanza siccitose, non sono ancora presenti segni di stress idrico. Nella zona dell’Etna, quest’anno si prevedono elevate quantità, un 10-15% in più rispetto alla media.
Nel sud-est dell’isola l’annata si presenta siccitosa e calda, ma grazie all’inserimento di un sistema innovativo, che monitora attraverso sensori una precisa richiesta di acqua, si riesce a gestire una irrigazione di precisione. La vendemmia delle varietà a bacca bianca si presenta in anticipo di circa 10 giorni mentre le varietà come Grillo, Chardonnay e Insolia sono sane, in quantità e in equilibrio. grazie a una sapiente conduzione dei vigneti.
Nordest e Eolie: anche in provincia di Messina, la terra delle tre Doc (Mamertino, Faro, Malvasia), le previsioni sono buone e la vendemmia inizierà a fine agosto con una settimana di anticipo. Forse ci sarà un calo sulla quantità, ma si può già parlare di un’annata dalla buona qualità.

INNOVAZIONE E SOSTANZE ORGANICHE PER COMBATTERE LO STRESS IDRICO

Innovazione, portainnesti, gestione del suolo, utilizzo di sostanze organiche per mantenere il più possibile l’umidità del suolo: ecco come governare lo stress idrico secondo alcuni agronomi ed enologi.
Per l’enologo Tonino Guzzo “I portainnesti devono garantire non solo la resistenza alle condizioni estreme ma anche una qualità eccellente. In Sicilia occorre applicare i principi dell’agricoltura in maniera scientifica e fare ricorso, moderatamente, all’ irrigazione di sostegno”.
Alcuni viticoltori, dall’inizio del germogliamento, durante la primavera, visto il contesto pedoclimatico siciliano, eliminano le erbe infestanti al fine di ridurre la competizione idrica con il vigneto. Poi in autunno, si favorisce l’inerbimento.
“Per riparare le viti dagli stress ambientali come siccità e ondate di calore utilizziamo dei prodotti innovativi naturali, detti corroboranti. Si tratta della zeolite e caolino, che applicate sull’apparato fogliare riparano dai raggi solari ed evitano le scottature, creando ambiente ostile per insetti nocivi quali la cicalina e la tignola. In tutti i nostri vigneti l’acqua viene dosata e misurata tramite impianti di irrigazione goccia a goccia” aggiunge il tecnico viticolo Filippo Buttafuoco.
“Purtroppo la mancanza di acqua deve essere principalmente contrastata con un piano idrico importante che metta al centro la regimazione delle acque, la costruzione di invasi fruibili dagli agricoltori, un piano di rimboschimento per evitare i fenomeni di desertificazione e lotta serrata agli incendi dolosi. Il problema deve essere affrontato nel giusto modo perché nei prossimi anni rischia non solo di condizionare la viticoltura ma purtroppo anche l’economia di intere regioni” conclude l'enologo Emiliano Falsini.

le temperature estreme e la siccità dell’estate 2024, particolarmente pesanti al sud Italia, hanno impattato sulla vendemmia, già iniziata in Sicilia con 15 giorni di anticipo
il sud Italia preda della siccità

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