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Edoardo Maria Lamacchia_CEO di Wibe

Lamacchia (eWibe), “bene l’Italia dei fine wine”

di Giorgia Cococcioni | 22 Luglio 2024

Intervista al ceo di eWibe, il live market dei vini da investimento, che traccia un quadro evolutivo del segmento fine wine. Bene la Toscana, meno bene Bordeaux.

La Toscana domina il mercato dei vini pregiati nel 2024 grazie all'annata 2021, considerata da molti critici e collezionisti di pari qualità rispetto a quella del 2016, mentre la regione di Bordeaux si prepara ad un cambiamento del modello di mercato, dopo l’ultima deludente campagna en primeur. Nel frattempo, il cambiamento climatico continua a rappresentare una grande sfida per i produttori che stanno valutando l'impiego di vitigni alternativi per controllare la gradazione alcolica, anche se, per i vini pregiati, si continueranno a utilizzare i grandi vitigni attualmente conosciuti.

Sono questi alcuni dei trend del mondo del vino raccolti da Vinonews24 nel dialogo con Edoardo Maria Lamacchia, ceo di eWibe, il live market dei vini da investimento che conta oggi su circa 14.000 utenti, base clienti che punta a raddoppiare entro fine anno, anche grazie al processo di internazionalizzazione. Il valore di mercato delle circa 12mila bottiglie detenute da eWibe supera oggi i 5,5 milioni di euro.

Edoardo_Lamacchia_eWibe
investimenti con eWibe

L'INTERVISTA

Edoardo, dal vostro osservatorio quali sono i trend del momento in Italia?

“L’Italia è la nota migliore di questo 2024, con la Toscana protagonista grazie alla stabilità del suo indice. In questa regione c’è particolare ottimismo grazie ai significativi volumi di scambio che si stanno verificando per l’annata 2021, caratterizzata da un’altissima qualità della vendemmia e punteggi elevati dei critici”.

Ci può fornire qualche maggiore dettaglio?

“Le recenti immissioni sul mercato delle etichette di Super Tuscan 2021 quale, ad esempio, il Sassicaia, che quest’anno può vantare un rating di 100 punti da Wine Advocate di Robert Parker (molto influente a livello internazionale) contribuiscono a generare un senso di ottimismo sul mercato secondario. Basti pensare che il Sassicaia ha raggiunto il massimo punteggio solo in altre due annate, la 2016 e la 1985. Questo permetterà di generare un significativo interesse da parte dei principali attori del mercato, vista la qualità della vendemmia, considerata di pregevole fattura al pari di quella del 2016. Anche su eWibe, la domanda per Sassicaia, Tignanello e Ornellaia 2021 è stata particolarmente alta in questo inizio anno, generando significativi volumi di scambio. In Piemonte invece si attendono i rilasci sul mercato delle Riserve 2019 e delle annate 2021 di Barolo che si preannunciano potenzialmente esplosive”.

A livello internazionale, invece?

“Per quanto riguarda i volumi di scambio sulle principali piazze internazionali che trainano il mercato dei vini pregiati, come l’Asia, segnaliamo immobilismo e una lieve contrazione della domanda, nonostante le aste presentino buoni volumi di scambio.
La regione di Bordeaux è stata protagonista di una campagna en primeur con un taglio dei prezzi medi del 25-30% rispetto agli anni precedenti. Nonostante questo calo, che avrebbe dovuto rendere più competitive le allocazioni di en primeur, la domanda di clienti non è stata particolarmente alta. La campagna '23 vedrà probabilmente un ripensamento proprio del modello di mercato che ha fatto la fortuna dei produttori di Bordeaux nel secolo scorso e fino a qualche anno fa, ma che ora deve adattarsi alle nuove esigenze dei collezionisti”.

Negli ultimi anni c’è una sempre maggiore attenzione alla bevibilità e una ricerca di gradazioni inferiori. Come si sta traducendo questo sul mercato?

“È vero, il trend di bevuta è legato alle abitudini di consumo, specialmente da parte delle nuove generazioni, ma non interessa particolarmente il comparto dei vini da investimento che sono visti come asset da collezionismo e rappresentano una percentuale molto bassa sul totale della produzione mondiale. Il tema della gradazione alcolica per i fine wine passa in secondo piano, essendo vini che non si bevono tutti i giorni, ma in poche e particolari occasioni”.

Ma in generale come stanno reagendo i produttori al cambiamento climatico?

“A causa di innalzamento globale delle temperature, il trend potrà essere quello di vini sempre più alcolici e corposi, piuttosto che il contrario. Oggi esistono delle strade da percorrere per contenere il vigore della pianta e quindi la sua capacità di concentrare zucchero nel grappolo. Poi si possono scegliere delle modalità di potatura più confacenti ad ottenere mosti meno zuccherini e quindi vini meno alcolici C’è' anche la possibilità di non effettuare cimature e vendemmie verdi, per lasciare la pianta più "libera" e forzarla meno in termini di concentrazione zuccherina. Nel lungo periodo, però, andranno trovate altre soluzioni”.

Quali soluzioni?

“Ad oggi si ipotizzano due strade: impiantare vigne in luoghi più freddi, sfidando la convenzione classica di impiantare con esposizione a Sud. Pensiamo, ad esempio, che in Valtellina si stanno sperimentando impianti di viti sul versante orobico e non retico, quindi vigne esposte a Nord, e se si pensa che ciò viene fatto in una regione nordica con escursioni termiche significative e inverni freddi e nevosi, ciò fa pensare a quanto in altre aree dello Stivale si possa fare fatica nel ricercare soluzioni per ottenere vini meno alcolici. L'altra soluzione che si sta sperimentando è quella dell'impiego di vitigni alternativi (ad esempio i vitigni resistenti PIWI) con l'obiettivo di testarli per produrre vini interessanti dal volume alcolico contenuto. Tutto ciò però ad oggi e per i prossimi 10/20 anni, difficilmente sarà la norma per quanto concerne i fine wines che continueranno ad essere prodotti dai grandi vitigni che oggi conosciamo”.

Come sta andando il 2024 per eWibe?

“Siamo concentrati sulla crescita della nostra base utenti e sul miglioramento della nostra offerta. Penso al rilascio della nuova piattaforma di live trading proprietaria e al lancio dell’app, oltre che all’implementazione del sistema di wine advisory virtuale. Ma anche ai nuovi servizi e funzionalità che stiamo progettando per venire incontro alle molteplici esigenze dei nostri clienti. Le indicazioni che ci arrivano dai nostri ormai 14mila utenti sono positive: l’asset under management detenuto per loro conto è superiore al milione di euro”.

Quali i prossimi obiettivi per voi?

“Sicuramente la prosecuzione del processo di internazionalizzazione, abbiamo in piano di raggiungere diversi paesi europei dove riscontriamo una domanda crescente per vini da collezione, ma anche una certa maturità dal punto di vista degli asset alternativi. Puntiamo infatti a diventare una piattaforma di respiro internazionale, assecondando le esigenze di una clientela, spesso diverse da quella italiana. Non solo, vorremmo anche avvicinarci maggiormente al mondo B2B, lavorando sia con le cantine che vendono le bottiglie tramite la nostra piattaforma, sia con le enoteche e i ristoranti che scelgono di acquistarle attraverso eWibe. Inoltre, vorremmo introdurre modalità di acquisto e di mercato sempre più coinvolgenti per i nostri clienti in modo da aumentare il ventaglio di soluzioni sulla piattaforma accogliendo le istanze di un segmento in crescita, quello degli investitori e dei collezionisti”.

Nell’ultimo anno, l’intelligenza artificiale è al centro del dibattito, nazionale e internazionale, e sta interessando anche il mondo del vino. In che modo vi posizionate rispetto a questo?

“Guardiamo con attenzione alla trasformazione digitale, che è alla base di molte nostre iniziative di crescita. Siamo stati tra i primi nel settore ad accogliere e sperimentare modelli di elaborazione del linguaggio naturale (NLP), con software in grado di comprendere ed interpretare le richieste dei clienti e generare risposte appropriate in tempo reale. A inizio anno, abbiamo lanciato il nuovo servizio di advisory virtuale: è stato apprezzato dal 92% di chi lo ha provato e rispetto al vecchio chatbot abbiamo raccolto il +300% di contatti profilati dall’inizio del 2024, con un incremento delle proposte portafoglio mensile del +200%. L’obiettivo è ora rendere l’intelligenza artificiale sempre più avanzata, così che sia capace di spaziare a 360° sia sulla fase di customer care che su quella di analisi delle opportunità di mercato”.

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