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Agri-fotovoltaico, i Consorzi italiani spingono sulla tutela del paesaggio

di redazione | 19 Luglio 2024

Stando alle indiscrezioni, il Governo sarebbe pronto ad autorizzare l'installazione di impianti agro-fotovoltaici nelle campagne italiane. Qual è la posizione dei Consorzi? Vinonews24 ha raccolto voci in equilibrio tra critica e adesione.

Agri-fotovoltaico sì, agri-fotovoltaico no. La discussione è aperta tra i Consorzi di tutela del vino italiano.

Alla luce dell'attuale confronto inerente le energie rinnovabili che, stando alle prime indiscrezioni, il Governo sarebbe pronto ad autorizzare l'installazione del cosiddetto agri-fotovoltaico nelle campagne italiane. I terreni agricoli potranno dunque esser utilizzati come campi fotovoltaici, purché sotto i pannelli possano esser avviate colture.

Una prospettiva che si complica per i vigneti - anche se no mancano casi di vigneti coperti, per esempio in Francia - ma soprattutto una prospettiva che preoccupa chi guarda al paesaggio come un asset fondamentale per quella che sarà la vera prospettiva futura del vino italiano: l'enoturismo.

Qual è dunque la posizione dei Consorzi, anche in riferimento a eventuali progetti che interessano il territorio? Vinonews24 lo ha chiesto ai presidenti (e direttori) dei Consorzi italiani e non si può dire che le risposte siano allineate. Qualcuno alza la bandiera del paesaggio, qualcun altro è possibilista, altri (non pochi) sospendono il giudizio. Ai posteri l'ardua sentenza...

CONSORZI IN ORDINE SPARSO

ALESSANDRO NICODEMI - Consorzio Vini d'Abruzzo

"Il consorzio è assolutamente favorevole agli impianti sulle strutture produttive e sugli immobili che contribuiscono a rendere le aziende autosufficienti; sostiene solo in parte gli impianti agropastorali che permettono alle aziende di continuare a produrre anche se l’impatto paesaggistico sui territori è importante e a lungo termine lo sviluppo in questa direzione potrebbe davvero deturpare l’ambiente. Il consorzio è contrario invece agli impianti a terra che non consentono la produzione agricola e impattano inoltre in maniera devastante sul paesaggio".

Alessandro Nicodemi, presidente Consorzio Vini d'Abruzzo
Alessandro Nicodemi, presidente Consorzio Vini d'Abruzzo

MICHELE NOAL - Consorzio Asolo Prosecco

"Siamo fortemente contrari a questa proposta. Il fotovoltaico è una forma di energia pulita importantissima, ma può trovare spazio sui tetti dei tanti capannoni che popolano la nostra regione; verso questa direzione si stanno muovendo anche numerose cantine e il consorzio non può che approvare e sensibilizzare azioni di vera sostenibilità. I terreni agricoli devono continuare a essere destinati all'agricoltura, non solo per mantenere vitale e attivo il settore primario, ma anche per il fondamentale ruolo di cura e mantenimento del territorio esercitato dagli agricoltori. Senza la loro presenza, il territorio collinare e montano diventerebbe ancora più fragile dal punto di vista idrogeologico".

Michele Noal, presidente Consorzio Asolo Prosecco

STEFANO RICAGNO - Consorzio Asti Docg

"Senza dubbio l’impiego di energia rinnovabile è quanto mai da incentivare. Ma questo utilizzo, lontano da qualsiasi tipo di speculazione, non può neanche prescindere una corretta gestione del suolo, in particolare di quei territori come il nostro che, proprio in virtù della loro conformazione agricola, sono stati inseriti nel patrimonio Unesco dell’Umanità".

SERGIO GERMANO - Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani

"A noi risulta che la Regione Piemonte stia lavorando per limitare l’utilizzo dei terreni destinati all’installazione degli impianti a terra".

FABRIZIO BINDOCCI - Consorzio Vino Brunello di Montalcino

"Attualmente non ci sono progetti specifici sul territorio e il tema non è all’ordine del giorno del Consorzio. Sicuramente l’agro-fotovoltaico può rappresentare una opportunità per le aziende e per l’ambiente; lo si desume anche dai diversi impianti normativi che prevedono notevoli incentivi, a partire dal Pnrr. In attesa di conoscere i dettagli, crediamo che l’autorizzazione all’installazione dovrà necessariamente contemplare dei vincoli a tutela di paesaggi e territori vocati a produzioni di qualità e a forte attrazione turistica, come lo è Montalcino. La compatibilità e il rispetto dei territori sono imprescindibili anche quando si parla di green e di energia pulita. Montalcino è un comprensorio agricolo unico per biodiversità coperto per il 50% da bosco e incolti, per il 10% da oliveti e solo per il 15% dalle vigne e poi da pascoli, seminativi e altre colture. Una propensione green innata che non ammette compromessi sul piano della tutela".

fabrizio bindocci - brunello montalcino
Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino

GIOVANNI MANETTI - Consorzio Vino Chianti Classico

"Dobbiamo affrontare questi temi con prudenza e lungimiranza, perché nella gestione di un territorio e di un paesaggio devono convivere molteplicità di fattori e quindi ogni proposta andrà valutata calandola nella singola realtà territoriale e imprenditoriale".

GIOVANNI BUSI - Consorzio Vino Chianti Docg

"L’agrofotovoltaico è una possibilità per avere costi energetici, in futuro, più bassi, ma il punto è un altro: se noi arriviamo a pensare di mettere l’agrofotovoltaico sui nostri terreni significa che andiamo a ridurre i terreni che possono essere utilizzati per produrre beni alimentari, e questa è una resa, ossia ci arrendiamo alle condizioni non redditizie della nostra agricoltura. Noi stiamo abbandonando le colture intensive semplicemente perché non c’è reddito. Se potessimo avere semi che possono produrre non i 20-30-40 quintali per ettaro, come avviene in Toscana, ma poter avere dei grani che possano produrre 70-80-90 quintali, sicuramente torneremmo a fare il nostro mestiere di agricoltori e a produrre beni di prima necessità. Il fotovoltaico è una resa degli agricoltori che non riescono più a trovare la redditività nelle proprie colture. Scienza e governo dovrebbero interrogarsi ragionando in modo asettico e non in modo ideologico. In Italia pensiamo di occupare i terreni con il fotovoltaico perché riteniamo di non aver altro modo per poter avere delle risorse per mantenere in piedi le nostre aziende. Così facendo andiamo anche a degradare il terreno agricolo, unico bene al mondo che non può essere riprodotto. La verità è che il terreno agricolo sta diminuendo e se, adesso, lo andiamo a coprire di pannelli solari diminuisce ancora di più".

Dal 16 al 18 novembre, un gruppo di produttori associati raggiungerà la città di Canton per partecipare alla 31esima edizione della manifestazione Interwine Guangzhou, dove il Consorzio avrà il suo consueto stand dedicato alla denominazione Chianti Docg
il presidente del ConsorzIo vino Chianti Giovanni Busi (foto Alessandro Fibbi)

GIOVANNI PONCHIA - Consorzio Vini Doc Colli Berici e Vicenza

"Non abbiamo una posizione in tal senso, questo tipo di discussione non è mai emersa nei vari confronti interni al Consorzio".

GIANLUCA CARRARO - Consorzio Vini Colli Euganei

"In agricoltura, la normativa ammette l'agrivoltaico solo se questo non impedisce che vengano effettuate colture sottostanti. In viticoltura, stante la conformazione dei vigneti, soprattutto in area collinare, l’applicazione di tale previsione è ardua e di fatto quasi impossibile laddove la gestione dei filari e la raccolta siano meccanizzate. Magari potrebbe aiutare in termini di ombreggiamento e di protezione dalla grandine, ma è necessaria un’idonea e approfondita sperimentazione. Peraltro, a parte le già citate difficoltà di natura tecnica, per quanto concerne nello specifico i Colli Euganei, che sono riconosciuti come parco regionale e sottoposti a vincolo paesaggistico, credo che installazioni così impattanti come il fotovoltaico difficilmente potrebbero trovare collocazione".

Gianluca Carraro presidente Consorzio Vini Colli Euganei 2
Gianluca Carraro, presidente del Consorzio Vini Colli Euganei

EMANUELE BIZZI - Consorzio Vini Doc Colli del Trasimeno

"Il Consorzio può mettere in pratica una politica di sensibilizzazione relativamente a progetti in capo e finanziati dagli enti regionali. Molti bandi regionali, infatti, richiedono alle aziende di essere iscritte a un consorzio o le premiano con punteggi maggiori rispetto alle non iscritte. È un messaggio chiaro di Regione e Stato per promuovere la collaborazione tra imprese di un territorio, con l’obiettivo di creare una rete forte e incisiva".

Emanuele Bizzi, presidente Consorzio Vini Doc Colli del Trasimeno

DIEGO TOMASI –Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg

"Il Consorzio accoglie il dibattito sull'installazione di sistemi agrofotovoltaici nelle campagne italiane. La nostra posizione è guidata dalla necessità di conciliare l'innovazione tecnologica con la salvaguardia delle peculiarità paesaggistiche riconosciute Patrimonio Universale dell’Umanità UNESCO. L’unicità del paesaggio viticolo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco e dei suoi elementi costitutivi (ciglioni, biodiversità, forma delle colline) compongono la parte materiale e immateriale della qualità del vino riconosciuta a livello mondiale.
Per questo motivo, riteniamo importante che non venga compromessa una parte così determinante del successo del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco. Quindi riteniamo che ogni decisione debba dare la priorità alla salvaguardia del valore paesaggistico della Denominazione così come del resto imposto dall’Associazione per il Patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Unesco. Ovviamente più facilmente realizzabili sono le installazioni sui tetti degli edifici/cantine vitivinicole di cui circa il 50% delle aziende associate al Consorzio hanno già dato seguito (+5,2% rispetto al 2021).
Siamo quindi pronti a collaborare con le autorità coinvolte, purché ogni intervento sia compatibile con la conservazione dei vigneti storici e della bellezza naturale che caratterizza le nostre colline".

ROBERTA BRICOLO - Consorzio Vino Custoza Doc

"Noi tutti siamo a favore dell’energia green, auspicando che si possa lasciare la massima libertà ai singoli produttori agricoli di fruirne sfruttando in particolare i vari fabbricati e le pertinenze aziendali. Auspichiamo che il nostro territorio completamente collinare rimanga vocato alla viticoltura e alla produzione agricola".

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Roberta Bricolo presidente Consorzio Custoza

STEFANO SEQUINO - Consorzio DOC delle Venezie

"Dal punto di vista strettamente economico, allo stato attuale e stando ai numeri complessivi della DOC, non si rileva la necessità di ridurre il vigneto, anche mediante l’impiego di impianti agrofotovoltaici, così come ritengo che ogni valutazione in tal senso debba tenere conto del contesto territoriale e della risposta del mercato. In termini generali, credo che il settore vitivinicolo, oltre a rappresentare una risorsa dal punto di vista economico e sociale, sia una risorsa altrettanto importante sotto il profilo paesaggistico, un patrimonio culturale – così definito dalla legge 12 dicembre 2016, n. 238, c.d. Testo unico del vino – da tutelare e valorizzare. Pertanto, anche in tal caso, occorre a mio parere un’ampia valutazione rispetto alla necessità di contemperare la produzione energetica utilizzando la superficie agricola, viticola nel nostro caso, con il mantenimento del territorio viticolo e del paesaggio che caratterizza i luoghi della produzione, nei quali si registra peraltro un crescente interesse da parte di visitatori, winelover e turisti".

FRANCESCO CAMBRIA - Consorzio Vini Etna Doc

"Premetto che il Consorzio non ha mai discusso di questo argomento. La nostra idea è che il suolo agricolo non debba essere assolutamente utilizzato per l’agrovoltaico. Il fotovoltaico, utilissimo per contenere l’uso delle fonti non rinnovabili e i costi energetici, deve essere ampiamente utilizzato nelle coperture di magazzini, tetti e quant’altro con veri incentivi e semplificazioni autorizzative".

Francesco Cambria, presidente Consorzio Vini Etna Doc

SILVANO BRESCIANINI - Consorzio Franciacorta

"Se si tratta di perdere terreni produttivi siamo contrari, se si tratta di valorizzare terreni coltivati installandoci sopra impianti fotovoltaici abbiamo esperienze in zona che sono interessanti".

GIACOMO SAVORINI - Consorzio Lambrusco

"L’agrofotovoltaico permette l’installazione di pannelli solari su terreni agricoli che possono mantenere la coltivazione di determinate piante, a differenza del fotovoltaico che anni fa predisponeva la sostituzione di terreni agricoli con pannelli solari. Per questo motivo non siamo contrari all’agro-fotovoltaico, ma abbiamo qualche dubbio sulla specifica applicazione alla vite, dal momento che questa necessita di un irraggiamento solare importante. Restiamo comunque in attesa di indicazioni a riguardo da parte del governo".

Giacomo Savorini, direttore Consorzio Lambrusco

FABIO ZENATO - Consorzio Lugana Doc

"Il Consorzio Tutela Lugana Doc da tempo promuove attivamente la sostenibilità nella filiera produttiva, come dimostra l'aumento delle adesioni al sistema di produzione integrato SQNPI nel 2024 da parte delle cantine. Molte di esse hanno inoltre incentivato la produzione autonoma di energia, grazie all'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei loro edifici. Le proposte dell'agrofotovoltaico a terra rappresentano invece un ambito molto più complesso, che potrebbe comportare significativi rischi di carattere ecologico, quali l'alterazione della flora e della fauna territoriale e quindi del paesaggio stesso. Il Consorzio ritiene che la produzione di energia da fonti rinnovabili debba integrarsi con l'attività agricola e non diventare un’alternativa, per evitare alterazioni irreversibili dell’ecosistema. Risulta quindi difficile l'idea di conciliare l’agrofotovoltaico - o comunque l’installazione di strutture permanenti nei terreni - con l'equilibrio ecologico e la bellezza del territorio in senso generale. L’auspicio è quello di una crescita sempre più consistente degli impianti di produzione integrati a tetto, evitando così il consumo dei suoli".

DANIELE PETRICCI - Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia

"Siamo attualmente impegnati a contrastare un progetto  che vorrebbe assorbire 200 ettari di terreno agricolo per dare vita a un grande campo agro-voltaico, corredato da alcune pale eoliche. Una superficie di silicio e cemento pari a circa 400 campi da calcio nel cuore del nostro terroir, che segnerebbe in modo irreparabile una regione il cui sviluppo socioeconomico è basato su agricoltura di qualità e turismo, grazie alla presenza di tanti siti naturalistici e di un’offerta enogastronomica di primo piano. Pur sostenendo la transizione green, riteniamo che la stabilità economica dell’area, e con essa il suo futuro, non debba essere sacrificata sull’altare della sostenibilità, che deve sempre tenere conto delle politiche di sviluppo e degli investimenti pregressi. Per questo riteniamo opportuno che simili progetti interessino innanzitutto aree escluse da altre forme di reddito, quali le pertinenze delle grandi strade di comunicazione, i tetti dei fabbricati commerciali, le aree a scarsa vocazione agricola, affinché le stesse possano godere di nuove economie, capaci di non confliggere con il tessuto economico esistente”.

"Negli ultimi quarant’anni - precisa Petricci - istituzioni e privati si sono spesi per rendere la Val di Cornia una destinazione turistica, la cui stabilità socioeconomica non può essere sacrificata sull’altare della sostenibilità"
il presidente del Consorzio vini Suvereto e Val di Cornia Daniele Petricci

FRANCESCO MAZZEI - Consorzio Vini della Maremma Toscana

"Condividiamo la limitazione delle location scelte vicino a insediamenti industriali e artigianali o strade al alto scorrimento come autostrade come previsto dal bando; in sostanza consideriamo l’agrofotovoltaico un intervento giusto finché non invasivo dell’ambiente paesaggistico, asset irrinunciabile per il nostro territorio".

Francesco Mazzei, presidente Consorzio Vini della Maremma Toscana

GIOVAN BATTISTA BASILE - Consorzio Vini Montecucco

"Siamo assolutamente favorevoli alle energie alternative e alla produzione fotovoltaica, purché sviluppate nel rispetto e a misura del territorio. Riteniamo che la strada da percorrere per impegnarci realmente nel sostegno dell’ecosistema e nella riduzione degli impatti sia quella dei piccoli impianti di autoproduzione, peraltro già presenti in molte delle nostre aziende. Il Montecucco è sinonimo di sostenibilità e di buone pratiche agronomiche: la nostra produzione agroalimentare è rappresentata per la maggior parte da piccole o medie aziende a conduzione familiare circondate da vigneti, boschi, seminativi e olivi e la nostra vasta offerta enoturistica fa leva proprio sulla natura autentica e sui paesaggi incontaminati dell’areale, oltre che su storia, cultura ed enogastronomia. Ecco perché la via degli impianti non invasivi ci sembra la più compatibile con l’integrità del nostro territorio".

BERNARDO GUICCIARDINI CALAMAI - Consorzio Morellino di Scansano

"Da sempre siamo molto attenti a sostenibilità ed energie rinnovabili e stiamo valutando varie opportunità inerenti al tema, ma la nostra priorità assoluta è quella di tutelare il nostro paesaggio incontaminato, quindi qualunque progetto futuro dovrà, prima di tutto, tutelare il paesaggio e l’ambiente".

PAOLO SOLINI - Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

"Partiamo da questa premessa: siamo la prima denominazione italiana, dal 2022, ad avere la certificazione di sostenibilità con la norma Equalitas; abbiamo il primo caso di cantina off-greed, seguita poi da altre cantine negli anni. Per noi il paesaggio è prezioso quanto le cantine, perché è soprattutto per questo che abbiamo milioni di visitatori in tutto il mondo. Non siamo certo contrari a sviluppi sostenibili, come nel caso dell’agrivoltaico, ma il nostro comune di Montepulciano ha da sempre precise regole su tutto ciò che tocca il paesaggio, dalle piscine negli agriturismi o nelle abitazioni, passando per i pannelli fotovoltaici".

Paolo Solini, direttore Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

GIANCARLO GUIDOLIN - Consorzio Proseco Doc

"Quello dell'agro-fotovoltaico è un tema che esula dalle competenze del nostro Consorzio. Da parte nostra vi è sempre stata una particolare attenzione per la preservazione dei contesti più delicati dal punto di vista paesaggistico, sensibilità che auspichiamo venga considerata anche nei provvedimenti del Governo".

TULLIO GALASSINI - Consorzio Vini Roma Doc

"Siamo su un territorio molto vincolato in termini di reperti storici presenti nei nostri vigneti, dall’Appia Antica alla campagna romana, quindi andare a integrare il fotovoltaico su questi territori risulta abbastanza difficile a livello logistico. Ciò non toglie che rimaniamo sempre attenti a nuove opportunità che possano dare reddito ai viticoltori".

ROBERTO MONTI - Consorzio Vini di Romagna

"Il tema è molto delicato, sul nostro territorio insistono già da anni impianti fotovoltaici, anche rilevanti, installati nei campi, con forti discussioni circa l’opportunità di togliere superficie agricola utile alle produzioni agro-alimentari e avere impatti negativi sul paesaggio, in molti casi sgradevoli o penalizzanti per il contesto agroforestale in cui sono inseriti, avendo tra l’altro un’aspettativa di vita di 30-35 anni almeno. Il posizionamento di impianti in terreni riconosciuti marginali potrebbe invece essere positivo, poiché permetterebbe a piccole aziende di coprire la parte preponderante del proprio fabbisogno energetico produttivo. Quello che non va perso di vista è la centralità degli areali produttivi: l’Italia, e l’Emilia-Romagna in particolare, hanno una vocazione conclamata per produzioni agricole d’eccellenza, laddove l’asset dell’agroalimentare di qualità è strategico per il Belpaese al pari dell’arte, della bellezza delle città e degli ambienti naturali in cui si inseriscono le attività umane rappresentative della storia locale, che fanno da elementi di attrazione per i visitatori. Per questo, non dobbiamo rovinare l’impatto estetico-emotivo e con esso la speciale gradevolezza e accoglienza riconosciuta ai nostri territori, che tanto hanno saputo investire in tal senso da molti anni a questa parte".

Roberto Monti, presidente Consorzio Vini di Romagna

ANTONIO RALLO - Consorzio Vini Doc Sicilia

"Il Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia, pur riconoscendo l'importanza delle energie rinnovabili, si schiera a tutela del territorio. Collaboriamo con numerose associazioni di categoria, turistiche, culturali e ambientaliste, poiché è fondamentale considerare il contesto paesaggistico, agricolo e turistico nel quale gli impianti agrofotovoltaici verrebbero installati. Già in passato, quando si era prospettata l'installazione di impianti industriali per la produzione di energia fotovoltaica nel cuore del Val di Noto, il Consorzio si era opposto fermamente. Sin dalla sua creazione, il Consorzio Vini DOC Sicilia ha lavorato con dedizione per promuovere e tutelare la denominazione DOC Sicilia, a partire dal territorio d'origine dei suoi vini".

NICOLA CANTONI - Consorzio Vini Terre di Pisa

"Il nostro Consorzio sta seguendo con grande attenzione il dibattito in corso. Le energie rinnovabili sono un nodo fondamentale per lo sviluppo futuro e si integrano perfettamente con le scelte che tante nostre aziende stanno portando avanti per la tutela del territorio e la sostenibilità. Poter, ad esempio, rendere le aziende ‘autosufficienti’ per la gestione di energia, ritengo sia un obiettivo di grande importanza".

ALBINO ZENATTI – Consorzio Vini del Trentino

"In generale, tutto ciò che può favorire un approccio più sostenibile, comprese quindi a pieno titolo le energie rinnovabili, non può che essere salutato positivamente. Non si può prendere una posizione univoca in assoluto rispetto a installazioni fotovoltaiche agricole, molte sono le variabili da tenere in considerazione, tra cui ambiente, terreno, necessità energetiche; è necessario quindi un approfondimento caso per caso. Ben vengano comunque possibili incentivi in questo senso".

Albino Zenatti, presidente Consorzio Vini del Trentino (foto Daniela Martin)

CHRISTIAN MARCHESINI - Consorzio Vini Valpolicella

"Non ci sono spazi per installazioni agro-fotovoltaiche, per cui banalmente non dovrebbe poter accadere. I terreni costano troppo e quelli utilizzabili sono già destinati a vigna. E poi siamo circondati, ci arrendiamo (scherza) perché da un lato c'è Verona, dall'altro la zona del Soave e infine l'area del Bardolino. Non ci sono spazi vuoti...".

IRINA GUICCIARDINI STROZZI - Consorzio Vino Vernaccia di San Gimignano

"Ovviamente siamo a favore di ogni tecnologia volta a ottenere una produzione di energia in modo sostenibile e San Gimignano è molto attiva su questo; di recente si è, infatti, costituita Comunità Energetica Rinnovabile San Gimignano proprio per la diffusione delle energie rinnovabili. In un territorio come il nostro, ad alto impatto storico-culturale oltre che agricolo, l’agro-fotovoltaico è da valutare, magari partendo proprio da quei terreni agricoli in disuso".

CIRO GIORDANO - Consorzio Vini del Vesuvio

"Il consorzio è da sempre attento alla salvaguardia e all’utilizzo razionale delle risorse naturali ed è aperto a soluzioni innovative che prevedano un basso impatto ambientale. Pertanto, restiamo aperti verso la diffusione di impianti fotovoltaici che riguardino la copertura di strutture agricole come capanni, granai, stalle, cantine, ma mai da installare all'interno degli impianti produttivi. La nostra agricoltura si caratterizza per la sua biodiversità, per la qualità e la bontà dei prodotti, ma anche per gli aspetti naturalistici e paesaggistici che le nostre colture disegnano nei nostri territori. Tantopiù se tale diffusione ci chiede di sottrarre anche un solo metro quadrato alla campagna. Per il nostro territorio, dove l’area coltivabile ha già ceduto troppo all’insediamento urbano, restiamo i fedeli paladini a difesa di un settore primario per definizione: quello prettamente agricolo".

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Ciro Giordano, presidente Consorzio Vini del Vesuvio

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