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Vernaccia di San Gimignano 2023, report d'annata

Vernaccia di San Gimignano 2023, annata di sale e di struttura

di Eugenia Torelli | 16 Luglio 2024

Una panoramica del millesimo più giovane in commercio, tra andamento climatico e note di degustazione

Che la scorsa sia stata un’annata difficile è oramai assodato e il territorio della Vernaccia di San Gimignano 2023 non ha fatto eccezione. Meno scontato è semmai il buon risultato del millesimo nei calici, segno che il duro lavoro degli agricoltori ha portato i suoi frutti e che forse la vernaccia ha saputo rispondere meglio di altre varietà all’alternanza di abbondante piovosità e ondate di calore estive.

Tra dati metereologici e vendemmiali, ecco dunque una panoramica, che culmina con gli assaggi più convincenti, tanto della più giovane annata in commercio quest’anno quanto di quelle precedenti, Riserve e non, degustate in occasione dell’evento Regina Ribelle 2024, che quest’anno ha inglobato le degustazioni di anteprima.

VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO 2023, UN CLIMA DIFFICILE

Uno degli aspetti più complessi che hanno caratterizzato la Vernaccia di San Gimignano 2023 sono state sicuramente la frequenza e l’intensità delle precipitazioni primaverili, che hanno messo seriamente a rischio la produzione del territorio. Dopo un inverno caratterizzato da temperature sopra la media e piogge distribuite in maniera complessivamente regolare (circa 370 mm di pioggia cumulati tra novembre 2022 e marzo 2023), la primavera si è presentata piuttosto fredda, con precipitazioni abbondanti e persistenti fino alla metà di giugno. Tra il 1° aprile e il 30 giugno sono caduti complessivamente 293 mm di pioggia (la media stagionale sarebbe di 196 mm, periodo di riferimento 1916-2022) con 7 giorni di consecutivi di maltempo nel mese di maggio.

Nei mesi successivi, ad aggravare la situazione è arrivato il caldo estivo, con temperature di molto sopra la media stagionale e ondate di calore che si sono protratte per giorni. Alla fine di giugno infatti, un anticiclone africano ha fatto impennare la colonnina e nel mese di luglio, dal 19 al 24 si sono registrate temperature superiori ai 35°C con punte oltre i 40° C, anche per periodi prolungati, contro una massima media di 29,2°C (periodo di riferimento 1991-2021).

All’inizio di agosto, un leggero calo delle temperature ha portato un po’ di sollievo alle piante, ma nella terza settimana del mese, tra il 17 e il 23, un nuovo anticiclone africano ha innalzato e mantenuto – ininterrottamente - le temperature a circa 42°C per ben tre giorni, contro una massima media di 29,3°C (periodo di riferimento 1991-2021). In concomitanza, i venti caldi hanno bruciato le foglie e i grappoli più esposti, creando ulteriori danni e cali di produzione. Tutta la stagione estiva, fino alla vendemmia, è trascorsa in assenza di piogge o con saltuari fenomeni di scarsa rilevanza, che non hanno apportato particolare beneficio al vigneto.

calice di Vernaccia di San Gimignano Docg 2023
calice di Vernaccia di San Gimignano Docg 2023

ANDAMENTO FITOPATOLOGICO E VENDEMMIA

La criticità delle condizioni metereologiche ha reso la vite più suscettibile del solito agli attacchi di peronospora, che sono stati continui e che, oltre ad arrecare danni alla vegetazione, hanno causato il disseccamento dei grappoli nella fase di accrescimento (fenomeno della peronospora larvata). Le perdite di produzione in termini quantitativi sono state significative, fino a registrare, in alcuni vigneti, una perdita completa del raccolto. Sono numerose le aziende in cui la produzione ha raggiunto, complessivamente, appena il 20-30% rispetto al normale potenziale. I vitigni che sembrano aver pagato maggiormente le estreme condizioni di calore sono state le varietà internazionali, che hanno sofferto molto nei mesi di luglio e agosto, arrivando in qualche caso alla vendemmia con leggeri appassimenti e scottature nelle zone più esposte. La vernaccia sembra essersi invece adattata meglio, portando buone rese nonostante il pessimo andamento stagionale.

La vendemmia è iniziata i primi di settembre con la raccolta dei vitigni aromatici a bacca bianca ed è proseguita fino alla fine del mese con la vernaccia di San Gimignano, per poi concludersi tra la prima e la seconda decade di ottobre con il sangiovese. Da un punto di vista qualitativo, la 2023 appare allineata alle ultime due o tre annate, poiché anch’esse hanno riportato un andamento irregolare. Questo cambiamento climatico in atto risulta più evidente confrontando quest’ultima vendemmia con quelle dei primi anni 2000, dove si era già evidenziato un anticipo dell’epoca di raccolta, rispetto agli anni ‘80. L’aspetto più critico delle ultime vendemmie è rappresentato dalla mancanza di piogge, a fronte di picchi di calore sempre più intensi e persistenti.

VENDEMMIA 2023 E VERNACCIA IN NUMERI

Per dirla coi numeri del Consorzio, la vendemmia 2023 si è tradotta in 3.245.330 kg di uva atta alla produzione di vino Vernaccia di San Gimignano Docg, pari a 2.271.731 litri di vino, con una perdita attorno al 38% sulla produzione dell’anno precedente (5.259.985 kg di uva, pari a 3.681989,5 litri di vino). Questa la produzione del vigneto destinato al bianco di punta della Toscana, che nel Comune di San Gimignano copre 768 ettari, su una superficie vitata complessiva di 2146.

Le aziende che hanno rivendicato la denominazione nella vendemmia 2023 sono state 101 di cui 80 associate al Consorzio mentre, per completezza di dati, i litri di Vernaccia di San Gimignano immessi sul mercato sono stati 3.592.700 (cifra questa, che non ha ovviamente a che vedere con la vendemmia in questione, ma con quelle precedenti), contro i 3.475.300 litri del 2022.

Regina Ribelle, la seconda edizione dell'evento, 16-17 maggio 2023
Regina Ribelle, la seconda edizione dell'evento, 16-17 maggio 2023

REGINA RIBELLE, NOTE DI DEGUSTAZIONE DELLE VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO 2023 E NON SOLO

Morbidezza, polposità, acidità calibrate e una netta prevalenza del lato salino dei vini sulle altre componenti. Sono questi i tratti più evidenti che sembrano emergere dagli assaggi delle Vernaccia di San Gimignano Docg 2023 presentate all’ultima edizione di Regina Ribelle. Quest’anno, per la prima volta, l’anteprima del più rinomato vino bianco toscano, ha portato i vini nei calici dopo un periodo di riposo più lungo, che ne ha decisamente migliorato la riuscita nel calice.

Tra le riserve, le espressioni che sembrano mostrare più slancio sono quelle meno orientate sulle morbidezze, unendo strutture importanti, intensità sapide e una minore evidenza del legno all’assaggio.

Pur sentendo in maniera evidente la mancanza di Montenidoli tra le aziende partecipanti, ecco di seguito le referenze che più hanno lasciato il segno tra quelle degustate.

Vernaccia di San Gimignano Docg - Annata 2023

Cappellasantandrea – Clara Stella
Un bouquet fresco, che parla di scorza di limone e melissa, mentuccia. Al palato una sorsata di sale e snellezza acida, che termina quasi piccante con sensazioni che chiamano il pepe bianco.

Casa alle Vacche – I Macchioni
Al naso esprime frutto, una pesca bianca matura, con note di melissa e di timo. Tanto sale in bocca e una buona freschezza, che sul finale si attenuano lasciando campo a una sensazione calda e balsamica, in cui tornano le sfumature di timo e melissa avvertite al naso.

Casa Lucii
Naso dolce, che chiama la mela Golden, sfumature quasi burrose, un ricordo di mela cotogna fresca. In bocca polpa e acidità, poi, dopo un istante si amplia sul palato una sensazione sapida intensa, che guida verso un finale pulito, quasi con un accenno tannico.

Cesani
Zeste di limone, pesca bianca e foglie di melissa. L’acidità è tagliente, un frutto croccante, che sul finale lascia emergere una parte salina invitante. È un sorso dinamico, che lascia intravedere equilibri futuri e sembra voler dire “è solo l’inizio”.

Collemucioli – Madre Terra
Il naso affonda in una polpa di pesca bianca, accenni di salsedine, foglie di timo e rosmarino. Un palato di sale e acidità asprigna e tagliente, frutto e snellezza. Il finale è sapido e pepato. Bello.

Fattoria di Fugnano – Da Fugnano
Un naso inizialmente timido, lascia a poco a poco emergere sensazioni dolci di frutto, gelatina di mela e santoreggia. Il sorso è salato e fresco, con una sensazione fruttata di pesca verso il finale. Un calice sobrio e appagante negli equilibri.

Guicciardini Strozzi – Villa Cusona
Bouquet di salsedine e finocchietto, sbuffi di timo e rosmarino. Il palato è voluminoso e sapido, quasi da masticare. Per gli amanti dell’abbondanza, un sorso che lascia tanto sale in bocca e a lungo. Buono.

Il Colombaio di Santa Chiara - Selvabianca
Pesca bianca croccante, melissa, ricordi di fiori di campo essiccati. Il sorso è una carezza, quasi vellutato, salato e freschissimo, con un finale che parla di limone con tutta la sua buccia, albedo sul finale.

Il Palagione - Hydra
Naso di mela e critmo, incrostazioni di sale. Palato acido e scattante, sale che compare a poco a poco ai lati della lingua e fa salivare. Un sorso che lascia intravedere qualcosa di molto gustoso tra qualche anno.

La Lastra
Naso di frutto e sfumature balsamiche, pesca nettarina, nepitella e un accenno agrumato. Il sorso è fresco, apre sulla mandorla amara per poi far emergere brevemente il frutto e ampliare verso un velluto salato, dal lungo finale. Bello.

La Roccaia – Le Postine
Qui dal frutto ci si allontana per andare verso il mare. Un bouquet iodato, che ricorda le incrostazioni di sale lasciate dall’acqua di mare e una balsamicità fresca di aghi di pino. In bocca esprime un volume e una sapidità che dominano il sorso, prolungandosi a lungo. Molto piacevole.

Mormoraia - Suavis
Frutto pulito, preciso, come addentare una mela golden, poi fiori d'acacia e timo. Il palato è compatto, apre su una mandorla, poi si apre a una sapidità diffusa e golosa, con un finale che lascia il sale sulle labbra. Un bel sorso.

Pietraserena
Naso mediterraneo, tra salsedine ed erbe aromatiche, melissa, timo, rosmarino. In bocca snellezza e sapidità da vendere, il frutto fa capolino sul finale, come un morso di mela Fuji.

Pietraserena – Vigna del Sole
Di nuovo salsedine, ma con un frutto più evidente rispetto alle balsamicità. Al palato si riconosce lo stesso profilo della referenza precedente, snello e molto salato, con una sapidità che si allunga fino al finale, lungo e caratterizzato da ricordi di erbe officinali.

Poderi Arcangelo – Primo Angelo
Naso timido, dagli accenni lievi di mela e melissa. Al contrario il sorso si fa capire all’istante, con un attacco salato, che lascia poi spazio a morbidezze sinuose. Sapido fino al finale.

San Benedetto
Pesca saturna, nepitella, fiori d’acacia, anticipano al naso un sorso voluminoso e tanto salato, che riempie la bocca, per poi scorrere con grazia. Buono.

San Quirico
Un bouquet incentrato sul frutto, con una pesca nettarina da addentare. Il palato è vellutato e salato, dotato di una freschezza scattante, che sostiene le morbidezze fino a sfumare in una gradevole sapidità finale.

Tenuta La Vigna
Mela, timo, pesca bianca. Il naso invita a un sorso fatto di acidità, polpa asprigna e scattante. La sapidità ai lati della lingua continua a far salivare, mentre sul finale si diffondono note floreali. Molto piacevole.

Tenuta La Vigna – etichetta verde
Mela verde, naso di erbe mediterranee, tra santoreggia, melissa e timo. Anche in questo caso il palato scatta, diffondendo un calore sapido che perdura fino al finale, fino a chiudere con un sensazione tattile quasi tannica, che e lascia la bocca fresca, garbatamente balsamica. Buono.

Tenuta Le Calcinaie
Naso di pesca bianca e timo, con gradevoli sfumature floreali di ginestra. Il sorso è salato e fresco, dinamico, quasi pepato. Si allunga sul sale, richiamando le sensazioni floreali.

Tenuta Sovestro
Naso dolce, una pesca quasi sciroppata e note di salsedine. Il sorso è agile, dotato di acidità asprigna e salinità, chiuse da una sensazione piccante, quasi di zenzero.

Tollena - Lunario
Naso timido e floreale, tra mandorla e fiori di sambuco, accenni di timo. Sempre la mandorla è la sensazione che guida anche l’apertura del sorso, seguita da una sapidità abbondante, che domina tutto il sorso, per poi chiudere in un finale caldo e lungo.

 

Vernaccia di San Gimignano 2022

Terre di Sovernaja – Viti Sparse
Il naso parla di un frutto acidulo, quasi un’uva spina, poi mandorla e timo. Al palato rivela un profilo tattile setoso e salato, freschissimo, che scatta come la coda di una frusta. Sul finale il sorso si asciuga con una carezza quasi tannica che lascia erbe aromatiche, sfumature mediterranee.

Cappellasantandrea – Rialto
Naso di zenzero candito, mela Golden e melissa, per un sorso salato e pepato, corposo e tagliente. C’è tutto.

Cesani – Clamys
Il bouquet si orienta si un frutto dolce, chicco d'uva da mordere, una gelée al limone, cedro candito, una punta di zafferano. Il sorso è compatto, una carezza vellutata, sapidità intensa ma non eccessiva nelle potenze, che sfuma su un finale caldo, lasciando sensazioni di cedro.

Il Colombaio di Santa Chiara – Campo della Pieve
Un naso timido, tra timo, iodio e finocchietto, anticipa un palato polposo e salato, fresco, scattante, dal finale lungo, sapido e fruttato. Eleganza golosa.

Mormoraia – Ostrea
Bouquet di melissa, timo e note quasi di burrose. Il sorso parla di freschezza, agilità, tanto sale ai lati della lingua, palato pieno e un finale di erbe officinali, continuando a salivare.

Vagnoni - Fontabuccio
Naso di salsedine, polvere sotto il sole, fieno. Il sorso è una polpa salata, carnoso e appagante, con un finale che si divide tra l’acidità fruttata di un’uva spina e i ricordi di macchia mediterranea.

Il Palagione – Lyra
Un bouquet orientato sulle erbe aromatiche, finocchietto, rosmarino, timo. Al palato una sorsata di acidità e intensità sapida, che sfuma sul finale verso sensazioni di zesta di limone ricordi balsamici.

Palagetto – Ventanni
Naso dolce e balsamico di cedro e melissa, una sensazione invitante di zenzero. Il sorso è tanto salato quanto vivace, animato da un’acidità asprigna, che esprime giovinezza e dinamicità.

 

Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva 2022

Il Palagione - Ori
Il naso è timido ed erbaceo, tra santoreggia, timo e finocchietto. In bocca è un guizzo acido, un gioco tra sapidità e un frutto asprigno, ribes bianco, uva spina, che porta fino a una chiusura lievemente tannica, che lascia la bocca rinfrescata da ricordi di melissa. Buono.

Tenuta La Vigna
Al naso parla di iodio ed erbe aromatiche, finocchietto, anice, timo ed erbe luigia. Il palato è snello, ben bilanciato tra freschezza scattante, frutto quanto basta e sale. Un bel sorso bocca con la macchia mediterranea che torna sul finale, assieme a una certa tendenza alla salivazione.

 

Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva 2021

Terre di Sovernaja - Assola
Un bouquet di sensazioni erbacee e iodate, tra fieno, note speziate e minerali, quasi di polvere pirica. Il palato è compatto, strutturato e gioca con lieve un tannino pepato, appena percettibile in un sorso freschissimo, che termina in un finale tra il sale e le sensazioni fresche di melissa e finocchietto. Bello.

 

Vernaccia di San Gimignano Docg Riserva 2019

San Quirico – La Paglierina
Miele di tiglio, fieno e una sensazione di mela essiccata al naso chiedono tempo per potersi rivelare con pienezza. Al palato è una polpa pepata e succosa, un sorso sapido e secco, intensità gustativa che si risolve in un finale molto pulito. Il cenno finale di un direttore d’orchestra.

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