
Correva il mese di aprile e dal Vinitaly il ministro Francesco Lollobrigida tuonava: "Nessun incentivo ai dealcolati, assurdo anche solo chiamarli vini”. E per compensare il declino dei consumi proclamava l’avvento di una campagna per estirpare i vigneti, sul modello di Bordeaux. Va dato atto al ministro di non avere tra le peculiarità della propria personalità la rigidità apodittica e dunque, per fortuna, all’Assemblea generale UIV si è presentato con un ripensamento nel segno della ragionevolezza.
“In questi giorni cominciamo a riunire il tavolo per le regole sui dealcolati. Non ho una posizione ideologica su questo, non voglio ostacolare la crescita delle imprese”, ha dichiarato a Roma il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
“Ragioniamo pragmaticamente – ha detto – Dobbiamo preservare la percezione della qualità del vino italiano e, in particolare sui nuovi mercati, capire come evitare il rischio di compromettere il posizionamento con prodotti dealcolati per cui la sfida della qualità non è facile”.
Il ministro si è poi espresso nuovamente sul tema del contenimento produttivo, moderando i termini della crociata espiantista da Vinitaly. “Non è necessario arrivare ad una politica degli espianti per aumentare il valore – precisa - ciò significherebbe mettere a rischio il territorio. Su questo condividiamo la medesima sensibilità di Unione Italiana Vini”.
Una retromarcia caldeggiata e apprezzata da UIV. “Questo mondo del vino non tira la giacca a nessuno - ha dichiarato il presidente Lamberto Frescobaldi – però vuole essere riconosciuto come un prodotto che dà un contributo significativo in termini di Pil, occupazione e valorizzazione dei territori. Abbiamo però bisogno di scelte strategiche. Io mi vergognerei nei confronti dei contribuenti a togliere vigneti realizzati con il loro contributo”.

L’assemblea UIV è stata anche l’occasione per mettere qualche altro puntino sulle i. E infatti il presidente Frescobaldi ha rimarcato il valore e il peso del comparto per l’economia italiana, oggi e in prospettiva.
Una consapevolezza che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sembra avere, rilanciando. “Viviamo un’opportunità eccezionale – ha affermato - abbiamo un Sistema Italia ideale per investire e produrre. Se si fanno delle valutazioni obiettive, l’Italia rappresenta oggi il luogo di maggiore interesse per gli investimenti. Il vino è un elemento protagonista del made in Italy. I numeri dell’export hanno registrato una dinamica impressionante: vuol dire che il settore ha lavorato e continua a lavorare bene”.
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