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Consorzio Suvereto e Val di Cornia vede incremento di pale eoliche e fotovoltaico. Presidente Petricci: “Noi difendiamo terroir".

Consorzio Suvereto, “sì a difesa terroir, no al fotovoltaico”

di redazione | 6 Luglio 2024

La Val di Cornia, lembo maremmano a vocazione turistica e vinicola, vede un incremento di pale eoliche e pannelli fotovoltaici. Il presidente Petricci: “Ok sostenibilità, purché ragionata”.

Il Consorzio vini Suvereto e Val di Cornia esprime la sua contrarietà ai progetti in materia di fotovoltaico, agrofotovoltaico ed eolico ricadenti sul suo territorio e presentati (o in procinto di esserlo) alle autorità competenti.
Secondo il Consorzio, gli oltre 200 ettari già impegnati dagli stessi causerebbero un grave danno paesaggistico a una regione il cui sviluppo socioeconomico è da sempre basato su agricoltura di qualità e turismo.
A subirne le ricadute sarebbe innanzitutto la filiera vitivinicola locale, organizzata intorno a una cinquantina di aziende e a una piramide della qualità dove figurano tre Dop e due Igp (Suvereto Docg, Rosso della Val di Cornia Docg, Val di Cornia Doc, Costa Toscana Igt, Toscana Igt).
Occupare con pannelli fotovoltaici e pale eoliche un’area pari a 400 campi da calcio significherebbe infliggere un colpo forse mortale a quel terroir oggi centrale nel definire l’identità delle nostre Dop – dichiara Daniele Petricci, presidente del ConsorzioCome riusciremo a venderle se vengono associate a luoghi dove cemento, silicio e acciaio hanno sostituito grano, vite e olivi, simboli universalmente riconosciuti della nostra regione? Rischi in larga parte condivisi con la stessa filiera turistica, di cui facciamo parte, organizzata attorno a delle attrazioni paesaggistiche che vanno ben oltre il lungo litorale affacciato sull’Isola d’Elba”.
Entro i confini della Val di Cornia si trovano infatti tre dei “Borghi più belli d’Italia” (Campiglia Marittima, Populonia e Suvereto), molteplici parchi (archeologico di Baratti e Populonia, archeominerario di San Silvestro, naturale di Montioni, della Sterpaia, forestale di Poggio Neri) e svariati chilometri di strade e sentieri percorsi ogni anno da migliaia di persone.

"Negli ultimi quarant’anni - precisa Petricci - istituzioni e privati si sono spesi per rendere la Val di Cornia una destinazione turistica, la cui stabilità socioeconomica non può essere sacrificata sull’altare della sostenibilità"
il presidente del Consorzio vini Suvereto e Val di Cornia Daniele Petricci

Negli ultimi quarant’anni – precisa Petricciistituzioni e privati si sono spesi per rendere la Val di Cornia una destinazione turistica, la cui stabilità socioeconomica non può essere sacrificata sull’altare della sostenibilità, che a nostro avviso deve sempre tenere conto delle linee di sviluppo e degli ingenti investimenti pregressi”.
Nel sostenere le politiche green, il Consorzio ritiene però opportuno che simili progetti interessino innanzitutto aree escluse da altre forme di reddito, quali le pertinenze delle grandi strade di comunicazione, i tetti dei fabbricati commerciali, le aree a scarsa vocazione agricola, affinché le stesse possano godere di nuove economie, capaci di non confliggere con il tessuto economico esistente.
Altrimenti, a fronte del beneficio di pochi proprietari terrieri si avrebbe l’impoverimento di migliaia di operatori vitivinicoli e turistici – sostiene il presidenteUna strada diametralmente opposta a quella da noi prospettata, che vede in un’economia diffusa e basata sul territorio la chiave per garantire la giusta prospettiva socioeconomica”.
Il Consorzio ritiene inoltre che la Val di Cornia non debba rinunciare alla sua vocazione agricola, che nel tempo le è valso il soprannome di ‘orto della Toscana’. “A nostro avviso – conclude Petricciil futuro della nostra campagna passa da un miglioramento dei processi agricoli, in campo come sui mercati, da integrare in sistemi di turismo territoriale. Sono questi gli orizzonti ai quali dovrebbe puntare la politica affinché le campagne toscane continuino a fare ciò che da sempre fanno: produrre cibo e vino di qualità che sia ambasciatore della nostra regione nel mondo”.

 

 

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