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castello di albola - Degustazione delle nuove annate della cantina chiantigiana del gruppo Zonin, che punta a valorizzare le specificità di Radda.

Castello di Albola alla ricerca del terroir

di Lucia Immacolata Migliaccio | 3 Luglio 2024

Degustazione delle nuove annate della cantina chiantigiana del gruppo Zonin, che punta a valorizzare le specificità di Radda.

C’era una volta. È così che iniziano i racconti. Quelli che accompagnano la buona notte dei più piccoli e quelli che noi grandi cuciamo per un respiro più intenso di vita. Perché la forza del racconto sta proprio li, nel suo potere di conquistarsi uno spazio di eterno in un mondo fatto di storie e di voci sorde.

È in questo spazio che si colloca il Castello di Albola: in una storia che dura da secoli, la famiglia Zonin, nel 1979 ha iniziato un nuovo racconto. In una realtà totalmente isolata dal resto del mondo, a Radda in Chanti, e contornata da una geografia di vigneti, uliveti e boschi, il Castello di Albola è un vero e proprio modello di lifestyle. Lo sa bene chi decide di trascorrere qui le proprie vacanze e ne è conscio anche chi ha deciso di investire nel territorio per promuovere la cultura del bello e del buono attraverso luoghi dove il lusso discreto incontra viticultura e benessere.

TERROIR E CANTINA

Al centro, un’immensa villa padronale con tutt’attorno, le vigne. Un’atmosfera rara con il bosco che incombe e con quella strana rarefazione nell’aria che racconta dell’affascinante patrimonio genetico unico di Radda in Chianti.

Castello di Albola – spiega l’agronomo Jacopo Ferrarinasce a cavallo di una frattura, della faglia del Val D’Arno e del Massiccio del Chianti Classico, due zone completamente diverse: la prima ricca di ferro e manganese mentre la seconda, ricca di scheletro, galestro e alberese”.

CASTELLO DI ALBOLA_cantina_bottaia
la bottaia di Castello di Albola

Tra i 350 e 650 metri di altitudine, il luogo offre una climatologia particolare per i vigneti con basse temperature e le alte escursioni termiche tra il giorno e la notte, sfaccettature di esposizioni, altitudini e suoli da cui emergono le infinite potenzialità del principe della regione, il sangiovese. I 110 ettari di vigna dell’azienda, partendo da queste peculiarità, riescono a regalare delle sensazioni aromatiche particolari. Tutti i lavori in vigna sono eseguiti con un’attenzione che rende i vigneti dei giardini.

A tutto ciò si aggiunge l’opera di cantina con l’enologo Valerio Falchi, che non tradisce, dalla buccia al mosto, le prospettive qualitative. “Esterna c’è tutta la vinificazione che è molto semplice, non ha alcun segreto. Il segreto ce lo portano dalla campagna”, commenta.

In cantina si utilizzano fermentazioni sia in acciaio che in barrique che in tonneau, a seconda del vino e dell’annata. “Io sugli affinamenti sono sempre un po’ generico, perché mi sembra sbagliato dare una ricetta. Dipende, dal vino, dall’annata”, spiega l’enologo. L’accurata scelta della tipologia del legno, sapientemente dosato, non compromette l’identità di ogni singolo vino, facendo esprimere e prevalere il territorio di appartenenza in ogni sorso.

Qui ad Albola, cerchiamo di svolgere il nostro mestiere con l’obiettivo di fare crescere il territorio. Al meglio che possiamo. Siamo ad una viticultura estrema, non semplice. Ma quando arriva il vino, ti da l’impronta digitale”, afferma il direttore generale Alessandro Gallo.

APPUNTI DI DEGUSTAZIONE

Poggio alle Fate 2022

Uvaggio: 100% chardonnay
Vinificazione: fermentazione in acciaio, a metà fermentazione alcolica è trasferito in tonneau di rovere francese dove termina la fermentazione alcolica e svolge la malolattica
Affinamento: un anno sulle fecce con batonnage settimanale; in bottiglia tra gli 8 e 12 mesi.

È un bianco ambizioso – spiega Valerio Falchi – e dal 2021, abbiamo deciso di fare un cambio stilistico. Inizialmente soltanto una parte del vino affinava in legno, oggi il 100% è in tonneau da 500 litri con una sosta abbastanza lunga, di un anno”.
Proveniente da un vigneto di 2.6 ettari, al centro del bosco e a quasi 700 metri d’altezza, questo chardonnay veste un color giallo paglierino brillante. Sensazioni di cedro, si accompagnano ad ananas e sottili nuances floreali di acacia. Volge poi alle speziature di pepe bianco e origano. Al palato è fresco e morbido, per allungarsi sapido tra lunghi richiami fruttati e di erbe aromatiche.

Castello_di_Albola_Poggio alle Fate

Chianti classico Docg 2022

Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: fermentazione in acciaio. Il periodo di contatto con le bucce varia dalle 2 settimane con costante controllo dell’estrazione. In seguito i vini svolgono la fermentazione malolattica in acciaio
Affinamento: 12 mesi in botti di rovere di Slavonia prima dell’affinamento in bottiglia

Il Chianti Classico d’annata è il biglietto da visita dell’azienda: molto rappresentativo, è un vino identitario. Si parla di 100% sangiovese, che fa botte grande ed esprime nel modo più limpido e semplice, la nostra produzione”, spiega l’enologo.
Manto rubino luminoso e trasparente. Il corredo odoroso, semplice e immediato, rivela fragranze di mirtillo, ribes rosso, fragoline di bosco. In sottofondo una scia di polvere da sparo. Coerente all’assaggio, si contraddistingue per la bevibilità e il garbo.

Castello_di_Albola_Chianti_classico_Docg_2020

Chianti Classico Docg Riserva 2021

Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: fermentazione in acciaio. Il periodo di contatto con le bucce varia dalle 3 alle 4 settimane con costante controllo dell’estrazione. In seguito i vini svolgono la fermentazione malolattica in acciaio.
Affinamento: circa 14 mesi in botti di rovere di Slavonia per il 60% mentre il 40% in barriques e tonneau di rovere francese. Prosegue affinamento in bottiglia per circa 18 mesi.

Uscita da pochissimo tempo sul mercato, questa riserva, è il blend delle migliori uve di otto vigneti in selezione. La 2021 è stata un’annata di concentrazione che si ritrova tutta nel calice”, afferma Valerio Falchi.
Rosso rubino luminoso, il bouquet complesso regala sfumature di amarena, mora, prugna e petali di rosa e sottili folate balsamiche. Al sorso è fresco e vitale, spiccano la gustosa sapidità e l’impronta pseudocalorica accompagnate da un tannino adeguato. Finale persistente dai ritorni di agrume.

Castello_di_Albola_Chianti Classico Riserva 2019 vintage

Santa Caterina Chianti Classico Docg Gran Selezione 2018

Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: fermentazione in acciaio dove rimane in macerazione per circa 3 settimane.
Affinamento: dopo la fermentazione malolattica il 50% del vino è posto a maturare in barriques e l’altra metà in botti grandi di Slavonia per 14 mesi. ai quali fa seguito circa un anno e mezzo di affinamento in bottiglia.

Da un singolo vigneto di poco più di 5 ettari a 550 metri slm, ricco di galestro, nasce questo sorprendente Chianti. Rosso rubino intenso e concentrato, l’incipit è all’insegna del fruttato, con raffinati tratti di ribes, mirtillo, mora. Ingresso gustativo è succoso, mentre la freschezza e la sapidità accompagnano i tannini dalla trama setosa che bilanciano una solida morbidezza.

Castello_di_Albola_Santa Caterina 2019

Solatio 2019

Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: fermentazione in acciaio a temperatura controllata dove rimane in macerazione per circa 3 – 4 settimane. Segue la maolattica in acciaio
Affinamento: 14 mesi in barriques di rovere francese. Prosegue affinamento in bottiglia per circa 18 mesi

È un sangiovese grosso, un clone che non viene spesso consigliato per la sua conformazione con grappolo grande e con acini stretti. Ma questo vitigno riesce a regalarci un prodotto unico che, anche ad occhi chiusi, si riconosce facilmente. Il nostro vigneto, di oltre 25 anni e a circa 640 metri slm, vanta un terreno unico, circondato dal bosco, ricco di frammenti di roccia (alberese) e caratterizzato da una pendenza importante. L’operatore che infatti lavora il terreno e gira con il trattore è sempre lo stesso”, spiega l’enologo.
Rosso rubino scuro, amarena e mirtillo anticipano un susseguirsi di cannella, grani di pepe, sottobosco e un accenno di cuoio. Il gusto si sviluppa intorno a tenaci tannini che mettono in ombra freschezza e morbidezza. Emerge invece una sapidità benefica che si fa artefice della della conclusione saporita e persistente.

Castello_di_Albola_Solatio

L’Acciaiolo 2019, 100% Cabernet Sauvignon

Uvaggio: 100% cabernet sauvignon
Vinificazione: fermentazione in serbatoi di acciaio a temperatura controllata. Il periodo a contatto con le bucce varia dalle 3 alle 4 settimane con costante controllo dell’estrazione. In seguito, i vini svolgono la fermentazione malolattica in acciaio
Affinamento: 18 mesi in barriques di rovere francese. Prosegue affinamento in bottiglia per circa 18 mesi.

Rubino profondo, l’esordio olfattivo è di un estroverso respiro balsamico che si snoda su note di mora, amarena, rosa canina, chinotto e rabarbaro. Il palato è sostenuto da tannini gagliardi e affusolati, che insieme a una vivida freschezza creano tensione e carattere. L’ampiezza percepita per via diretta si riflette in ritorni fruttati che definiscono un finale di lunga persistenza.

Castello_di_Albola_Acciaiolo

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