
Si conferma la linea del Consorzio Tutela Vini Etna Doc all’insegna del contenimento della produzione a sostegno della crescita qualitativa e del posizionamento della denominazione.
L’assemblea dei soci ha deliberato all’unanimità il rinnovo della strategia di gestione contingentata dell’iscrizione dei nuovi vigneti ad Etna Doc, stabilendo per il prossimo triennio il limite massimo di 50 ettari annuali di nuovi impianti iscrivibili alla Do.
“L’aumento controllato delle superfici è una condizione necessaria per una crescita ragionata della denominazione – commenta il presidente del Consorzio Francesco Cambria – Una scelta che tutela il territorio e, allo stesso tempo, garantisce un posizionamento sui mercati sempre più orientato alla qualità. Una decisione presa con un voto unanime in una assemblea molto partecipata, che dimostra la maturità dei soci anche su un argomento così divisivo. Il bando del Consorzio punta a salvaguardare gli interessi dell’intera denominazione, dando pari opportunità di crescita ai produttori”.
Ogni azienda potrà infatti chiedere l’idoneità al Consorzio per un massimo di un ettaro all’anno e, qualora le richieste superassero il plafond annuale, la superficie autorizzata alle singole aziende sarà ridotta proporzionalmente.
Oggi il consorzio di tutela Etna Doc rappresenta il 90% del potenziale di produzione complessivo e riunisce 220 aziende per una produzione media annua di 6 milioni di bottiglie, di cui il 60% viene esportata, in particolare negli Stati Uniti, in Canada, Svizzera e Regno Unito.
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