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Lambrusco Doc, arrivano le modifiche al disciplinare

Lambrusco, arrivano Sorbara bianco, prima sottozona Doc e fascette Igt

di Eugenia Torelli | 21 Giugno 2024

In arrivo per la vendemmia le modifiche al disciplinare che introducono versione bianca per Lambrusco di Sorbara Doc, sottozona Montebarello per Grasparossa di Castelvetro Doc e fascette per Igt Emilia

Lambrusco di Sorbara Doc vinificato in bianco, sottozona Montebarello per il Grasparossa di Castelvetro Doc e fascette per l’Igt Emilia. Sono solo alcune delle novità previste dalle modifiche al disciplinare delle sei Doc del Lambrusco e dell’Igt Emilia, arrivate oggi sul tavolo della commissione tecnica del Comitato Nazionale Vini e pronte a entrare in essere, presumibilmente, a partire dalla vendemmia 2024. Lo ha annunciato oggi il Consorzio Tutela Lambrusco in occasione delle celebrazioni del Lambrusco Day, che quest’anno si tengono a Matera.

In linea generale per i sei disciplinari a Denominazione di Origine abbiamo modificato gli articoli 7 e 8, che riguardano il confezionamento e l’etichettatura, aggiornandoli alle esigenze del mercato attuale – spiega il direttore del Consorzio, Giacomo SavoriniPer alcune Doc ci sono inoltre delle peculiarità. Nel disciplinare del Sorbara abbiamo inserito la nuova tipologia bianco, che era già presente anche alla luce di nuovi vini che stanno nascendo negli ultimi anni e che stanno dando un riscontro molto positivo, mentre ad esempio nel Grasparossa di Castelvetro nasce la prima sottozona di tutto il Lambrusco, che è il Montebarello, una zona collinare molto specifica. Anche l’Igt Emilia, che rappresenta la produzione più massiva del Lambrusco avrà delle modifiche molto importanti, in particolare sul piano dei controlli, perché abbiamo deciso di inserire la fascetta di Stato nell’imbottigliamento, per poter garantire al consumatore un maggior controllo sulla produzione”.

L’iter, durato circa due anni, una serie di evoluzioni già da tempo in atto sul territorio. “Le proposte sono state presentate dal Consorzio e approvate dalla regione circa due anni fa, oggi la commissione tecnica del Comitato Nazionale li sta valutando, poi dovrebbero andare in Comitato Nazionale nel mese di luglio, per entrare in vigore già dalla prossima vendemmia”, specifica Savorini.

Giacomo Savorini, il direttore di tre consorzi emiliani di tutela del vino a denominazione.
Giacomo Savorini, direttore del Consorzi di tutela del Lambrusco

LAMBRUSCO DI SORBARA, IL PRIMO DOC BIANCO

Il Lambrusco di Sorbara Doc diventa così il primo tra i Doc ad ammettere la vinificazione in bianco, finora prevista solo dal disciplinare Igt Emilia. Accanto alle versioni “«Lambrusco di Sorbara» rosso spumante; «Lambrusco di Sorbara» rosato spumante; «Lambrusco di Sorbara» rosso frizzante; «Lambrusco di Sorbara» rosato frizzante”, già presenti in disciplinare, arrivano dunque anche «Lambrusco di Sorbara» bianco spumante.

Il Lambrusco negli anni 80 ha vissuto un momento di successo molto importante, poi è arrivato un momento di crisi. Oggi vanta una nuova generazione che si sta affacciando alla conduzione aziendale – afferma il direttore – Devo dire che in questo momento c’è una fase di riscoperta, ma non solo per il pubblico, anche per i produttori stessi, che stanno sperimentando sulle singole tipologie per capire laddove un vino può arrivare, capendo quali sono quelle caratteristiche che magari in passato non venivano ricercate, in un momento in cui il mercato rispondeva alla tradizionalità. È così che nasce il bianco di Sorbara. Il sorbara è la tipologia di lambrusco più acida e più adatta a diventare un metodo classico ed è per questo che la vinificazione in bianco negli ultimi anni è stata sperimentata e sta dando delle grandissime soddisfazioni chimico-organolettiche”, spiega.

MONTEBARELLO, PRIMA SOTTOZONA DEL LAMBRUSCO

Per la Doc Lambrusco Grasparossa di Castelvetro arriva invece la prima sottozona del Lambrusco, nello specifico Montebarello. La ragione risiede nelle caratteristiche di questo territorio, ma soprattutto nel lavoro portato avanti fin qui dai produttori. “Stiamo parlando della zona collinare a sud di Modena, dove sono presenti piccole aziende, in particolare artigianali, e dove è stata fatta una zonazione molto precisa del territorio, dove i produttori hanno deciso di ricavare una sottozona solo sulle sponde più atte alla coltivazione di questo vitigno – dice Savorini – È stato un processo ragionato e discusso, perché comunque rappresentava la prima sottozona in tutta la storia del Lambrusco, ma tutti, hanno deciso di approvare questa sottozona, la modifica è passata all’unanimità”.

Sulla possibilità di eventuali altre sottozone, però non ci si sbilancia. “Anche nel Sorbara ci sono zone storiche, a cui gli addetti al settore ricollegano la tipologia, ne abbiamo sui colli di Scandiano, nel Reggiano. Non abbiamo fretta e non abbiamo bisogno di fare sottozone, se realmente dietro non c’è un progetto di valorizzazione intelligente da parte dei produttori”, puntualizza il direttore.

Lambrusco

EMILIA IGT, FASCETTE DI STATO PER ACCRESCERE IL CONTROLLO

Nel frattempo, con le stesse modifiche per l’Igt Emilia sono in arrivo i contrassegni di Stato, uno strumento voluto per migliorare la capacità di controllo sulla produzione e garantire al consumatore tracciabilità e una riconoscibilità immediata. “Il Lambrusco produce circa 200 milioni di bottiglie, presenti in più di 90 paesi. È uno dei vini più contraffatti al mondo ed è un vino immagine dell’Italia – afferma Savorini – Abbiamo bisogno di tutelarlo e proteggerlo il più possibile. Il contrassegno di Stato è sicuramente, da un certo punto di vista, una grande complicanza tecnica e burocratica per le aziende, ma è molto più importante il risultato atteso di una protezione, di un poter contare le bottiglie e di poterle riconoscere anche attraverso le reti commerciali delle nostre aziende. Quello sarà il punto di forza – aggiunge – il fatto che le nostre aziende siano presenti in tutti i paesi e che possano riconoscere immediatamente e visivamente se una bottiglia ha un contrassegno di Stato oppure no. Se non ce l’avrà, ci aspettiamo che anche lo Stato ci possa aiutare nel difendere questo prodotto”.

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