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Per UIV ristrutturazione differita vigneti utilizzando fondi Pns vuol dire agevolare abbandono: "Per Italia serve piano strategico sviluppo”

UIV, monito a Bruxelles: “No a espianti ‘mascherati’ dei vigneti”

di redazione | 20 Giugno 2024

Per Unione Italiana Vini promuovere la ristrutturazione differita utilizzando i fondi del Pns vuol dire agevolare l’espianto dei vigneti. “Per l’Italia serve invece un piano strategico di sviluppo”.

Sui tavoli di Bruxelles si scrive ristrutturazione differita, ma secondo UIV si legge espianti. Per il consiglio nazionale di Unione Italiana Vini, finanziare l’abbandono dei vigneti attraverso i fondi strategici del Programma nazionale di sostegno (Pns) significa prendere la strada sbagliata.

È vero – afferma UIV – che c’è uno sbilanciamento tra domanda e offerta, ma sono altre le misure che si potrebbero adottare per riequilibrare il mercato senza intaccare un asset coltivato da decenni”.

La Commissione europea – annuncia il presidente di UIV Lamberto Frescobaldiha fissato per il prossimo settembre il primo incontro del Gruppo di alto livello sul futuro dell’Ocm vino. Da parte nostra sarà ferma opposizione alla distrazione dei fondi strategici, come quelli per la ristrutturazione e la promozione, ma ci sarà massima collaborazione nel considerare altre ipotesi per razionalizzare il potenziale produttivo del vigneto Italia”.

La ristrutturazione differita, come proposto dalla Francia, ma anche da alcune organizzazioni agricole italiane, rappresenta secondo UIV più un invito all’abbandono (finanziato) che alla ristrutturazione dei vigneti: chi avrà accesso ai fondi Pns avrà tempo fino a 6 anni per reimpiantare, e qualora decidesse di non farlo incasserà in ogni caso il 50%.

In Italia si valuta addirittura di estendere l’arco temporale fino a 8 anni oppure di eliminare direttamente la durata del titolo.

Per il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti, sono altre le misure da adottare. “Il focus della nuova Ocm deve continuare ad avere un approccio imprenditoriale e non assistenzialista, come accaduto nell’ultima, inutile. tornata di espianti costata all’Ue oltre 3 miliardi di euro – attacca CastellettiServono investimenti in vigneto, in tecnologia e in promozione ma soprattutto un piano strategico di sviluppo che in Italia ancora non c’è. Pensiamo a una maggiore spinta degli investimenti verdi, a nuove misure da attivare in favore, ad esempio, di innovazione, analisi di mercato, promozione del turismo del vino. Quanto alla sovrapproduzione si deve pensare a una riduzione delle rese, alle riclassificazioni incontrollate e a una gestione intelligente delle nuove autorizzazioni che premi chi è realmente sul mercato, i giovani e l’agricoltura specializzata”.

 

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