
Il Rosso di Montalcino venerdì 21 giugno brinda ai 40 anni con il via libera all’aumento della superficie a vigneto e il raddoppio della produzione. L’occasione per festeggiare le novità sarà la terza edizione di Red Montalcino, l’evento in chiave pop alla Fortezza del borgo toscano che il Consorzio del vino Brunello di Montalcino dedica al rosso della denominazione.
L’espansione del vigneto è stata deliberata dalla Regione Toscana, che ha ratificato formalmente l’ampliamento della superficie rivendicabile per la denominazione approvato dall’assemblea dei soci del Consorzio lo scorso dicembre.
Il vigneto della Doc (attualmente di 519,7 ettari) potrà essere incrementato fino a 364 ettari (+60%). L’aumento della superficie del Rosso di Montalcino, inoltre, non comporterà l’impianto di nuove vigne: gli ettari aggiuntivi rivendicabili fanno infatti già parte delle mappe del territorio come quota di vigneti coltivati a Sangiovese ma liberi da albi contingentati. In termini di bottiglie, la produzione potenziale aggiuntiva del Rosso sarà di poco superiore ai 3 milioni che si andranno a sommare alla media attuale di circa 3,6 milioni di pezzi l’anno.
È questo infatti lo spunto che negli ultimi anni emerge per il Rosso di Montalcino, un vino su cui il Consorzio sta puntando con sempre maggiore convinzione. Perché proprio l’evoluzione degli stili di consumo e l’approccio “giovane” plausibile per questo vino spingono i produttori a conferirgli una sua identità non più all’ombra del grande Brunello. Un rosso agile, con frutto croccante e non virato sull’evoluzione da lungo affinamento, ma allo stesso tempo non un sorso banale e sciatto.
Ben lontano dal concetto di vino d’ingresso o di vino cadetto, il Rosso di Montalcino si sta ritagliando il proprio ruolo di “vino di territorio”, inevitabilmente non attribuibile ad un Brunello che sempre più sta nell’Olimpo dei fine wine di caratura internazionale. Se dunque un traino d’immagine viene dall’eccellenza delle etichette che hanno reso unica la denominazione montalcinese, l’evoluzione impressa al Rosso con l’espansione della produzione interviene sulla “piramide rovesciata” che sulle colline intorno al borgo senese oggi vede una produzione ben superiore di Brunello rispetto al Rosso, come dire che la nicchia è diventata preponderante.
Anche perché, se manca il vino si rischiano di perdere alcune opportunità di sviluppo su mercati ricettivi per questa stilistica e per il posizionamento di prezzo – basti pensare ai monopoli scandinavi o nordamericani - e infatti, secondo quanto riferisce il presidente del consorzio Fabrizio Bindocci, anche chi all’inizio non sembrava troppo convinto della proposta ora farà domanda per ampliare il vigneto. Questo indica che la scelta orientata alla competitività della denominazione risulta condivisa.

un calice di Rosso di Montalcino
Ecco allora lo stimolo promozionale che sta dietro l'evento Red Montalcino. Il 21 giugno saranno 68 i produttori che proporranno i loro vini nel consueto walk around tasting. Tra i food pairing si spazia invece dalle specialità gastronomiche regionali a quelle vegan e fusion; alle 22 apre l’enoteca collettiva con il servizio sommelier e l’area mixology con prodotti locali. In chiusura il djset di Jay Carol Gigli del duo Jas&Jay.
L'evento Red Montalcino vedrà come preview il talk Red Evolution: origini e futuro del Rosso di Montalcino, nel quale la storicità si confronta con la visione contemporanea dei produttori.
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