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Export vino Italia, +3,1% volumi primo trimestre, ma calo a marzo

di redazione | 17 Giugno 2024

Il report UIV sull’andamento dell’export di vino italiano nel primo trimestre 2024 rileva un +3,1% in volumi e +3,9% in valore, ma con un nuovo calo tendenziale da marzo. Meglio extra-Ue di Ue.

Chiude in positivo l’export di vino italiano nel primo trimestre 2024, in controtendenza rispetto alla generale dinamica negativa del made in Italy rilevata da Istat.

I dati indicano un +3,1% nei volumi (+3,9% i valori, a 1,84 miliardi di euro) esportati dalle imprese enologiche del Belpaese, a fronte dei competitor francesi che si fermano a -0,2%.

Ma, secondo le elaborazioni dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini (UIV) su base Istat, il quadro del mercato presenta ancora aree di incertezza, con segnali negativi già a partire da marzo sui principali paesi clienti e prezzi che non decollano nonostante la vendemmia ai minimi.

In particolare, dopo un ottimo avvio nel nuovo anno e un bimestre chiuso con un +8,3% di bottiglie spedite all’estero, nel mese di marzo si registra un’inversione di tendenza con un gap del 4% per effetto soprattutto di cali in doppia cifra di Germania, Regno Unito, Svizzera e Francia.

E se tutte le tipologie segnano saldi valoriali positivi – con gli spumanti a +7,3% da gennaio, i fermi imbottigliati a +2.7% e i frizzanti a +12,2% -, i prezzi medi (a eccezione di sfusi e mosti) perdono comunque smalto, segno che il mercato non è disposto a pagare di più per compensare un’ultima annata decisamente leggera sul piano produttivo.

L’incremento dei volumi esportati – secondo l’analisi UIV – è infine da attribuire interamente all’exploit degli ordini della Federazione Russa, senza il quale la crescita sarebbe piatta.

Tra le note positive, in questo ping-pong di luci e ombre, c’è senz’altro il ritorno al segno positivo per i rossi Dop imbottigliati (+2,8% valore, a 459 milioni di euro), l’incremento in doppia cifra dei bianchi Igp (+12,7%), e la corsa di Prosecco (+7,8%) e Asti Docg (+7,5%) tra gli spumanti.

Prosegue la divaricazione tra i risultati 2024 relativi alla domanda Ue (-0,6% a valore) ed extra-Ue (+7%), con una leggera crescita (1,3% a valore) nei top 5 mercati, che assieme valgono il 59% dell’export: Stati Uniti a +2,2%, Germania -2,7%, Regno Unito +7,8%, Svizzera a -7,8% e Canada a +8,9%.

La Russia, grazie a +142,6%, balza al sesto posto superando Francia e Giappone, ma il dato è destinato a normalizzarsi, perché condizionato da un previsto sensibile aumento delle accise – in vigore da maggio scorso – e conseguente corsa anticipata alle scorte.

Il contesto congiunturale impone ancora la massima attenzione – rileva il presidente di UIV Lamberto FrescobaldiRiteniamo che in questa fase molto fluida sia di particolare importanza per le imprese continuare a monitorare i mercati ma anche vigilare sui listini, perché l’obiettivo di lungo periodo resta quello di migliorare il posizionamento del vino made in Italy. Contestualmente, UIV è convinta che anche in fasi complicate come questa sia necessario non abbandonare la strada degli investimenti strategici in promozione, innovazione e ristrutturazione dei vigneti”.

Prosegue la divaricazione tra i risultati 2024 relativi alla domanda Ue (-0,6% a valore) ed extra-Ue (+7%), con una leggera crescita (1,3% a valore) nei top 5 mercati
export vino italiano primo trimestre 2024

PRIMI MESI 2024 POSITIVI SULLA SCIA DI FINE 2023

I numeri comunque ancora positivi del primo trimestre 2024 corrono sulla scia di un finale 2023 in crescendo dopo un’annata di luci e ombre.

Secondo il Monitor dei distretti agroalimentari italiani al 31 dicembre 2023 curato dal Research Department di Intesa Sanpaolo, la filiera del vino mostra un segno solo leggermente negativo nell’evoluzione annuale soprattutto grazie al recupero avvenuto nell’ultimo trimestre del 2023, che ha permesso al comparto di registrare solamente un lieve calo in valore (-0,7% rispetto al 2022), determinato soprattutto dall’arretramento sui mercati nordamericani (Stati Uniti -7,4% e Canada -9%), piazze perlatro tornate positive in apertura di nuovo anno.

Tra i distretti, di rilievo nel 2023 la performance del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (+4,3%), a cui si aggiungono i Vini e distillati del Friuli (+9,2%), di Bolzano (+6,6%) e di Trento (+2,3%).

Soffrono invece tre grandi distretti, territori di produzione di importanti vini rossi italiani, i vini di Langhe, Roero e Monferrato (-4,4%), i vini dei colli fiorentini e senesi (-4,5%) e i vini del veronese (-1,9%), tutti con marcati arretramenti oltreoceano, anche se bisogna rilevare che negli anni passati i buyer statunitensi avevano fatto importanti scorte di vino italiano, favoriti anche da un dollaro forte e da un effetto cambio favorevole.

 

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