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Vernatsch Cup 2024, immagine vigneti Alto Adige

Vernatsch, in Alto Adige persi quasi 100 ettari in un anno

di Eugenia Torelli | 12 Giugno 2024

Mentre cresce la qualità dei vini, il vitigno-simbolo altoatesino perde terreno in favore di varietà più remunerative. Il punto alla Vernatsch Cup 2024, che ha premiato le migliori etichette regionali

Circa 100 ettari in un anno, è questo il ritmo attuale di riduzione della superficie vitata a vernatsch (anche detto schiava), uno dei vitigni autoctoni dell’Alto Adige, che dai circa 550 ettari di un anno fa è passato ai 467 ettari attuali (dato Consorzio Vini Alto Adige). Una tendenza in realtà già in corso a partire dagli anni Ottanta quando, rispetto al boom di produzione dei decenni precedenti, la domanda di vernatsch ha iniziato a diminuire.

Tra le ragioni del calo c’è il prezzo delle uve, che oggi viaggia su una media tra gli 1,50 e i 3 euro al kg a seconda della qualità, della resa e della zona di produzione, meno remunerativo rispetto ad altre varietà come pinot nero e sauvignon blanc, che viaggiano su prezzi medi più alti, sempre in base alle stesse variabili. Altra motivazione è la difficoltà di meccanizzazione per gli impianti di vernatsch, generalmente allevato a pergola e con necessità di lavorazioni a mano, meno pratico quindi, specialmente se in azienda si hanno già altri impianti meccanizzabili, generalmente a guyot. Il contesto porta molti viticoltori a estirpare per dedicarsi ad altre varietà.

Ad accendere i riflettori sulla situazione è stata la tavola rotonda tenutasi in occasione della ventunesima Vernatsch Cup (10-11 giugno), il Trofeo della Schiava organizzato da Ulrich Ladurner, patron del Vigilius Mountain Resort, Günther Hölzl alla guida di Pur Südtirol e Othmar Kiem, giornalista di Wineline e Falstaff. Anche quest’anno, il concorso ha valutato e premiato le migliori etichette del territorio altoatesino, in una competizione che, sempre di più, rileva la crescita e l’omogeneità nella qualità nei vini ottenuti con questo vitigno.

 

ALTO ADIGE, IL VERNATSCH NELLE DENOMINAZIONI

Oggi sono quattro le denominazioni di riferimento per il vitigno vernatsch, tutte sotto il cappello della Doc Alto Adige (Südtiroler/Südtirol). Si tratta di Santa Maddalena (St. Magdalener), Lago di Caldarno o Caldaro (Kalterersee/Kalterer), Meranese o Meranese di Collina (Meraner/Meraner Hügel) e la denominazione Alto Adige Schiava (Südtirol/Südtiroler Vernatsch). A queste si aggiunge anche una piccola parte di vernatsch in Valle Venosta (Vinschgau).

Per poter menzionare il vernatsch in etichetta, il vitigno può essere anche integrato con altre varietà dello stesso colore fino a un massimo del 15%, se queste sono coltivate nello stesso vigneto. Questo vale per tutte le quattro denominazioni principali ma, nonostante ciò, i produttori che scelgono di utilizzare anche altre uve sono pochi e la maggior parte preferisce il vernatsch in purezza.

 

IL VERNATSCH E GLI ALTRI VITIGNI A CONFRONTO

Oggi il vigneto altoatesino si estende su circa 5.700 ettari. Il 98% di tutta la superficie viticola è tutelato dal disciplinare Doc, la maggior parte è coltivata da conferitori delle cooperative, mentre una parte minore è gestita da vitivinicoltori che imbottigliano con la propria etichetta.

Nel 2000 erano le varietà a bacca scura a prevalere (59% delle superfici vitate provinciali) con in testa il vernatsch nelle sue diverse tipologie – schiava grossa, schiava gentile (le più diffuse) e schiava grigia – con poco meno di 2.000 ettari (il 40% delle superfici vitate provinciali). Dieci anni dopo, dal censimento Istat del 2010 queste uve risultavano occupare complessivamente circa 970 ettari, ovvero il 18% del vigneto provinciale (elaborazioni Corriere Vinicolo su dati Censimento Istat 2010).

Oggi la situazione è ribaltata, con i vitigni a bacca scura (35% della superficie vitata) che cedono terreno in favore dei bianchi (65%), tra i quali vengono generalmente inclusi anche il pinot grigio e il gewürztraminer (dati Consorzio Vini Alto Adige). Tra i vitigni presenti sul territorio, il vernatsch è all’ottavo posto in termini di superficie occupata. Al primo si piazza il pinot grigio con 699 ha, seguito da chardonnay (650), gewürztraminer (634), pinot bianco (610), pinot nero (580), lagrein (537) e sauvignon blanc (497). Con l’eccezione del gewürztraminer, che resta fermo al secondo posto, le varietà internazionali hanno sostanzialmente oltrepassato quelle locali e, nello specifico, il vernatsch (inteso come l’insieme delle sue diverse varietà) è passato dal primo posto all’ottavo odierno.

Un processo leggibile e interpretabile alla luce di mode e mercati, ma che paradossalmente penalizza una varietà che proprio i nuovi stili di consumo potrebbero veder valorizzata nel futuro prossimo. Una situazione che accende qualche perplessità sulla capacità del sistema di promuovere i propri vitigni autoctoni, alla ricerca di nuovi target.

 

LA VERNATSCH CUP E LA CRESCITA DELLA QUALITÀ NEI VINI

In controtendenza rispetto al calo degli ettari vitati, da oltre vent’anni al Vigilius Mountain Resort di Lana (BZ) la Vernatsch Cup punta ad accendere i riflettori sui vini realizzati dal vitigno altoatesino. “Siamo partiti nel 2004 quando Günter mi chiese di organizzare un trofeo dedicato al vernatsch – racconta il giornalista Othmar KiemL’idea è stata di organizzarlo al Vigilius, hotel 5 stelle che allora esisteva da un anno, lanciando la provocazione di portare questo vino considerato ‘povero’ in un contesto di lusso”. Una scelta che all’inizio suscita stupore. “Fin dalla prima edizione abbiamo avuto un buon seguito, oltre le 90 etichette iscritte. Quest’anno ne abbiamo raggiunte 96”. Nel tempo la qualità media dei vini è cresciuta in maniera considerevole. “Se vent’anni fa nelle selezioni preliminari capitava di scartare alcuni vini per qualche difetto, quest’anno è stato veramente difficile decidere chi far passare in finale. I vini vernatsch hanno raggiunto un livello tale per cui anche le etichette che non sono state premiate risultano veramente molto valide”.

A classificarsi per la finale sono stati 48 vini, degustati poi alla cieca da una giuria di esperti italiani e stranieri, di cui giornalisti e operatori di settore, tra i quali ha partecipato anche VinoNews24.

Sono in totale undici i riconoscimenti assegnati. Due premi per ciascuna delle quattro denominazioni principali, uno per la categoria annata 2023 e uno per la categoria Selezione, che include i vini da singoli vigneti e le annate più vecchie. A questi si aggiungono due “Vernatsch dell’Anno” (uno per categoria) e un riconoscimento assegnato da una giuria popolare di appassionati, tutti e tre selezionati tra i vincitori dei premi per categoria.

Vernatsch Cup 2024, le aziende e le etichette premiate
Vernatsch Cup 2024, le aziende e le etichette premiate

Annata 2023

Lago di Caldaro – Kellerei Kaltern, Leuchtenberg Kalterersee Classico Superiore Sûdtirol Doc 2023

Merano – Popphof, Meranerin Südtirol Meraner Doc 2023

Alto Adige – Muri-Gries, Grauervernatsch Südtirol Doc 2023

Santa Maddalena – Ansitz Waldgries, St. Magdalener Classico Südtirol Doc 2023

 

Selezione

Lago di Caldaro – Ritterhof, Novis Kalterersee Classico Südtirol 2023

Meranese di Collina – Heidenhof, Terrass Meraner Hügel Südtirol Doc 2022

Alto Adige – Kellerei St Pauls, Missianer Vernatsch Südtirol Doc 2023

Santa Maddalena – Pfannenstielhof, Der Pfannenstiel St. Magdalener Classico Südtirol 2018

 

Vernatsch dell’anno

Muri-Gries, Grauervernatsch Südtirol Doc 2023

Pfannenstielhof, Der Pfannenstiel St. Magdalener Classico Südtirol 2018

 

Premio del pubblico

Meranese di Collina – Heidenhof, Terrass Meraner Hügel Südtirol Doc 2022

 

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