Vinonews24
Secondo studi Global Burden of Disease, consumo alcol fino a circa 50 g/die riduce rischio infarto e cardiopatia ischemica.

Consumo moderato vino riduce rischio malattie cardiache

di redazione | 5 Giugno 2024

Lo confermano studi della Global Burden of Disease (GBD); un consumo di alcol fino a circa 50 g/die riduce il rischio di infarto e cardiopatia ischemica. IRVAS: “J-Curve valida anche per salute cognitiva”.

Ora lo conferma anche uno studio, appena pubblicato su Nature Communications, della Global Burden of Disease (GBD): un consumo moderato di alcol (fino a circa 50 g/die), unito a uno stile di vita sano, è inversamente associato al rischio di cardiopatia ischemica (IHD), prima causa di morte in Italia, e morbilità per infarto miocardico (MI).

È l’ormai famosa J-Curve (curva a forma di J), già evidenziata da numerose pubblicazioni internazionali sul tema, che dimostra come il bere vino con moderazione riduce la mortalità rispetto agli astemi (curva inferiore della J), mentre la mortalità aumenta drammaticamente con l’aumento del consumo di alcolici (tratto verticale della J).

Lo studio di GBD esplora in particolare la complessa relazione tra il consumo di alcol e le malattie cardiovascolari, offrendo una rivalutazione completa dei dati esistenti e utilizzando tecniche meta-analitiche innovative per chiarire gli effetti dell’alcol sulla salute del cuore.

La mole di informazioni analizzata dagli autori è particolarmente significativa: è stata condotta, infatti, una revisione sistematica dei dati provenienti da 122 studi osservazionali pubblicati tra il 1970 e il 2021.

la J-Curve dimostra come il bere vino con moderazione riduce la mortalità rispetto agli astemi (curva inferiore della J), mentre la mortalità aumenta drammaticamente con l’aumento del consumo di alcolici (tratto verticale della J)
J-Curve

Ma oltre che a effetti positivi sulla salute, un consumo moderato di alcol, e di vino in poarticolare, ha anche un impatto positivo sui costi sociali della malattia, dal momento che chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico, con un notevole costo economico per la società.

I benefici, però, andrebbero oltre, impattando in modo positivo pure sulla salute cognitiva. Lo spiega Attilio Giacosa. gastroenterologo al CDI di Milano, già direttore dell’Unità di Gastroenterologia e Nutrizione Clinica dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova e neo presidente di IRVAS (Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute). “Studi epidemiologici italiani e internazionali – dice – hanno già ampiamente evidenziato come un consumo abituale e moderato di vino, nell’arco della vita adulta e in abbinamento a un corretto stile alimentare, come quello della tradizione mediterranea, non sia dannoso, ma sia invece benefico. Il concetto della J-Curve che viene ribadito dallo studio del GBD, ovvero la relazione tra consumo di alcol e mortalità identificata con una curva a forma di J, è infatti noto da tempo alla letteratura scientifica. Perciò è importante sottolineare che questo rapporto virtuoso tra assunzione moderata di vino e salute, secondo il modello della J-Curve, non sia applicabile solo alla salute cardiovascolare, ma anche ad altri aspetti, per esempio alla salute cognitiva. Un’assunzione moderata di vino, secondo un modello positivo di consumo, all’interno di una dieta di tipo mediterraneo può contribuire, quindi, al nostro benessere generale, favorendo non solo un aumento della durata della vita, ma anche minori rischi di deterioramento cognitivo”.

 

@2024 - The News 24 Associazione Culturale - Località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536
info@vinonews24.it
magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram