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Nuovi stili produttivi e mercati in evoluzione alla base del rilancio di un vitigno da sempre controcorrente. Intervista a Dante Garrone, presidente dell’Associazione Produttori Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Grignolino.

La nobiltà ritrovata del Grignolino d’Asti

di redazione | 9 Maggio 2024

Nuovi stili produttivi e mercati in evoluzione alla base del rilancio di un vitigno da sempre controcorrente. Intervista a Dante Garrone, presidente dell’Associazione Produttori Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Grignolino.

Dici grignolino e dici Piemonte vero, come quel tannino graffiante quanto elegante, rustico e intrigante al tempo stesso. E se nel periodo del modernismo filo-Barolo Boys è rimasto accantonato e quasi dimenticato, nel tempo dei vini affettati e ammorbiditi dalla barrique che i critici americani pretendevano ovunque, il grignolino da brutto anatroccolo sta tornando il cigno che era in potenza.

grappolo grignolino consorzio barbera

Perché indubbiamente la versione rustica-rustica del vino di campagna non aveva le rifiniture per scavallare sulle tavole che contano, ma il calice contemporaneo curato da molti produttori con consapevolezza è davvero un bel bere per chi ama il vino nervoso e snello, non beverino ma capace di profondità, a tratti austero e a tratti slanciato. Il tannino? Sì, orgogliosamente rimane dritto, pur smussato dal nuovo clima, talvolta richiede tempo e talaltra un palato capace di apprezzarlo.

Siamo molto orgogliosi di poter rappresentare uno degli antichi vitigni piemontesi che arricchiscono il panorama vinicolo – chiosa il presidente del Consorzio della Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato Vitaliano Maccarioe trova la sua culla nel territorio del Monferrato. Negli ultimi anni, con la sua versatilità e freschezza, il grignolino sta vivendo un momento di grande popolarità, grazie alla dedizione e all’impegno dei viticoltori che hanno creduto nel carattere di questo vitigno e ne hanno compreso la potenzialità sul lungo periodo”.

Tra questi Dante Garrone, che con orgoglio è presidente e animatore dell’Associazione Produttori Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Grignolino. È proprio lui a pennellare – in questa intervista a Vinonews24 – il volto autentico di un vino declinato al futuro.

Dante Garrone
Dante Garrone, presidente dell’Associazione Produttori Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Grignolino

Presidente, come sta il grignolino oggi, in vigna e sul mercato?

Il Grignolino d’Asti si trova in una fase di grande vigore, tanto in vigna quanto sul mercato. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita notevole, con un incremento del 30% nelle quantità imbottigliate nel 2024 rispetto all’anno precedente. Se un decennio fa era noto per i suoi frutti più aspri e i grappoli a maturazione irregolare, la crisi climatica ha addolcito il carattere del vitigno. Ora le uve maturano uniformemente, semplificando la lavorazione e migliorando l’armonia del vino in bottiglia”.

È plausibile parlare di una rinascita contemporanea per un vino/vitigno che vanta una grande storia? 

Assolutamente sì. Tra gli anni Ottanta e Novanta, il Grignolino era stato marginalizzato, ma dal 2010 ha conosciuto una vera rinascita come vino contemporaneo. La sua flessibilità negli abbinamenti lo rende particolarmente adatto a un consumo giovane e informale, perfetto per un pubblico che apprezza la versatilità e la freschezza, incluso l’abbinamento con piatti vegetariani”.

Quali sono i mercati che stanno mostrando maggiore attenzione? 

Dal punto di vista demografico, i millennials e la Generazione Z stanno dimostrando un crescente interesse. Geograficamente, i paesi nordici come Danimarca e Svezia, ma recentemente anche gli Stati Uniti si stanno orientando verso vini meno strutturati e più versatili, perfetti per consumatori che preferiscono stili meno imponenti”.

E qual è il profilo del nuovo consumatore/appassionato di grignolino? 

Possiamo identificare due principali profili di consumatori. Da un lato i giovani che cercano vini ‘smart’, versatili e adatti a contesti informali; dall’altro gli intenditori che apprezzano le qualità uniche del grignolino, un vino di nicchia che offre una spigolosità distintiva e affascinante”.

 

Ecco allora le voci di alcuni produttori di Grignolino d’Asti incontrati al 56. Vinitaly raccolte nel podcast di Vinonews24.

APPUNTI DI DEGUSTAZIONE

Tra un calice e un racconto, il grignolino diventa il filo conduttore per qualche pennellata che parla di territorio.

Agostino Pavia

Un giusto mezzo. Tannino equilibrato, frutta rossa matura e un centro bocca spiritoso. Buono senza dubbi.

Bersano Vini

Misurato e gentile. Un percorso a cavallo di frutti e tannini, esuberanti i primi dosati i secondi. Un compagno di bicchiere da non sottovalutare.

Bogge Wine

Il vitigno è da sempre nel vigneto di Bogge. Nel calice si presenta con una piacevole trasparenza e sfumature aranciate; naso poco espressivo, ma in bocca manifesta una bella spinta acida tra frutto e struttura.

Cantine Sant’Agata

Un assaggio in preview, dopo un anno in legno piccolo si presenta come un Grignolino di spessore. Serve tempo.

Franco Roero

Frutto croccante comme il faut, tannino contratto (va atteso qualche anno in bottiglia) che non frena il sorso.

I Parcellari

Doppia vendemmia e 10 giorni di “asciugatura” non snaturano il tannino, ma ne danno una versione leggermente smussata (anche per i 7/10 mesi di tonneau). Leggera astringenza, frutto integro, finale lievemente amaricante.

Luigi Spertino

Scorrevole, agile e spigliato, il sorso è vinoso e gioviale.

Montalbera

L’affinamento parziale in anfora ne enfatizza la speziatura elegante, con profumi integri e un bello slancio in bocca. Ne risulta un vino di piacevole freschezza, con tannini levigati ed raffinati. Longevità propositiva.

Scarzella

Vinificato integralmente in acciaio, nel calice il colore è piuttosto scarico; al naso e al palato spicca per nitidezza, per una bella tensione senza scompostezze. Scorrevole.

Sergio Gozzelino

Ben dosato nel bicchiere, interpreta in chiave moderna il sorso tannico che contraddistingue il grignolino. Ad accompagnarlo un concerto di piccola frutta rossa e tanta vitalità.

Tenuta Montemagno

Naso balsamico, con leggere sfumature boisé, ma il sorso è teso e compatto, snello, con un tannino ancora ruvido, ma dal graffio elegante.

 

 

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