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Secondo il rapporto Fipe-Confcommercio, nel 2023 il settore della ristorazione ha prodotto un valore aggiunto di 54 miliardi di euro (+3.9%).

Ristorazione, nel 2023 oltre 54 miliardi di valore aggiunto (+3,9%)

di redazione | 8 Maggio 2024

Secondo Fipe-Confcommercio, nel 2023 il settore della ristorazione ha prodotto un valore aggiunto di oltre 54 miliardi di euro (+3.9%). Occupati oltre 1,4 milioni, consumi fuori casa +7%.

Ammonta a oltre 54 miliardi di euro il valore aggiunto della ristorazione nel 2023. Un contributo che è cresciuto in modo netto dal 2022 e che indica come la voragine generata dall’emergenza pandemica sia definitivamente “dietro le spalle”, con un recupero del +3,9% rispetto al periodo pre-Covid.

Un trend testimoniato anche dal buon andamento della spesa delle famiglie nel fuori casa che ha raggiunto la soglia dei 92 miliardi di euro tornando (in valore) abbondantemente al di sopra dei livelli pre-pandemia (+7%) e recuperando significative quote di mercato rispetto al consumo domestico.

Numeri, questi, che hanno portato a una forte spinta agli investimenti come dimostra il fatto che nel 2023 circa un imprenditore su due ha puntato sul rinnovo del parco attrezzature e nel potenziamento degli strumenti digitali. E per il 2024 le imprese annunciano un piano di investimenti che sfiora i 4 miliardi di euro.

Sostenibilità e innovazione, infatti, sono i trend che caratterizzano il settore. Da un lato, circa 9 ristoranti e bar su 10 hanno adottato misure concrete per il controllo dei consumi energetici e il rispetto dell’ambiente. Dall’altro, oltre l’80% delle imprese ha introdotto uno o più strumenti digitali all’interno dei propri locali.

Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono dal Rapporto Ristorazione 2024 curato da FIPEConfcommercio.

Cresce la spesa delle famiglie nel fuori casa, raggiungendo la soglia dei 92 miliardi di euro tornando (in valore) abbondantemente al di sopra dei livelli pre-pandemia (+7%)
tornamo a crescere i consumi fuori casa nella ristorazione

CRESCONO GLI OCCUPATI E I LOCALI GESTITI DA DONNE

Secondo il centro studi di FIPE, il 2023 può essere considerato un anno positivo anche dal punto di vista dell’occupazione, con 1,4 milioni di addetti, in crescita del +6,4% rispetto al 2022 e del 2,3% rispetto al 2019.

Focalizzando l’attenzione sul solo lavoro dipendente, le oltre 165mila aziende con almeno un dipendente hanno impiegato, nella media dell’anno, 1.070.839 lavoratori (6,4 unità per impresa), superando dell’8,1% il livello pre-pandemia (circa 80mila unità in valore assoluto).

Si è totalmente riassorbita l’emorragia dei contratti a tempo indeterminato, cresciuti di oltre 11mila unità rispetto al 2019, che oggi costituiscono la forma prevalente dei rapporti di lavoro nel settore della ristorazione (58,5%).

Dal report Fipe sui numeri della ristorazione nel 2023 emerge anche che il 28,9% delle imprese è gestito da donne, con una più alta incidenza nel canale bar (33,1% del totale). Le imprese guidate da giovani under 35 sono il 12,9% del totale, concentrate principalmente nel segmento ristoranti (60,3%), mentre le attività sotto il controllo di imprenditori stranieri sono oltre 50mila (circa il 14% del totale).

Per quanto concerne il numero di imprese attive, a dicembre 2023 erano 331.888, in leggera contrazione rispetto all’anno precedente (-1,2%). Di queste, 132.004 sono bar, 195.471 ristoranti, take away, gelaterie e pasticcerie e 3.703 aziende che offrono servizi di banqueting e catering.

A dimostrazione della dinamicità del settore, oltre 10mila imprese hanno avviato l’attività nel 2023 (+6,5% sul 2022).

Su questo fenomeno si allunga, tuttavia, l’ipoteca dei troppi insuccessi che segnano l’iniziativa di tanti aspiranti imprenditori: il tasso di sopravvivenza delle nuove imprese supera, a cinque anni, appena il 50%.

Il 2023 è stato un buon anno per la ristorazione italiana e per il 2024 le aspettative degli imprenditori restano prudentemente positive. Nonostante le sfide legate all’inflazione e all’incertezza del quadro geopolitico, i consumi, l’occupazione e il valore aggiunto sono sensibilmente cresciuti tornando, quantomeno in valore, al di sopra dei livelli pre-pandemia – spiega Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-Confcommercio Anche la contrazione del numero delle imprese non è necessariamente una cattiva notizia se si traduce in un rafforzamento delle competenze e un aggiornamento dei format, grazie al progressivo apporto di tante imprenditrici e di tanti giovani che decidono di mettersi in proprio. Il settore è in trasformazione come è testimoniato anche dalla spinta ad investire e ad innovare. Oltre il 50% degli imprenditori ha effettuato uno o più investimenti nel 2023 in chiave green e digitale e un numero altrettanto importante prevede di investire quest’anno. Sono segnali di fiducia che meriterebbero di essere ulteriormente sostenuti da politiche che riconoscano alla ristorazione il ruolo che ha nell’economia e nella società”.

 

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