
È arrivato in conclave da outsider, senza nemmeno troppo interesse per il soglio presidenziale, eppure Sergio Germano aveva esplicitamente confermato la disponibilità a guidare il Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. E così sul suo nome si sono coagulate le visioni, talvolta contrastanti, di anime diverse in seno all’istituzione consortile.
Dunque un barolista che sceglie il tappo a vite diventa presidente dei produttori di una delle denominazioni più prestigiose del vino italiano. Un mondo complesso (talvolta ostico e spesso inamidato) che il past president Matteo Ascheri ha guidato per due mandati, caratterizzati da un interessante percorso di consolidamento dello standing del territorio sul piano vitivinicolo.
Germano, classe 1965, è produttore a Serralunga d’Alba nell’azienda di famiglia, la Ettore Germano, che conduce insieme alla moglie Elena e ai figli Elia e Maria.
“È sicuramente un traguardo importante – ha dichiarato dopo l’elezione al magazine Identità Golose, mentre la notizia non è ancora sul sito del Consorzio - sono onorato e orgoglioso di aver raggiunto questa carica. Ovviamente conto molto sul lavoro di squadra con i colleghi del consiglio di amministrazione. Porteremo avanti le attività già iniziate che hanno avuto un buon successo e cercheremo di gestire al meglio tutte le denominazioni che il Consorzio rappresenta”.
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