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Secondo UIV in primo trimestre 2024 tiene export vino italiano in Usa ma diminuiscono consumi in un contesto di calo generalizzato.

USA, stabile import vino italiano (+1,1%), calano consumi (-9,5%)

di redazione | 6 Maggio 2024

Secondo dati UIV, nel primo trimestre 2024 tiene l’export di vino italiano negli Usa ma diminuiscono i consumi nei canali off e on trade in un contesto di calo generalizzato.

Mercato del vino con più ombre che luci negli USA, il primo sbocco per le vendite italiane all’estero con un valore che nel 2023 ha sfiorato i 2 miliardi di euro.

Il primo trimestre 2024 registra da una parte il segno leggermente positivo delle importazioni da Oltreoceano (+1,1% i volumi), dall’altra un ulteriore calo dei consumi nei canali off e on trade statunitensi, con il mese di marzo (-13%) che ha ulteriormente peggiorato un quadro che vede i consumi di vino italiano a -9,5% nei primi tre mesi dell’anno in corso rispetto al già complicato avvio del 2023.

I dati sono stati elaborati dall’osservatorio UIV su base SipSource, che misura le vendite nel 75% degli esercizi commerciali statunitensi.

Una tendenza, quella tricolore, che fa il paio con gli acquisti complessivi di vino nel primo mercato al mondo, in contrazione di oltre il 10%. In un contesto di calo tendenziale che persiste dallo scorso maggio, negli Usa pagano dazio tutte le tipologie di vino italiano, a partire dai bianchi (-11,5%), oltre che dai rossi (-8%) e dagli spumanti (-6%).

Tra le principali denominazioni, cali in doppia cifra per Barolo fino al Chianti Docg e al Pinot Grigio. Giù anche Prosecco (-4,5%), mentre risultano stabili i consumi di Asti Docg, in leggera crescita il Chianti Classico e in ascesa a due cifre il Brunello di Montalcino.

Avvio di anno complicato sulle tavole ma stabile alle dogane, che segnalano nel primo trimestre una mini-ripresa degli ordini con i volumi a +1,1% (80 milioni di litri) e i valori a +2,6% (508 milioni di dollari) dopo un 2023 chiuso a -13%.

Nel periodo, gli spumanti calano a volume del 4,6%, mentre i vini in bottiglia segnano un +0,6%.

Il dato complessivo registra una regressione a marzo rispetto al primo bimestre, che si era chiuso con un attivo di quasi il 3% di bottiglie dirette negli Usa.

La speranza – sottolinea il segretario generale di Unione Italiana Vini Paolo Castellettiè che si possa arrestare un avvitamento figlio di un mix di fattori congiunturali e strutturali, e il refill di ordini di inizio anno può essere un buon segno a patto che i consumi sostengano gli ordini. Un fattore determinante per il medio-lungo periodo è quello della promozione, con i fondi Ocm che restano strategici per un mercato ancora ad alto potenziale come gli Stati Uniti. Il ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare è in fase di presentazione del nuovo bando con grande anticipo rispetto agli anni passati e questo di per sé è un’ottima notizia per le imprese del vino”.

nel primo trimestre 2024 tiene l’export di vino italiano negli Usa ma diminuiscono i consumi
calano i consumi di vino italiano negli Usa

 

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