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Cantine Toso archiviano 2023 con fatturato di 45 milioni (+25% su 2022) e export a 30 milioni Cresce l’attenzione verso Far East.

Cantine Toso, fatturato 2023 +25% e cresce l’export

di redazione | 30 Aprile 2024

Le Cantine Toso di Cossano Belbo (CN) archiviano il 2023 con un fatturato di 45 milioni (+25% sul 2022) su cui l’export (a 30 milioni) incide per il 65%. Cresce l’attenzione verso il Far East.

Le Cantine Toso di Cossano Belbo (CN), tra le più importanti cantine private piemontesi, archiviano il 2023 con 45 milioni di euro di fatturato, segnando un +25% sul 2022.

Risultati che in buona parte si devono alla crescita dell’export, da sempre leva fondamentale per l’azienda, che, con 30 milioni di euro, vale nel 2023 il 65% del fatturato.

A contribuire alla crescita anche la ripresa dei consumi fuoricasa, a cui Cantine Toso punta con il brand Gamondi, storico marchio del vermouth di Torino.

La storia della famiglia si intreccia infatti da oltre 100 anni e da quattro generazioni alla tradizione piemontese del vino e alle sue terre più vocate, con una produzione che privilegia in primis il Moscato d’Asti e l’Asti Spumante. Ai vini si aggiungono due prodotti della tradizione regionale, il Toccasana di Teodoro Negro, l’originale liquore delle Langhe prodotto con 37 erbe diverse, e la gamma Gamondi.

Sul fronte export, le Cantine Toso hanno vissuto negli ultimi anni ripercussioni importanti soprattutto per il conflitto Russia-Ucraina: su 30 milioni di bottiglie prodotte, l’azienda ne esportava circa 1 milione in Russia e 5 milioni in Ucraina, numeri che valevano il 20% del totale delle esportazioni. Il prolungarsi della guerra ha creato difficoltà significative, considerando che anche per il Kazakistan, che per Toso è il 3° mercato strategico, sono sorti ostacoli.

L’azienda ha reagito alla congiuntura negativa da un lato consolidando mercati storici e strategici (tra cui Francia, Belgio, Svizzera) e sostenendo la crescita delle vendite in Polonia ed Europa del Nord; dall’altro investendo nel Far East, in particolare in Corea, Cina, Giappone e Vietnam, mercati dalle grandi potenzialità per il made in Italy.

IL PROGETTO CANTINA 4.0, DALLA CALDAIA A BIOMASSA AL FOTOVOLTAICO

Toso, per migliorare il ciclo produttivo, da alcuni anni ha avviato un percorso di trasformazione in cantina 4.0, investendo oltre 4 milioni di euro nel reparto di imbottigliamento (in cui spicca la tecnologia della riempitrice, un’unica macchina che svolge tre diverse operazioni: risciacquo della bottiglia, riempimento e tappatura) e nel nuovo magazzino totalmente automatizzato e refrigerato.

Parallelamente agli investimenti in tecnologia, Toso ha destinato risorse alla ricerca di soluzioni sostenibili e green soprattutto nel risparmio energetico, abbandonando l’uso di combustibili minerali a favore di una caldaia a biomassa utilizzata per scaldare gli ambienti lavorativi ma anche per mettere in moto altri macchinari.

Rientrano nel piano di risparmio energetico anche l’installazione di tre impianti fotovoltaici che forniscono energia per il 25% del consumo aziendale.

Toso, per migliorare il ciclo produttivo, da alcuni anni ha avviato un percorso di trasformazione in cantina 4.0, investendo oltre 4 milioni di euro nel reparto di imbottigliamento e nel nuovo magazzino
il reparto di imbottigliamento delle Cantine Toso
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