Vinonews24
Col d’Orcia, storica azienda di Montalcino, festeggia 50 anni produzione Brunello. Dal primo ettaro del 1973 ai 540 ettari biologici di oggi.

Col d’Orcia brinda a 50 anni di storia del Brunello

di redazione | 22 Aprile 2024

La Col d’Orcia di Montalcino festeggia 50 anni di produzione di Brunello: dal primo ettaro del 1973 all'ottenimento di Doc e Docg fino ai 540 ettari biologici di oggi.

Sono passati 50 anni da quel 1973, quando la famiglia Marone Cinzano iscrisse a Brunello il primo ettaro di vigneto a Montalcino dando vita all’azienda Col d’Orcia. Oggi gli ettari sono 79, su un totale di 149 vitati, per 54o complessivi destinati ad agricoltura biologica, legati a doppio filo a una storia imprenditoriale all’insegna de made in Italy divenuta famosa in tutto il modo.

Quando la Famiglia Marone Cinzano arriva a Col d’Orcia, Montalcino – come racconta il primo direttore della tenuta, Enzo Tiezzi – era un paese poverissimo, “legato ancora alla mezzadria, da cui i giovani fuggivano verso i centri industriali”.

Arrivato dal Piemonte con una solida tradizione imprenditoriale alle spalle legata alla produzione e al commercio internazionale di vini e liquori (il famoso brand Cinzano), Alberto Marone Cinzano intuisce immediatamente il potenziale qualitativo del Sangiovese nel territorio, contribuendo all’ottenimento della Docg per il Brunello di Montalcino nel 1983.

Nel frattempo, dal 1982, Col d’Orcia si arricchisce del Poggio al Vento, riserva della denominazione, che con l’annata 1997 diventa il primo Brunello a essere premiato come vino rosso dell’anno dalla Guida Slow Food e Gambero Rosso.

Col d’Orcia nel 2010 ottiene poi la certificazione biologica, dimostrando che un approccio olistico e sostenibile può essere applicato anche a aziende con più di 100 ettari.

Oggi il Brunello e Montalcino sono diventati un simbolo del made in Italy nel mondo: una storia di successo scritta e costruita a più mani, con il contributo della famiglia Marone Cinzano, che ha festeggiato i suoi primi 50 brindando con un raro Brunello 1973.

Il contributo che la mia famiglia e Col d’Orcia possono dare oggi alla magnifica realtà del Brunello di Montalcino è quello di lavorare a beneficio dell’ambiente in cui viviamo pensando alle future generazioni – evidenzia Francesco Marone Cinzano, patron della tenuta -, con l’ambizione di portare avanti un percorso di crescita che possa contribuire a fare ancora più grandi i vini di Montalcino, e il nome della nostra famiglia, nel mondo. Una famiglia che ha dato un apporto fondamentale al successo internazionale prima del vermouth, poi degli spumanti e oggi del Brunello di Montalcino”.

Oggi gli ettari di Col d'Orcia sono 79, su un totale di 149 vitati, per 54o complessivi destinati ad agricoltura biologica
bottiglie di Brunello annata 1973 prodotte da Col d’Orcia

Nel 1973 a Montalcino mancavano cantine all’avanguardia, mancavano le botti, mancavano le risorse finanziarie. Il Brunello, all’epoca, si imbottigliava quando arrivava un ordine, per non dover comprare tappi e bottiglie. Come raccontano i registri del Consorzio del Brunello di Montalcino, ancora nel 1974, a fronte di una produzione di 8.014 ettolitri, furono appena 75.000 le fascette consegnate ai produttori, di cui solo 1.000 a Col d’Orcia.

L’esperienza dei Marone Cinzano coglie non solo il potenziale del Brunello come grande vino da invecchiamento, ma anche quello dei vini più giovani prodotti con il Sangiovese di Montalcino.

Parallelamente, fin dall’inizio degli anni Settanta, Col d’Orcia punta forte anche sul vino giovane di Montalcino, il rosso, menzionato nel disciplinare come “Vino Rosso dai vigneti di Brunello”, che conquistò subito la rete commerciale della Cinzano. Ed è grazie allo sforzo di Enzo Tiezzi, presidente del Consorzio e direttore di Col d’Orcia, che il Rosso di Montalcino, nel 1983, ottiene la Doc.

Nel frattempo, si piantano vigneti all’avanguardia, scegliendo i cloni migliori, e dal 1989 inizia un lavoro di ricerca portato avanti con il Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze, che abbraccia ogni aspetto sensibile della vitivinicultura.

La vecchia tabaccaia viene trasformata in una cantina moderna e attrezzata, e nel 1990 viene costruita la bottaia: due piccole rivoluzioni strutturali che accompagnano la costante crescita della produzione di Brunello.

Dopo esser stata a lungo l’azienda bio più estesa della Toscana, oggi Col d’Orcia è l’unica cantina toscana ad aver conseguito contemporaneamente la Certificazione Equalitas di cantina sostenibile e la chiocciola Slow Wine. E presto dovrebbe concludersi la conversione integrale alla conduzione biodinamica, che farebbe del estate montalcinese un caso di eccellenza.

 

@2024 - The News 24 Associazione Culturale - Località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536
info@vinonews24.it
magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram