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Dopo Irlanda anche Belgio vuole introdurre avvertenza sanitaria in messaggi pubblicitari su alcolici, etichette incluse. Allerta Federvini.

Belgio come l’Irlanda, health warnings sulle etichette dei vini

di Antonio Tosi | 18 Aprile 2024

Dopo l’Irlanda anche il Belgio vuole introdurre un’avvertenza sanitaria in tutti i messaggi pubblicitari sugli alcolici, etichette incluse. Federvini si appella a Governo e Ue.

Non c’è pace per il mondo del vino e degli spirits Made in Italy. Dopo l’Irlanda, anche il Belgio sembra prendere la strada degli health warnings da applicare in tutti i messaggi pubblicitari relativi a bevande alcoliche, comprese le etichette dei prodotti.

L’allarme lo lancia Federvini, che porta alla luce come lo scorso gennaio il Regno del Belgio abbia notificato alla Commissione europea, nel quadro della procedura TRIS, un decreto che, da un lato, introduce importanti forme di tutela nei riguardi dei minori, dall’altro, autorizza il Ministero della Salute belga a sviluppare un’avvertenza sanitaria che dovrà comparire in tutte le forme di pubblicità delle bevande alcoliche. Con ogni probabilità anche sulle etichette.

Dopo il batti e ribatti dei mesi scorsi, il mondo del vino torna in apprensione e Federvini fa nuovamente appello al governo italiano e alla Commissione europea affinchè intervengano nelle giuste misure a tutela dei prodotti Made in Italy.

L’impegno del settore per tutelare i minori non è in discussione – afferma la presidente Micaela PalliniRestiamo convinti che vadano fatti sforzi per contrastare ogni forma di promozione delle bevande alcoliche verso i minori, così come è massimo l’impegno per combattere l’abuso di alcol, come dimostrano l’iniziativa ‘No Binge’, promossa da Federvini in collaborazione con diverse università italiane e in sede europea iniziative quali Wine in Moderation. Tuttavia non possiamo non denunciare i rischi di un provvedimento come quello belga e per questo auspichiamo che l’Italia intervenga con decisione e puntualità nella sede prevista, attraverso un parere circostanziato entro la scadenza prevista del 22 aprile”.

Nel frattempo, la federazione accoglie con favore l’azione del Governo, annunciata dal ministro Francesco Lollobrigida, che attraverso un parere circostanziato trasmesso alla Commissione europea ha espresso rilievi critici sui contenuti del decreto belga. “Il parere circostanziato che il Governo ha depositato conferma l’attenzione e la sensibilità delle nostre istituzioni allo sviluppo di un settore che ricopre un ruolo strategico per l’economia nazionale”, afferma Pallini.

AVVERTENZA SANITARIA

L’avvertenza sanitaria da applicare alla pubblicità sugli alcolici decisa dal Belgio non convince: da un lato, infatti, l’ampia definizione che viene data di “pubblicità” rende il campo di applicazione della norma belga pressoché sconfinato, con il rischio che anche un’etichetta o elementi tipici della presentazione di una bevanda alcolica possano rientrare nella definizione di pubblicità e, quindi, obbligati a riportare il messaggio sulle avvertenze sanitarie.

Dall’altro, l’avvertenza sanitaria sugli alcolici, il cui contenuto e forma saranno decisi dal Ministero della Salute belga, lasciano i produttori italiani di vini, aperitivi, amari, liquori e distillati Made in Italy nell’ambiguità più totale non avendo alcun elemento per poter valutare nel complesso il provvedimento, con l’aggravante di non poter ricorrere a nessun altro messaggio equivalente.

Dopo il batti e ribatti dei mesi scorsi, il mondo del vino torna in apprensione e Federvini fa nuovamente appello al governo italiano e alla Commissione europea affinchè intervengano nelle giuste misure a tutela dei prodotti Made in Italy.
la presidente di Federvini Micaela Pallini

Dopo il caso degli health warnings introdotti dall’Irlanda, largamente contestati in Europa e non solo, e alla luce di questa nuova iniziativa belga, Federvini sottolinea l’importanza che non vengano prese singole iniziative nazionali non allineate a livello europeo in quanto tali azioni unilaterali potrebbero compromettere l’armonizzazione normativa e l’efficacia complessiva delle misure comunitarie.

Se la pubblicità delle bevande alcoliche in tutta l’UE è materia già regolamentata – ricorda Micaela Palliniin Italia con il codice di autodisciplina della comunicazione commerciale dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria, prima, e con le linee guida promosse dalla Federazione stessa, poi, abbiamo voluto scrivere nero su bianco che è vietata verso i minori qualsiasi forma di pubblicità diretta e indiretta. Ma non è questo il punto, perché il vero rischio che si cela dietro al provvedimento belga è di ritrovarci fra qualche anno un messaggio sanitario sulla falsariga di quello irlandese”.

 

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