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Giovani e destagionalizzazione trainano enoturismo in Italia secondo Divinea: visite crescono anche fuori stagione (25%). Fatturati +11%.

Visite in cantina, un enoturista su due ha meno di 34 anni

di redazione | 15 Aprile 2024

Giovani e destagionalizzazione trainano l’enoturismo in Italia secondo Divinea: visite in cantina crescono anche fuori stagione e aziende aprono nei weekend. Ne beneficia il fatturato (+11%).

Il 2023 ha segnato un cambio di marcia per l’enoturismo in Italia.

Le visite in cantina attraggono sempre più i giovani, con il 43,8% di chi ha prenotato un’esperienza nel 2023 che ha tra i 25 e i 34 anni; al tempo stesso le aziende intercettano i flussi del weekend e aprono anche al sabato (78,1% delle cantine, quasi +30% rispetto al 60,3% dell’anno precedente) e la domenica (più di una sue due).

Un nuovo trend dovuto anche al fatto che le aziende hanno sviluppato offerte stagionali mirate, dando il via al fenomendo della destagionalizzazione delle visite: tra marzo, aprile, novembre e dicembre dello scorso anno si sono infatti registrati più del 25% del totale degli accessi.

Un numero importante che conferma un cambiamento della stagionalità dell’enoturismo che storicamente si è sempre focalizzato nel periodo maggio-ottobre.

Nel 2023 le cantine inoltre hanno proposto in media 6 diverse esperienze o eventi contro le 4,7 del 2022.

A beneficiare di questo nuovo corso anche il fatturato, che grazie all’enoturismo e ai servizi annessi è cresciuto complessivamente dell’11% nel 2023.

Soni alcuni dei dati che mergono dal Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2024 realizzato da Divinea su 350 cantine clienti.

Ha senso investire nell’enoturismo? Questo canale si rivela una leva economica sostenibile per la maggior parte delle cantine italiane, a condizione che l’esperienza di visita venga concepita non solo come un momento di accoglienza, ma come un’opportunità per creare e rafforzare legami duraturi con il visitatore – afferma Roberto Villa, CMO ed esperto digitale di Divinea La nostra indagine, radicata in un’analisi approfondita dei dati, evidenzia come l’investimento in relazioni significative con i clienti durante le esperienze in cantina si traduca in un vantaggio tangibile: la possibilità di generare valore continuo e di incrementare le vendite dirette di prodotti e servizi nel tempo. In quest’ottica, l’enoturismo non è soltanto un’esperienza, ma diventa un pilastro strategico per il successo e la crescita economica delle aziende vinicole”.

SEMPRE PIÙ GIOVANI IN CANTINA

In controtendenza rispetto ai numeri che vogliono un aumento (dal 31% al 44%) di giovani adulti che bevono poco o nulla (fonte YouGov), le visite in cantina attraggono sempre più le nuove generazioni.

A confermarlo, il fatto che il 43,8% di chi ha prenotato un’esperienza in cantina in Italia nel 2023 ha tra i 25 e i 34 anni, seguito dalla fascia 35-44 e 45-54 rispettivamente con il 23,1% e 15,3% (spesso famiglie).

Per quanto la nazionalità di provenienza dei visitatori sia fortemente variabile in funzione dei diversi territori vinicoli, nel complesso due terzi degli enoturisti sono italiani contro uno su dieci che proviene dagli Stati Uniti.

Gli stranieri europei rappresentano circa il 20% con Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Regno Unito che insieme costituiscono la maggioranza e che, in generale, sono un pubblico particolarmente apprezzato visto che viaggiano spesso in auto e tendono ad acquistare quantitativi di vino ben più alti della media.

Il 43,8% di chi ha prenotato un’esperienza in cantina nel 2023 ha tra i 25 e i 34 anni
i igiovani e il vino

IL DIRECT TO CONSUMER PER LA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA

I dati del report Divinea evidenziano come una strategia ben implementata verso il consumatore finale possa non solo portare a una crescita significativa delle vendite dirette, ma anche a un incremento, fino al raddoppio, dei margini di vendita delle cantine.

Per quanto riguarda il tema delle vendite dirette in cantina, il 76,5% di visitatori effettua acquisti dopo un’esperienza, dato in aumento rispetto al 73,8% dell’anno precedente.

Inoltre, lo scontrino medio di un ordine effettuato nel punto vendita in azienda è di 140 euro, in crescita del 19% rispetto al 2022.

Le vendite online non sono da meno, segnalando un incremento del 30% nel valore medio degli ordini eCommerce, che salgono da 141 a 184 euro.

Un aspetto fondamentale per il successo delle strategie Direct to Consumer è l’adozione di un CRM (Customer Relationship Management) professionale, che permette di raccogliere e analizzare i dati dei visitatori per personalizzare le offerte e aumentare la fedeltà del cliente e di organizzare le esperienze enoturistiche in modo più efficiente, con una riduzione coerente del tempo per l’intero team.

 

 

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