Vinonews24
Le anteprime del brunello di montalcino 2019

Brunello di Montalcino 2023, per chi guarda la luna anziché il dito

di Daniele Becchi | 14 Aprile 2024

Crescita economica e solidità nel bicchiere a cornice di un territorio che punta deciso alla crescita dei volumi e dei valori, grazie anche alla nuova vita del Rosso di Montalcino

Un bicchiere convincente e tante progettualità segnano l’oggi di Montalcino, che risponde presente sui mercati internazionali, Usa in testa, forte anche di una simbologia (ri)confermata da Wine Spectator, con Argiano che ha riportato in Toscana – e a Montalcino – la palma di Wine of the Year già appartenuta ad alcuni dei vini più iconici del nostro paese. Per questo il confortante assaggio del millesimo 2019 sembra ulteriore vento in poppa per una denominazione che può contare su 8 milioni di bottiglie di grande (plus)valore che diventano più di venti contando anche il Rosso di Montalcino, che ha visto estendere la sua superficie di 350 ettari, a dimostrazione di tutta la sua vitalità commerciale.

UN ANNO DI CRESCITA PER IL BRUNELLO DI MONTALCINO

Il 2023 ha fatto registrare un fatturato in crescita del 10%, attestandosi a 230 milioni di euro. L’export, vero e proprio traino del successo, rappresenta oggi il 70% delle vendite, con gli Stati Uniti che si confermano il mercato più importante per la denominazione ilcinese, generando il 40% del fatturato estero. Buone performance anche sui mercati emergenti come Cina, Brasile e Russia, dove nel giro di 12 mesi le vendite sono cresciute del 15%.

“Il Brunello di Montalcino sta vivendo un momento di grande successo – è il commento di Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio – Il 2023 è stato un anno da record, con un fatturato in crescita del 10%. È importante continuare a promuovere il vino nel mondo e a investire nella ricerca per migliorare la qualità”.

vigneti a Montalcino

MONTALCINO: VENDEMMIA 2023, TRA SOLE E TEMPESTE

Un potenziale di 12 milioni di bottiglie, in linea con il 2022. Questa la prima stima consortile a riguardo di una vendemmia, la 2023, definita “complessa” dallo stesso direttore del Consorzio, Andrea Machetti. La causa è da ricercare nell’estate particolarmente calda e siccitosa, nonché negli improvvisi e violenti rovesci che hanno colpito l’area. Elementi che però non intaccano il risultato finale “comunque positivo”, possibile grazie alle assodate competenze tecniche oggi patrimonio diffuso del tessuto produttivo.

In tal senso vale la pena citare l’importante stanziamento di un milione di euro a favore del progetto triennale “Qualità delle uve”. Realizzato in collaborazione con Università di Siena, CREA-VIT e altri enti di ricerca, esso si pone l’obiettivo di migliorare la qualità del Brunello, intervenendo su aree quali studio del terroir e del microclima, tecniche di viticoltura sostenibile e di vinificazione, selezione di cloni di Sangiovese ad alta qualità.

CRESCONO GLI ETTARI DI ROSSO DI MONTALCINO DOC

Il 2023 sarà anche ricordato per l’incremento della superficie destinata a Rosso di Montalcino, brand sul quale il Consorzio ha iniziato un percorso di qualificazione, che ha nell’evento Red Montalcino il suo momento di incontro con il pubblico. Una tipologia in crescita, tanto nei valori quanto nei volumi, al punto che negli ultimi mesi dell’anno l’assemblea dei soci ha deliberato l’ampliamento di 350 ettari della superficie di vigneto atta a produrre il Rosso ilcinese, pari al 67% della superficie precedente, pari a 519,7 ettari. Una superficie scelta tra aree già coltivate a Sangiovese nel Comune di Montalcino, che dovrebbe garantire un aumento della produzione superiore ai 3 milioni di bottiglie annue.

ARGIANO 2018 SUL TETTO DEL MONDO

Il Brunello di Montalcino torna in cima alla classifica di Wine Spectator con l’annata 2018 di Argiano. Un dejà vu per la denominazione ilcinese, che ripopola così il ristretto – e tutto toscano – club di “Wine of the Year”, che ricomprende anche Sassicaia 2015, Casanova di Neri 2001, Ornellaia 1998 e Solaia 1997.

La ristorazione americana rilancia le vendite delle denominazione ilcinese, che si presenta sul mercato con due delle migliori vendemmie della storia recente.
veduta di Montalcino

IL BRUNELLO DI MONTALCINO NEL CALICE

Il 2019 fu un’annata segnata da un inverno mite, con poca neve, e una primavera calda e soleggiata. L’estate si presentò invece calda e siccitosa, con temperature superiori alla media e precipitazioni scarse. Le piogge difatti arrivarono solo a settembre, quando la vendemmia, la più precoce di sempre, era già iniziata.

Nonostante ciò, il millesimo si presenta compatto e fresco nel bicchiere, lasciando intravedere tratti tipici delle grandi annate. Espressivo, è sostenuto da una decisa verve minerale che nel rendere piacevole l’assaggio lancia chiari segnali di longevità. Un buon equilibrio, giocato ad alta quota, laddove sono pochi i vini capaci di arrivare e, soprattutto, restare. Questione di manico direbbero alcuni, non specificando se si riferiscono a quello che serve per galleggiare nell’aria o, più enoicamente, a quello necessario a fare – e rifare – ottimi vini. Non sono ovviamente mancate deviazioni al tema, perlopiù improntate agli eccessi che un’annata comunque calda porta in seno.

 

Nel bicchiere ci è piaciuta la grande espressività del Vigna Montosoli di Canalicchio di Sopra e il Brunello firmato Poggio Antico, dove struttura e persistenza inseguono un’idea d’eleganza fatta propria anche da Carpineto, che propone un 2019 di grande equilibrio.

Tutto da gustare anche Caprili, capace di sintetizzare compostezza e semplicità di beva, tratto quest’ultimo che condivide con Caparzo, altra piacevole conferma grazie alle godibili e fresche linee del suo Brunello ‘La Casa’, e Lisini, lieve eppure capace di impressionare.

Vigorosi come sempre i vini prodotti nel versante maremmano, con le piacevoli interpretazioni di Argiano, intenso come i luoghi che ospitano l’antica tenuta, e Ciacci Piccolomini d’Aragona, dotato di potenza gustativa e agilità in bocca.

Tratti più scuri, segnati da sottobosco, definiscono invece i contorni del Rosildo di Franco Pacenti e del Brunello di Montalcino di Albatreti, con il primo che vira verso note più gessose e il secondo verso un piacevole potpourri di fiori secchi e balsamicità.

La Fortuna con il suo ‘Giobi’, Abbadia Ardenga e Alessandro Rossi tre nomi infine da tenere a mente, o, meglio ancora, in cantina.

@2024 - The News 24 Associazione Culturale - Località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536
info@vinonews24.it
magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram