
Badia di Morrona si trova tra Pisa e Volterra, sulle colline che si estendono ai piedi di Terricciola. Dal 1939 la tenuta è di proprietà della famiglia dei Conti Gaslini Alberti e a loro si deve l’intuizione di dedicare questo territorio sia al sangiovese sia a vitigni internazionali. Il cuore della proprietà̀ è risalente al 1000 d.C. e il parco vitato di 110 ettari vede il sangiovese come vitigno principe con il 60% degli ettari. Il resto è piantato a vermentino, chardonnay, viognier, merlot, syrah e cabernet.
Da questo ventaglio di vigne nasce una collezione molto articolata dove brillano etichette come VignAalta e N’Antia insieme a Taneto, ma non mancano vini della denominazione come i Chianti I Sodi del Paretaio, nelle versioni annata e riserva, e altre etichette più quotidiane.
L’offerta si completa con una preziosa ospitalità̀. La tenuta è infatti punteggiata da grandi casali sapientemente ristrutturati che si offrono come perfetto punto di partenza per un'ospitalità a tutto tondo: accanto a numerose proposte enoturistiche, le ville della tenuta sono punti di partenza ideali per esplorare senza fretta questo angolo di Toscana inedito.

“Mio padre Duccio ha sempre pensato che sangiovese, cabernet e merlot e anche il syrah fossero uve necessarie e complementari per esplorare il potenziale espressivo di Badia di Morrona - spiega Filippo Gaslini Alberti, oggi alla guida della tenuta di famiglia - Nel tempo, studiando l’areale della tenuta abbiamo capito sempre meglio quali aree dedicare a ogni varietà e oggi siamo orgogliosi di aver messo a fuoco tre vini che interpretano con voci molto diverse il timbro originale di questo piccolo angolo di Toscana”.
VignAalta e N’Antia sono i due cru storici di Badia di Morrona, sangiovese in purezza il primo e classico bordolese il secondo. “Dedizione al vitigno principe della Toscana ma anche apertura internazionale con nobili uve d’oltralpe”, questa era la visione del Conte Duccio Gaslini Alberti. E tutt’ora è la prospettiva dell’azienda. Taneto, nato all’inizio degli anni 2000, è l’interpretazione più giovane e creativa dei terroir di Badia di Morrona, con il syrah protagonista che descrive bene l’armonia del paesaggio.

In tutti i vigneti viene applicato il principio della lotta integrata. Quest’approccio semplice ed essenziale in vigna si traduce nella pratica del sovescio con la leguminosa favino, prevista a filari alternati per la maggior parte delle vigne, in una concimazione esclusivamente organica, a base di letame di vitello e pecora, e in trattamenti con rame e zolfo ridotti al minimo. La pratica della sfogliatura permette di tenere più arieggiati e illuminati i grappoli, mentre per la potatura si utilizzano forbici ricaricate con l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico aziendale.
Inoltre, tutte le vigne in cui nascono i vini più prestigiosi vengono lavorate esclusivamente a mano e diradate con cura per indirizzare gli sforzi delle piante sui grappoli migliori.
La cantina che si trova oggi proprio a Morrona, frazione di Terricciola è concepita in chiave moderna per essere il più possibile discreta e integrata nel paesaggio: quasi sparisce nella collina, resta visibile solo il piazzale di ricezione delle uve mentre il resto è parzialmente interrato e permette quindi l’ingresso dell’uva per gravità.
Sempre nell’ottica della sostenibilità ambientale, la cantina è dotata di un grande impianto fotovoltaico e di un impianto di fitodepurazione delle acque che possono così essere riutilizzate per l’irrigazione e i lavaggi. Completano la struttura della cantina i luoghi deputati all’assaggio: la sala degustazione e la terrazza accanto al wine shop aziendale.
Nel concetto di accoglienza di Badia di Morrona non poteva mancare un assaggio enogastronomico a tutto tondo del territorio. In un’oasi protetta dai boschi circostanti, la Locanda La Fornace - dal nome dell’omonimo podere - è il ristorante della tenuta, dove si possono assaporare specialità toscane e, naturalmente, l'olio extra vergine di oliva così come i vini di Badia di Morrona. Tutti gli ingredienti utilizzati sono stagionali e a km 0 e tra i piatti da non perdere ci sono i primi di pasta fresca fatta in casa, le succulente bistecche alla Fiorentina cotte sulla grande brace all’aperto e i piatti della tradizione a base della selvaggina proveniente dalla riserva aziendale.
Uvaggio: sangiovese
Vinificazione: in acciaio; affinamento di due anni in botti da 25 hl di rovere francese, passaggio in vasca di cemento e sosta minimo di 24 mesi in bottiglia
È il sangiovese più nobile della tenuta. Vengono destinate a VignAalta solo le uve più belle del vigneto omonimo che, come lascia intuire il nome, copre la collina più̀ elevata del parco vitato: un appezzamento di 8 ettari. Qui i suoli sono ricchi di sabbia ed emergono ovunque coralli fossili, segno evidente dell’antica presenza del mare.
Il naso è intenso e complesso con sentori floreali e di frutta a bacca rossa, mora, prugna, susina, spezie dolci e in parte cuoio e frutta secca. In bocca è pieno e avvolgente, abbastanza morbido e fresco, il tannino è ben integrato. Complessivamente robusto, intenso, fine equilibrato e persistente. Pronto e con una lunga prospettiva davanti. Si abbina a selvaggina, carni alla griglia, formaggi stagionati e particolarmente saporiti.

Uvaggio: cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot
Vinificazione: in acciaio; affinamento di 15 mesi in barrique e passaggio in vasca di cemento prima dell’imbottigliamento
È una cuvée di cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot frutto di un’unica vigna che ospita i filari più vecchi della proprietà (oltre 35 anni). Qui le viti affondano le radici in terreni ricchi di argilla punteggiati di travertino. Colore rosso rubino profondo, il naso intenso e decisamente complesso con note di frutta matura, prugna, carruba, spezie in particolare noce moscata e chiodi di garofano, cioccolato bianco, tabacco dolce e una lieve tostatura. Al palato è avvolgente, morbido e caldo, abbastanza tannico e fresco. Equilibrato, fine, armonioso, robusto e quasi maturo. Intenso e lungo. Vino da arrosti, da formaggi stagionati, selvaggina, pasta al ragù di cinghiale.

Uvaggio: syrah, sangiovese, merlot
Vinificazione: in acciao, con affinamento di 12 mesi in barrique. Solo il sangiovese in botti grandi da 25 hl. Dopo l'assemblaggio, sosta brevemente in vasche di cemento e almeno 10 mesi in bottiglia.
È un blend di syrah, soprattutto, più una piccola parte di sangiovese e merlot prodotto in circa 20.000 bottiglie. Il naso è intenso e complesso con prevalenza di note speziate di pepe nero, cannella, noce moscata, cacao e di piccola frutta matura a bacca nera, oltre ad aromi floreali di viola; lieve sentore balsamico e di tabacco. Al palato è pieno, avvolgente, morbido e caldo, lievemente tannico e minerale. Ottima persistenza. Equilibrato, fine, armonioso, di corpo tra il medio e il robusto e pronto come stato evolutivo, con un discreto orizzonte davanti prima di arrivare alla piena maturità. Vino da primi piatti a base di ragù importanti di carne, lasagne alla bolognese, carni grigliate, formaggi stagionati, spezzatino di cinghiale.

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