
L’indagine antidumping sui brandy e cognac importati dall'Unione Europea avviata dal governo cinese sta sconquassando il comparto beverage del vecchio continente, con molti titoli degli spirits finiti in rosso ancor prima che la situazione precipiti, tra cui i francesi Pernod Ricard e Remy Cointreau.
L’indagine, avviata a seguito di una richiesta di un’associazione nazionale di liquori, prende di mira le bevande alcoliche prodotte da vino d’uva distillato, vendute in recipienti inferiori ai 200 litri.
Quella che per molti analisti è una ritorsione di Pechino nei confronti dell’indagine di Bruxelles contro i veicoli elettrici cinesi che non favorirebbero la concorrenza sta avendo effetti pesanti soprattutto sulla Francia, patria di cognac e armagnac tra i più rinomati al mondo, che rappresentano il 97% del mercato europeo di questa tipologia di spirits e che sono molto gettonati in Cina.
Se il paese asiatico alzasse come si teme i dazi doganali a dismisura, i cognac transalpini perderebbero da un giorno all’altro il 25% della loro fetta di export senza alcuna prospettiva di ripresa a breve (come successo ai vini australiani, puniti dal 2021 con un +200% di tasse per le accuse del loro primo ministro sull’origine del virus Covid).
Una mazzata, dunque, che andrebbe ad aggiungersi al rallentamento di cui stanno già soffrendo le esportazioni di cognac e altri alcolici causato dall’aumento dell’inflazione.
Dopo tre anni di ottimi risultati, l'export del distillato di vino francese è diminuito del 19% fra il 2022 e il 2023.
Come diretta conseguenza delle manovre ostruzionistiche del governo cinese, i vini bianchi dell'annata 2024 destinati al cognac si riverserebbero sul mercato entro fine anno, scatenando un effetto domino a danno dell’intero vigneto d’oltralpe.
Per non parlare dei produttori medio-piccoli, che, non avendo più accesso al mercato cinese rischierebbero di essere spazzati via, non avendo le risorse e gli strumenti dei grandi marchi.
Il Bureau National Interprofessionnel du Cognac, l'associazione che raggruppa i professionisti della filiera, rimane comunque fiducioso in una risoluzione positiva della vicenda, sostenendo che il braccio di ferro tra Cina e Europa nasca da altre questioni e che il settore vitivinicolo sia stato tirato in mezzo suo malgrado.
ULTIME
NOTIZIE
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.