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Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d'Asti e vini del Monferrato

Barbera d’Asti e Monferrato, vini “giovani” per un 2024 di svolta (con l’enoturismo)

di Giambattista Marchetto | 5 Aprile 2024

Intervista al presidente Maccario che disegna una prospettiva positiva per l’anno in corso, in recupero dopo il -4% del 2023. Energie concentrate su enoturismo e internazionalizzazione. In casa, anticipa l’intenzione del Consorzio di assumere il ruolo di capofila della Douja d’Or.

C’è dell’ottimismo in Monferrato. Il Consorzio di Barbera d’Asti e Vini del Monferrato archivia infatti la lieve flessione del 2023 (-4%) e guarda avanti con la convinzione di poter fare bene, in particolare concentrando le energie sulla promozione del territorio attraverso l’esperienza enoturistica e sull’apertura di nuovi mercati internazionali.

Nell’intervista a Vinonews24, il presidente Vitaliano Maccario anticipa le linee progettuali per il 2024 e conferma l’entusiasmo con cui il Consorzio si approccia al Vinitaly 2024, ma anche i lavori in corso per rilanciare la Douja d’Or da capofila.

 

Presidente Maccario, qual è lo stato dell’arte in casa Monferrato? Qual è il polso della denominazione e come sta vivendo questo momento complesso?

In questo momento complesso, la resilienza e l’eccellenza del Monferrato si sono nuovamente dimostrate. Il 2023, nonostante le sfide imposte da un clima capriccioso e una contrazione generale del mercato, che ci ha visti chiudere l’anno con una lieve flessione del 4% rispetto al 2022, ha altresì evidenziato la solidità e il prestigio delle nostre denominazioni. Le difficoltà incontrate hanno messo a dura prova la nostra tenacia, ma ciò non ha scalfito la qualità e l’appeal internazionale dei vini del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, piuttosto li ha riconfermati come sinonimi di eccellenza riconosciuta.

Grazie al costante impegno dei nostri viticoltori e alla strategica visione di promozione e valorizzazione delle piccole denominazioni emergenti, stiamo assistendo a un incoraggiante recupero. I dati preliminari sull’imbottigliamento del 2024 indicano infatti un trend positivo, segno di una resilienza che alimenta la fiducia per un anno di riscatto. In particolare, la denominazione Barbera d’Asti continua a distinguersi, frutto di un meticoloso lavoro di squadra focalizzato sulla qualità, che ci fa guardare al futuro con ottimismo e la convinzione che il 2024 segnerà un momento importante per il nostro territorio e i nostri vini”.

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vigneti a Castagnole Monferrato

Il 2024 si è aperto con molti dubbi in prospettiva e ora, quasi a fine primo quarto, qualcuno dice che pensava peggio mentre altri vedono nubi all’orizzonte. Voi vedete il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Sicuramente vediamo il bicchiere mezzo pieno; questa visione è radicata profondamente nell’indole e nella storia del nostro territorio. La fiducia che nutriamo nei confronti del futuro del Monferrato e delle sue denominazioni deriva non solo da un ottimismo innato ma anche da una serie di dati concreti e successi accumulati negli ultimi anni. Negli ultimi dieci anni, abbiamo assistito infatti a una crescita esponenziale, non solo in termini di volume produttivo ma anche per quanto riguarda la qualità e la reputazione dei nostri vini sui mercati nazionali e internazionali.

Questo slancio positivo si riflette nella crescente attrazione dell’enoturismo, che testimonia l’apprezzamento globale per la nostra regione, e nel consolidamento dei nostri mercati focus. La strategia di valorizzazione delle piccole denominazioni, insieme a una promozione mirata e al rafforzamento dell’identità territoriale, ci permette di affrontare le sfide con una rinnovata energia.

La resilienza dimostrata dal nostro settore vitivinicolo, anche di fronte alle avversità climatiche e di mercato degli ultimi anni, è una testimonianza del lavoro duro e della passione dei nostri viticoltori. La capacità di mantenere standard elevati di qualità, pur navigando in acque talvolta turbolente, ci rende quindi ottimisti per il futuro”.

 

Come vi presentate al Vinitaly?

Siamo entusiasti all’idea di partecipare a questa kermesse di rilevanza non solo nazionale ma anche internazionale, un momento di incontro fondamentale per il dialogo diretto con il mondo del vino a livello globale. La partecipazione a Vinitaly rappresenta infatti per noi una tappa cruciale nel percorso di internazionalizzazione che abbiamo intrapreso, un’opportunità per mostrare agli operatori del settore italiani ed esteri presenti in fiera la forza, la tradizione e la modernità che caratterizzano i vini del Monferrato. La presenza al padiglione Piemonte sarà per noi un’occasione preziosa per rafforzare le relazioni con operatori del settore, buyer e visitatori, avvalendoci di un approccio che pone al centro l’eccellenza e l’autenticità dei nostri prodotti.

Tutti i nostri associati, che si presenteranno ben strutturati e preparati, sono l’anima di questa missione: lavorare insieme per valorizzare al meglio il patrimonio enologico del nostro territorio e per trasmettere la passione che anima ogni bottiglia prodotta nel Monferrato”.

 

Su quali nuovi progetti state lavorando?

Il Consorzio sta investendo risorse e idee in un’iniziativa di ampio respiro, che si prefigge di valorizzare e promuovere il Monferrato non solo come eccellenza vitivinicola, ma come destinazione enoturistica a 360 gradi, ricca di tradizioni gastronomiche e culturali. L’obiettivo è di rafforzare prima di tutto il legame con il nostro territorio, creando sinergie e connessioni che ne esaltino la bellezza e l’autenticità, per poi proiettare questa ricchezza sul palcoscenico internazionale.

Questo progetto, che verrà presentato ufficialmente a settembre, rappresenta un passo fondamentale nel nostro percorso di promozione. Crediamo fermamente che realizzare un buon lavoro “a casa nostra” sia il primo passo indispensabile per potersi poi aprire con successo al mondo esterno, e con questo spirito stiamo pianificando ogni aspetto dell’iniziativa, con l’obiettivo di creare qualcosa di realmente impattante e duraturo.

Uno degli aspetti centrali di questo progetto è la nostra volontà di assumere un ruolo di capofila nell’organizzazione della Douja d’Or, una delle manifestazioni più prestigiose legate al mondo del vino che si tiene ad Asti. La nostra visione è quella di rinnovare e arricchire questa storica kermesse, focalizzandoci ancor più sul vino e sulle eccellenze del nostro territorio, per renderla un punto di riferimento ancora più significativo per appassionati, operatori del settore e visitatori da tutto il mondo.

L’ambizione è quella di trasformare la Douja d’Or in un format itinerante che, partendo da Asti, possa esportare la cultura del vino e dell’enogastronomia del Monferrato in altre parti del mondo. Questa strategia mira a internazionalizzare la manifestazione, rendendola un veicolo privilegiato per la promozione delle nostre denominazioni, facendo leva sull’unicità delle nostre produzioni e sull’ospitalità che caratterizza il Monferrato”.

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le colline del Monferrato

I mercati non vivono un momento facile, in Italia e su scala internazionale. Qual è la percezione in casa Monferrato e quali azioni prevedete di adottare per controbilanciare le tensioni?

In un panorama globale caratterizzato da incertezze economiche e tensioni di mercato, la nostra percezione in casa Monferrato rimane ottimista. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma allo stesso tempo fiduciosi nella forza e nell’attrattiva delle nostre denominazioni. La versatilità dei nostri vini, che spazia dalla Barbera d’Asti, apprezzata per la sua immediata bevibilità, al Nizza Docg, che l’anno scorso ha registrato performance eccezionali nonostante il contesto di mercato contratto, rappresenta il cuore della nostra strategia per affrontare questo momento complesso.

L’approccio che abbiamo deciso di adottare si concentra sul rafforzamento e il consolidamento dei nostri mercati chiave del Nord Europa – Norvegia, Finlandia, Svezia e Danimarca – in Germania e USA, dove abbiamo riscontrato segnali positivi e un crescente interesse per i nostri prodotti. Questa scelta strategica si basa sulla convinzione che un forte ancoraggio nei mercati in cui siamo tradizionalmente apprezzati sia essenziale per costruire una base solida da cui espandere ulteriormente la nostra presenza internazionale. Parallelamente, senza distogliere lo sguardo dai nostri obiettivi di consolidamento, stiamo attivamente lavorando per esplorare e penetrare nuovi mercati promettenti in Asia, come Cina, Giappone, Sud Corea, Taiwan, Vietnam e Singapore.

Inoltre, stiamo incrementando le iniziative di formazione e degustazione dirette a operatori del settore e consumatori, per aumentare la conoscenza sui distintivi qualitativi e sulla storia delle nostre denominazioni. Questo approccio è fondamentale per costruire una base di apprezzamento profondo che trascenda le fluttuazioni di mercato e crei legami duraturi con i nostri vini”.

 

Quale segno vorrebbe lasciare con la sua presidenza dopo questo mandato?

Durante il mio mandato, il cuore del mio impegno è stato ed è quello di trasmettere e consolidare l’immagine delle nostre denominazioni non solo a livello locale, ma su scala globale. Con 25 anni di esperienza e dedizione, ho avuto l’onore di rappresentare e promuovere il patrimonio enologico del Monferrato in ogni angolo del mondo. Il segno che desidero lasciare al termine della mia presidenza si radica in questa duplice visione: da una parte, desidero che chiunque visiti il nostro territorio possa percepire immediatamente la ricchezza, l’autenticità e la passione che animano i nostri vini, riconoscendo il Monferrato come un luogo unico e irripetibile nel panorama vitivinicolo mondiale. Dall’altro, ambisco a una sempre maggiore internazionalizzazione delle nostre denominazioni, affinché tutte le espressioni enologiche del nostro terroir possano essere apprezzate e riconosciute come simboli di eccellenza in ogni parte del globo.

Il lascito che aspiro a consegnare è quindi un Consorzio ancora più unito e proiettato verso l’esterno, un tessuto produttivo e territoriale capace di esprimere al massimo il proprio potenziale, e una comunità locale orgogliosa delle proprie radici e delle proprie conquiste”.

 

La Barbera d’Asti è un vino giovane? E qual è la percezione delle altre denominazioni tra le nuove generazioni?

Sì, ritengo che sia un vino giovane. La Barbera d’Asti, con la sua innata freschezza e immediata bevibilità, si rivela essere in effetti un vino particolarmente apprezzato dalle nuove generazioni. Queste caratteristiche rendono la Barbera d’Asti un eccellente punto di partenza per i giovani che desiderano esplorare la ricca tradizione enologica del Monferrato.

Parallelamente, denominazioni come il Grignolino e il Ruchè di Castagnole Monferrato stanno registrando un’interessante ascesa di popolarità tra i giovani consumatori. La loro riscoperta può essere attribuita alla tendenza verso vini che si distinguono per leggerezza e freschezza, caratteristiche ideali per occasioni conviviali e meno formali. Questi vini, grazie alla loro accessibilità e al loro profilo gustativo poco impegnativo, rappresentano veri e propri ponti culturali che invitano i giovani a innamorarsi non solo delle specifiche etichette ma dell’intero panorama enologico del Monferrato e dell’astigiano.

È proprio su questa percezione e su queste tendenze che desideriamo lavorare: rendere le denominazioni del Monferrato non solo simboli di eccellenza enologica ma anche espressioni di un lifestyle contemporaneo e sostenibile, capaci di catturare l’immaginazione e il palato delle nuove generazioni, guidandole in un viaggio appassionante alla scoperta delle infinite sfumature del nostro territorio”.

 

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