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Secondo ricerca ITA.BIO e Nomisma, +8% in 2023 export del biologico italiano. Germania primo mercato per food&wine. Vino traina in Benelux.

Biologico italiano, + 8% export nel 2023. Vino traina in Benelux

di redazione | 29 Marzo 2024

Secondo una ricerca ITA.BIO di Nomisma, cresce del +8% nel 2023 l’export del biologico italiano. Germania primo mercato europeo per il food&wine. Il vino traina il settore nel Benelux.

Cresce l’export di prodotti bio made in Italy nel mondo. Nel 2023 si registra un aumento a valore del +8% sul 2022, con un peso del biologico sull’export agroalimentare italiano del 6%.

Relativamente all’Europa, la Germania si conferma al primo posto assoluto come mercato di destinazione dei prodotti bio italiani, sia per quanto riguarda il food (il 69% delle aziende intervistate esporta bio in questo mercato) sia per il wine (il 66%).

Al secondo posto si colloca il Benelux, con il 39% delle aziende food e il 52% di quelle vitivinicole presenti in questo mercato, seguito a ruota dai Nordics, rispettivamente con il 31% e il 52%.

Il vino e la pasta rappresentano i prodotti che trainano il bio italiano in Benelux, seguiti da formaggi e olio extravergine di oliva.  Nell’ultimo anno quasi il 60% dei wine users ha consumato almeno una volta vino italiano e, di questi, uno su quattro ha privilegiato quelli a marchio bio.

Queste le evidenze alla base del focus di ITA.BIO, la piattaforma online di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del biologico made in Italy curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio, che ha approfondito le dinamiche del settore nei paesi dell’area Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo).

FOCUS BENELUX: BIO ITALIANO IN GRANDE CRESCITA

Per quanto riguarda il Benelux, l’analisi ha confermato che il trend del settore biologico è positivo nel lungo periodo su tutti i paesi considerati: i Paesi Bassi contano oltre 1,4 miliardi di euro di vendite di prodotti biologici nel 2022 (+81% rispetto al 2012) e rappresentano il primo mercato europeo per import di prodotti bio.

In Belgio il bio sfiora il miliardo, con una variazione a tre cifre negli ultimi dieci anni (+144% nel 2022 rispetto al 2012).

Il Lussemburgo, seppur con una quota di mercato giocoforza più ridotta (164 milioni di euro), è il paese dell’area con l’incidenza del bio sul totale della spesa alimentare più elevata (8% rispetto al 4% del Belgio e il 4% dei Paesi Bassi) e la spesa pro-capite per prodotti alimentari bio più rilevante (259 euro a persona, contro gli 81 euro dei Paesi Bassi e gli 84 euro del Belgio).

La survey sui consumatori del Benelux realizzata da Nomisma ha mostrato come la crescita degli acquisti bio in questi mercati sia guidata da una consumer base abbastanza giovane e sensibile al tema della sostenibilità, ma sempre con grande attenzione al prezzo.

Valore aggiunto in termini di sostenibilità ambientale e sociale, di sicurezza alimentare e una maggiore qualità percepita (in termini organolettici ma anche di proprietà nutrizionali) sono i fattori che hanno spinto il 72% dei consumatori ad aver acquistato prodotti alimentari bio nell’ultimo anno.

La propensione all’acquisto di prodotti biologici è più elevata in specifici cluster di popolazione: si tratta di famiglie con figli piccoli, con redditi medio alti e con un buon livello di istruzione.

Il canale privilegiato di acquisto del biologico in Benelux è senza dubbio il supermercato, tanto che il 78% degli acquirenti passa principalmente per questo canale.

Per accrescere diffusione, consapevolezza e interesse verso il biologico italiano, il consumatore del Benelux richiede una maggiore tracciabilità dei nostri prodotti (il 28% ritiene incentivante la presenza di un logo che certifichi la provenienza italiana di tutte le materie prime) ma anche maggiori informazioni rispetto alla loro sostenibilità (ambientale, sociale ed economica).

Ruolo fondamentale gioca anche la marca (del produttore in primis) ma accompagnata da importanti azioni di promozione sul territorio, a partire dalle attività di tasting in gdo (ritenuta dal 39% dei consumatori la leva principale per avere maggiori informazioni sui prodotti alimentari made in Italy biologici).

Il vino e la pasta rappresentano i prodotti che trainano il bio italiano in Benelux, seguiti da formaggi e olio extravergine di oliva.
vino biologico

Informazioni e comunicazione giocano un ruolo fondamentale nell’accrescere l’attuale consumer base di prodotti biologici italiani: il consumatore del Benelux chiede maggiori garanzie rispetto alla provenienza e alla tracciabilità dei nostri prodotti, tanto che l’idea di un marchio bio italiano che certifichi l’origine 100% made in Italy delle materie prime è una iniziativa accolta positivamente da parte del 49% dei consumatori” – commenta Silvia Zucconi, Chief Operating Officer Nomisma.

Il consumo di prodotti biologici, pur se mediamente più cari, è in crescita – spiega Tindaro Paganini, direttore dell’officio ICE BruxellesA spiegare questa tendenza sono fattori come una crescente consapevolezza dei consumatori circa l’agricoltura biologica e un’attenzione alla qualità dei prodotti, percepita superiore nel biologico”.

Il grande apprezzamento del bio italiano a livello internazionale nasce dalla combinazione dell’alta qualità delle eccellenze enogastronomiche italiane con il valore della sostenibilità, dato dalla certificazione biologica che tutela la fertilità del suolo e la salute delle persone e degli ecosistemi” dichiara Aldo Cervi, responsabile Internazionalizzazione e Progetti di Filiera FederBio.

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