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Nel 2023 nel Far East calano gli acquisti di vino italiano. Il Belpaese copre il 10% del mercato in Cina, 12% in Giappone, 13% in Corea Sud.

Far East e la crisi del vino, soffre l’export italiano

di redazione | 25 Marzo 2024

Secondo il report Nomisma Wine Monitor, nel 2023 nel Far East calano gli acquisti di vino italiano. Il Belpaese copre il 10% del mercato in Cina, il 12% in Giappone e il 13% in Corea. La Francia resta leader.

Prosegue anche nel 2023 la discesa delle importazioni di vino da parte della Cina a causa del rallentamento dell’economia interna. Il mercato cinese dal 2018 ha perso cinque posizioni a livello mondiale per valore, scivolando dal quarto al nono posto, evidenziando nel 2023 un calo superiore al 20% rispetto al 2022.

Una tendenza negativa, questa, che ha investito anche paesi come la Corea del Sud e il Giappone, importanti mercati di destinazione in Estremo Oriente per il vino made in Italy.

È la fotografia che emerge dal report sul mercato vinicolo nel Far East condotto da Nomisma Wine Monitor.

ITALIA TERZA IN CINA

La Francia si conferma il primo partner commerciale della Cina, con quasi il 50% della quota di mercato, seguita dal Cile e dall’Italia, che si colloca sul terzo gradino del ranking con il 10%.

L’Australia, leader nel 2020, continua invece a rimanere esclusa dalla classifica in seguito ai pesanti dazi imposti dalla Cina negli ultimi anni, per quanto un accordo raggiunto tra i due governi dovrebbe mettere fine allo stallo già da quest’anno.

Nel complesso tutti i primi 5 Paesi partner commerciali del paese asiatico cedono sul versante del valore delle esportazioni, ad esclusione degli Usa.

ITALIA TERZA IN COREA, SECONDA IN GIAPPONE

Per quanto riguarda la Corea del Sud, dopo cinque anni di crescita continua, nel 2023 il mercato ha registrato una battuta d’arresto nelle importazioni di vino, con una diminuzione sia a valore sia a volume rispetto all’anno precedente.

Nonostante un calo significativo, anche in questo caso la Francia si conferma primo partner commerciale del paese, seguita nell’ordine da Stati Uniti, Italia (con una quota del 13%), Cile e Spagna.

Infine, anche il Giappone nel 2023 ha manifestato una flessione nelle importazioni, evidenziando un calo sia a valore sia a volume rispetto al 2022. Nello specifico, le importazioni di vino nel 2023 vedono ancora una volta la Francia al comando, con una quota di mercato che sfiora il 60%. Segue l’Italia con il 12%, in linea con il 2022.

Nel contesto asiatico dei consumi di vino, la Cina continua a perdere posizioni, denotando cali sia nelle importazioni che nella produzione interna, mentre Giappone e Corea del Sud, pur a fronte di questa battuta d’arresto che trova tratti comuni a livello globale, dovrebbero mantenere significative potenzialità di crescita e di interesse verso i vini italiani” sottolinea Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor.

vino italiano in difficoltà nei principali mercati del Far East
vino italiano

CALI IN TUTTE LE TIPOLOGIE, SOFFRONO I DOP PIEMONTESI E VENETI

Nel 2023 le importazioni in Cina di vini fermi e frizzanti imbottigliati diminuiscono sia a valore sia a volume. La Francia si conferma leader di mercato, seguita dal Cile e dall’Italia.

In Corea del Sud, dove i vini imbottigliati rappresentano circa i tre quarti dei vini importati, si registra un calo superiore al 20% sia a valore sia a volume, con l’Italia che si conferma al terzo posto alle spalle di Francia e Usa.

In questo specifico segmento la Francia è leader anche in Giappone, precedendo nell’ordine l’Italia, gli Stati Uniti, il Cile e la Spagna.

Relativamente alla categoria sparkling, in Cina si registrano marcate contrazioni sia a volume sia a valore, con la Francia che mantiene saldamente la leadership di mercato, precedendo l’Italia.

In Corea del Sud, si registra un aumento a valore (+3,6%), cui si contrappone un calo dell’import a volume superiore al 20%. In questo mercato, l’Italia si conferma in seconda posizione malgrado vistosi cali sia a valore che a volume.

In Giappone, infine, la categoria sparkling registra una lieve diminuzione a valore rispetto al 2022 a fronte di una riduzione a doppia cifra nelle quantità importate.

In merito all’import di vino sfuso, in Cina le contrazioni sono state più consistenti rispetto all’anno precedente, con l’Italia che esce dalla classifica dei top 5 esportatori, mentre per la Corea del Sud, quello del vino sfuso è il segmento che ha registrato sensibili aumenti nelle importazioni sia a valore sia, soprattutto, a volume.

In Giappone, invece, le importazioni di questa tipologia di vino hanno subito cali vicini al 20%.

La negatività generale registrata nel 2023 ha influenzato anche le esportazioni di vini Dop italiani: in Cina, tra le principali denominazioni importate hanno sofferto maggiormente i rossi Dop piemontesi e veneti, mentre sono cresciuti gli acquisti di rossi toscani, così come in Corea del Sud e Giappone.

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