
A Vistorta, la prima domanda che viene fatta all’enoturista in visita è: a che ora vuole andare via? Già, perché la disponibilità di tempo è determinante per apprezzare tutto quel che offre questa tenuta, che sorge in un borgo duecentesco nel territorio comunale di Sacile. Siamo in Friuli, nel territorio delle Grave, zona storica di viticoltura. E Vistorta è certamente una delle realtà portabandiera di questo territorio e della denominazione grazie anche alla fama di un suo vino, che fu il frutto della determinazione e della visione del conte Brandino Brandolini d’Adda: il Merlot.
“La visita in cantina, partendo da quella storica con 150 vendemmie all’attivo, è un viaggio nella storia dei nostri vini e dei cambiamenti avvenuti in azienda”, racconta Alec Ongaro, enologo di Vistorta.
Dopo gli anni 80 il conte Brandino, che aveva vissuto in Francia a Bordeaux e nel Médoc, avendo notato diverse affinità nei terreni e nei climi tra la grande regione francese dei vini rossi e il suo Friuli, decise di salvaguardare le centenarie viti di Merlot presenti nella proprietà di Vistorta e di puntare, come nei grandi chateau, su un solo vino: il Merlot di Vistorta. Anche la vinificazione avviene separatamente per gestire al meglio le macerazioni in base alle caratteristiche delle uve, variando lunghezza e intensità dei rimontaggi vasca per vasca.
Oggi il Merlot è la punta di diamante di un’offerta che, negli anni successivi, è stata potenziata con l’introduzione di varietà autoctone come il Friulano, la Ribolla, il Refosco, che accompagnano il Pinot grigio e lo Chardonnay. Tra le ultime novità, compaiono Bianca e Brando, due vini da monovitigno (rispettivamente 100% friulano e 100% merlot) che vengono prodotti con tecniche tradizionali come la prolungata macerazione sulle bucce, le follature manuali, le fermentazioni spontanee in botti aperte.

L’esperienza da Vistorta non si ferma e non si può fermare in cantina, del resto la villa padronale e gli edifici agricoli annessi sono di origine ottocentesca, costruiti su indicazione di un antenato degli attuali proprietari, Guido Brandolini. Negli anni 60 del secolo scorso fu il parco della residenza a essere oggetto di un ampliamento e di una riorganizzazione diretta dall’architetto paesaggista inglese Russell Page.
La visita in cantina è prenotabile solo telefonicamente e non c’è un prezzo di riferimento, perché l’esperienza deve essere costruita su misura e in base alle aspettative e alle esigenze dell’enoturista, partendo dai vini in degustazione. Vistorta, infatti, offre la possibilità di un viaggio nel tempo attraverso il suo Merlot, che è stato saggiamente custodito all’interno delle cantine. Oggi si può degustare ogni annata a partire dal 1996.
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