
Il report di Nomisma sul consumo di prodotti biologici in Italia fotografa un mercato interno dinamico che supera i 5,4 miliardi, e un export in crescita. Consumatori sempre più orientati a scelte sane e sostenibili.
I consumatori italiani sono sempre più orientati verso i prodotti biologici: la recente indagine di Nomisma sull'acquisto di prodotti bio nel Belpaese, realizzata nell’ambito del progetto Being Organic in Eu promosso da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziato dall’Unione europea, mostra come il biologico mantenga un ruolo chiave nella filiera agroalimentare e nelle preferenze dei consumatori, tanto che il mercato interno supera nel 2023 i 5,4 miliardi di euro (+ 8% rispetto al 2022).
A trainare la crescita sono stati i consumi fuori casa con una crescita del +18% e un valore di quasi 1.3 miliardi di euro.
Dopo la leggera inclinazione dello scorso anno, anche i consumi domestici hanno registrato un andamento positivo pari al +5%. In confronto al 2022, le vendite della rete dei negozi specializzati hanno iniziato a crescere di nuovo, aumentando del 4,5% mentre la distribuzione moderna è aumentata in valore del 5% confermandosi il canale di riferimento degli acquisti per il consumatore italiano con 2,1 miliardi di euro, anche per i prodotti bio.
All'interno del grocery retail, nel 2023, il canale ipermercati + supermercati ha rappresentato circa 1,5 miliardi di euro di vendite di prodotti biologici, in espansione rispetto al 2022.
Gli altri canali sono invece cresciuti del 6% (vendita diretta realizzata in mercatini e aziende, gruppi di acquisto solidale, farmacie, parafarmacie e erboristerie).
Positiva anche la performance dell’export di prodotti agroalimentari italiani bio che raggiunge i 3,6 miliardi di euro nel 2023, segnando una crescita del +8%.
La gran parte delle esportazioni (81% del totale) riguarda i prodotti agroalimentari mentre il vino pesa per il restante 19% (una quota maggiore di quanto si registra considerando l’export agroalimentare italiano in generale).

Questi numeri si innestano in un quadro di una attenzione sempre maggiore alla spesa da parte dei consumatori e di un crescente orientamento verso scelte sostenibili, attente alla salubrità dei prodotti e alla loro provenienza.
È pari all’86% del totale la quota di user di prodotti 100% vegetali, inoltre il bio rappresenta ancora per la maggior parte degli acquirenti (58%) la prima scelta.
Questo perché il 27% dei consumatori in Italia ritiene i prodotti biologici più sicuri per la salute rispetto all’opzione convenzionale, ma anche perché sono valutati (da due su tre) come sostenibili (il 23% li ritiene più rispettosi dell’ambiente, il 10% del benessere animale e un ulteriore 10% fa riferimento alla sostenibilità sociale e intende favorire i piccoli produttori).
Chi sceglie bio oggi è un consumatore attento e che esige informazioni: innanzitutto richiede di entrare nel merito della comprensione delle differenze esistenti tra il prodotto bio e quello convenzionale (per l’85% degli intervistati), del profilo di sostenibilità collegato al metodo di produzione biologica (72%), dei vantaggi concreti del metodo bio per l’ambiente (75%).
ANCHE L’INFLAZIONE PESA SU SCELTE PIÙ OCULATE
Nel 2023 lo scenario inflattivo è cambiato, con una dinamica in progressivo rallentamento: la crescita dei prezzi è stata pari al 5,7%, in calo rispetto all’8,1% del 2022 ma con impatti che rimangono ancora rilevanti sulle famiglie italiane.
Situazione che, nonostante il rallentamento nella crescita dei prezzi, ha spinto i cittadini ad adottare azioni di salvaguardia del potere di acquisto.
In questo contesto, circa 9 italiani su 10 hanno messo in atto strategie per gestire la spesa alimentare.
Per il 2024 sembrano migliorare le intenzioni di spesa sui consumi domestici: non solo si torna a rimpinguare il carrello ma la tavola degli italiani dovrà essere, oltre che conveniente, salutare, tradizionale, a basso impatto ambientale, semplice, essenziale.
Segnale ulteriore che sia in atto una inversione di tendenza nel carrello della spesa è dato dal fatto che l’ortofrutta, dopo le rinunce registrate nel periodo estivo, è ora tra i prodotti con maggiore incremento nelle vendite.
Queste abitudini riflettono un maggiore impegno nel ridurre l’impatto climatico delle proprie azioni anche negli acquisti di tutti i giorni.

BOLOGNAFIERE APRE ALLE NUOVE ESIGENZE DI BUSINESS E DI CONSUMO
Un’evoluzione nei consumi e nei trend di settore dei prodotti biologici, in Italia e all'estero, che si tradurrà anche in una nuova concezione di manifestazioni fieristiche, che suggerisce di passare da una fiera di prodotto a una fiera di canale.
BolognaFiere – tra i principali operatori del panorama fieristico mondiale – ha già adottato questo approccio con MARCA by BolognaFiere, dove ogni anno espongono più di 250 aziende del biologico, interessate principalmente al segmento Gdo.
Analogamente, organizzerà SANA, Salone internazionale del biologico e del naturale, proponendo alle sue aziende clienti target profilati di visitatori del settore specializzato, dell’horeca e food service, con l’obiettivo di aiutarle a consolidare ed espandere le loro aree di business, individuando le piattaforme fieristiche di volta in volta più opportune.
Forte di 35 anni di esperienza, a partire dal 2025 SANA si svilupperà all’interno di due appuntamenti specifici: SANA Food, dal 23 al 25 febbraio 2025, che, presentandosi in contemporanea con Slow Wine Fair, diventerà lo spazio ideale per i trend di settore nel food biologico e sostenibile.
E SANA Beauty, che si svolgerà invece a marzo, in contemporanea e integrata con Cosmoprof Worldwide, in un padiglione dedicato al mondo della cosmesi naturale e biologica.
“La scelta di puntare su fiere di canale, anziché su una singola fiera di prodotto, nasce dall’esigenza di intercettare in modo più mirato i diversi target di interesse per le aziende - dichiara Domenico Lunghi, direttore Manifestazioni Dirette di BolognaFiere – SANA, che negli ultimi anni ha avviato un significativo cammino di trasformazione, favorendo nel contempo il dialogo e la collaborazione tra produttori e buyer del comparto, ha saputo e voluto ascoltare il mercato e i suoi protagonisti, ed è per questo che, a partire dal 2025 offrirà loro piattaforme espositive distinte, suddivise per settori merceologici e di canale”.
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