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Report Nomisma su consumo prodotti bio in Italia vede mercato interno superare 5,4 miliardi. Cresce richiesta prodotti sani e sostenibili.

Biologico italiano, +8% nel 2023 e export a 3,6 miliardi

di Antonio Tosi | 7 Marzo 2024

Il report di Nomisma sul consumo di prodotti biologici in Italia fotografa un mercato interno dinamico che supera i 5,4 miliardi, e un export in crescita. Consumatori sempre più orientati a scelte sane e sostenibili.

I consumatori italiani sono sempre più orientati verso i prodotti biologici: la recente indagine di Nomisma sull’acquisto di prodotti bio nel Belpaese, realizzata nell’ambito del progetto Being Organic in Eu promosso da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziato dall’Unione europea, mostra come il biologico mantenga un ruolo chiave nella filiera agroalimentare e nelle preferenze dei consumatori, tanto che il mercato interno supera nel 2023 i 5,4 miliardi di euro (+ 8% rispetto al 2022).

A trainare la crescita sono stati i consumi fuori casa con una crescita del +18% e un valore di quasi 1.3 miliardi di euro.

Dopo la leggera inclinazione dello scorso anno, anche i consumi domestici hanno registrato un andamento positivo pari al +5%. In confronto al 2022, le vendite della rete dei negozi specializzati hanno iniziato a crescere di nuovo, aumentando del 4,5% mentre la distribuzione moderna è aumentata in valore del 5% confermandosi il canale di riferimento degli acquisti per il consumatore italiano con 2,1 miliardi di euro, anche per i prodotti bio.

All’interno del grocery retail, nel 2023, il canale ipermercati + supermercati ha rappresentato circa 1,5 miliardi di euro di vendite di prodotti biologici, in espansione rispetto al 2022.

Gli altri canali sono invece cresciuti del 6% (vendita diretta realizzata in mercatini e aziende, gruppi di acquisto solidale, farmacie, parafarmacie e erboristerie).

Positiva anche la performance dell’export di prodotti agroalimentari italiani bio che raggiunge i 3,6 miliardi di euro nel 2023, segnando una crescita del +8%.

La gran parte delle esportazioni (81% del totale) riguarda i prodotti agroalimentari mentre il vino pesa per il restante 19% (una quota maggiore di quanto si registra considerando l’export agroalimentare italiano in generale).

La gran parte delle esportazioni del biologico (81% del totale) riguarda i prodotti agroalimentari mentre il vino pesa per il restante 19%
vino biologico

Questi numeri si innestano in un quadro di una attenzione sempre maggiore alla spesa da parte dei consumatori e di un crescente orientamento verso scelte sostenibili, attente alla salubrità dei prodotti e alla loro provenienza.

È pari all’86% del totale la quota di user di prodotti 100% vegetali, inoltre il bio rappresenta ancora per la maggior parte degli acquirenti (58%) la prima scelta.

Questo perché il 27% dei consumatori in Italia ritiene i prodotti biologici più sicuri per la salute rispetto all’opzione convenzionale, ma anche perché sono valutati (da due su tre) come sostenibili (il 23% li ritiene più rispettosi dell’ambiente, il 10% del benessere animale e un ulteriore 10% fa riferimento alla sostenibilità sociale e intende favorire i piccoli produttori).

Chi sceglie bio oggi è un consumatore attento e che esige informazioni: innanzitutto richiede di entrare nel merito della comprensione delle differenze esistenti tra il prodotto bio e quello convenzionale (per l’85% degli intervistati), del profilo di sostenibilità collegato al metodo di produzione biologica (72%), dei vantaggi concreti del metodo bio per l’ambiente (75%).

ANCHE L’INFLAZIONE PESA SU SCELTE PIÙ OCULATE
Nel 2023 lo scenario inflattivo è cambiato, con una dinamica in progressivo rallentamento: la crescita dei prezzi è stata pari al 5,7%, in calo rispetto all’8,1% del 2022 ma con impatti che rimangono ancora rilevanti sulle famiglie italiane.

Situazione che, nonostante il rallentamento nella crescita dei prezzi, ha spinto i cittadini ad adottare azioni di salvaguardia del potere di acquisto.

In questo contesto, circa 9 italiani su 10 hanno messo in atto strategie per gestire la spesa alimentare.

Per il 2024 sembrano migliorare le intenzioni di spesa sui consumi domestici: non solo si torna a rimpinguare il carrello ma la tavola degli italiani dovrà essere, oltre che conveniente, salutare, tradizionale, a basso impatto ambientale, semplice, essenziale.

Segnale ulteriore che sia in atto una inversione di tendenza nel carrello della spesa è dato dal fatto che l’ortofrutta, dopo le rinunce registrate nel periodo estivo, è ora tra i prodotti con maggiore incremento nelle vendite.

Queste abitudini riflettono un maggiore impegno nel ridurre l’impatto climatico delle proprie azioni anche negli acquisti di tutti i giorni.

Nel 2023 lo scenario inflattivo è cambiato, con una dinamica in progressivo rallentamento ma con impatti che rimangono ancora rilevanti sulle famiglie italiane. In questo contesto, circa 9 italiani su 10 hanno messo in atto strategie per gestire la spesa alimentare.
prodotti bio: sempre più italiani li scelgono

BOLOGNAFIERE APRE ALLE NUOVE ESIGENZE DI BUSINESS E DI CONSUMO
Un’evoluzione nei consumi e nei trend di settore dei prodotti biologici, in Italia e all’estero, che si tradurrà anche in una nuova concezione di manifestazioni fieristiche, che suggerisce di passare da una fiera di prodotto a una fiera di canale.

BolognaFiere – tra i principali operatori del panorama fieristico mondiale – ha già adottato questo approccio con MARCA by BolognaFiere, dove ogni anno espongono più di 250 aziende del biologico, interessate principalmente al segmento Gdo.

Analogamente, organizzerà SANA, Salone internazionale del biologico e del naturale, proponendo alle sue aziende clienti target profilati di visitatori del settore specializzato, dell’horeca e food service, con l’obiettivo di aiutarle a consolidare ed espandere le loro aree di business, individuando le piattaforme fieristiche di volta in volta più opportune.

Forte di 35 anni di esperienza, a partire dal 2025 SANA si svilupperà all’interno di due appuntamenti specifici: SANA Food, dal 23 al 25 febbraio 2025, che, presentandosi in contemporanea con Slow Wine Fair, diventerà lo spazio ideale per i trend di settore nel food biologico e sostenibile.

E SANA Beauty, che si svolgerà invece a marzo, in contemporanea e integrata con Cosmoprof Worldwide, in un padiglione dedicato al mondo della cosmesi naturale e biologica.

La scelta di puntare su fiere di canale, anziché su una singola fiera di prodotto, nasce dall’esigenza di intercettare in modo più mirato i diversi target di interesse per le aziende – dichiara Domenico Lunghi, direttore Manifestazioni Dirette di BolognaFiereSANA, che negli ultimi anni ha avviato un significativo cammino di trasformazione, favorendo nel contempo il dialogo e la collaborazione tra produttori e buyer del comparto, ha saputo e voluto ascoltare il mercato e i suoi protagonisti, ed è per questo che, a partire dal 2025 offrirà loro piattaforme espositive distinte, suddivise per settori merceologici e di canale”.

 

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