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Secondo Nomisma, Usa in 2023 si confermano maggiori consumatori mondiali vino, ma import -11%. Italia -11,4% a valore e Dop -10% a volume.

Usa primi per consumo vino, ma l’export Italia perde terreno

di redazione | 5 Marzo 2024

Secondo l'indagine Nomisma, gli Usa nel 2023 si confermano i maggiori consumatori mondiali di vino anche se cala l’import (-11%). Italia -11,4% a valore e Dop -10% a volume.

Nonostante importazioni scese del 11% sul 2022 (per un totale di 6 miliardi in valore), gli Usa si confermano anche nel 2023 primatisti mondiali del consumo di vino con oltre 30 milioni di ettolitri.

La Francia ribadisce il ruolo di primo partner commerciale degli Stati Uniti, con oltre il 37% della quota di mercato, cui segue l’Italia, il cui valore di esportazioni nel 2023 è però sceso al di sotto dei 2 miliardi di euro (-11,4% a valore rispetto al 2022), anche se il nostro paese mantiene una quota di mercato superiore al 30%, rimanendo ancorata alle prime due posizioni.

La generale negatività registrata nel 2023 influenza anche le esportazioni di vini Dop italiani in Nord America, che calano del 4,8% a valore e di oltre il 10% a volume.

È la fotografia scattata dal report che Nomisma Wine Monitor dedica al Nord America analizzando le performance del vino italiano negli Stati Uniti e in Canada.

Nel complesso tutti i primi 5 paesi partner commerciali degli Usa cedono sul versante del valore delle esportazioni; nonostante ciò, Francia e Italia consolidano le prime due posizioni in termini di quote di mercato.

Nel 2023, sia negli Usa che in Canada, si assiste ad una tendenza opposta all’anno precedente, con un calo delle importazioni di vino derivante da molteplici fattori: da un eccesso di acquisti sopra la media nel 2022 da parte di importatori che ha generato un overstock, alla stretta monetaria della FED che ha ridotto la capacità di spesa dei consumatori, fino ad una maggiore attenzione a tutto ciò che può essere considerato healthy” segnala Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor.

Considerando il vino imbottigliato – ad esclusione dello spumante – nel 2023 le importazioni negli Usa diminuiscono sia a valore sia a volume, dopo un 2022 particolarmente brillante soprattutto sul fronte del valore.

Francia e Italia si spartiscono quasi equamente i due terzi della quota di mercato, seguite da Nuova Zelanda, Spagna e Australia.

In Canada l’import del vino imbottigliato segue la tendenza generale del totale del vino, con un calo leggermente più deciso a valore (-15,2%).

In questo segmento, la Francia raggiunge la prima posizione nella classifica dei partner commerciali, scalzando gli Stati Uniti: i due Paesi si spartiscono quasi il 50% della quota di mercato complessiva, con l’Italia staccata di poco.

Nel complesso tutti i primi 5 paesi partner commerciali degli Usa cedono sul versante del valore delle esportazioni; nonostante ciò, Francia e Italia consolidano le prime due posizioni in termini di quote di mercato.
2023 di luci e ombre per l’export di vino italiano negli Usa

ALLARME SPARKLING, MA L’ITALIA TIENE

Sul fronte della categoria sparkling si registrano marcate contrazioni sia a volume che a valore: in questo contesto, l’Italia è il Paese che performa meno peggio tra i top 5 partner degli Stati Uniti, consolidando il secondo posto in termini di quote di mercato (con il 36,4% del totale), alle spalle della Francia, che ha invece visto diminuire il valore delle esportazioni negli Usa di un quinto rispetto al 2022.

In Canada, invece, il segmento sparkling non riesce a confermare gli incrementi di mercato registrati nel 2022, con riduzioni nelle importazioni a valore e a volume.

Nel 2023 regge il valore (+2,4%) delle importazioni di grandi formati, nicchia del mercato statunitense, e lo stesso accade in quello canadese, che fa segnare un +8,2% dell’import a volume di vino in contenitori tra 2 e 10 litri, mentre in merito all’import di vino sfuso, negli Usa si registrano forti cali sia a valore sia a volume.

In questo scenario non positivo migliora leggermente l’Italia, che raggiunge una quota di mercato pari al 6%.

Anche in Canada le importazioni di questa tipologia di vino diminuiscono a valore, pur rimanendo stabili nei volumi, ma qui perde terreno l’Italia, andandosi ad affiancare alla Francia al quarto posto tra i partner commerciali, a seguito di riduzioni superiori al 30% sia a valore che a volume.

DOP ITALIANI IN DIFFICOLTÀ. PROSECCO RIMANE LEADER

La generale negatività registrata nel 2023 influenza anche le esportazioni di vini Dop italiani negli USA, che calano nel 2023 del 4,8% a valore e di oltre il 10% a volume, ma, nonostante una leggera flessione, il Prosecco rimane il primo vino italiano esportato.

Trend positivi di crescita sono riscontrabili anche nei vini bianchi del Trentino Alto-Adige e del Friuli Venezia Giulia, così come nei bianchi siciliani mentre le performance peggiori sono invece quelle registrate dai vini frizzanti (e, tra questi, dal Lambrusco).

Sul fronte canadese, le esportazioni dei vini Dop registrano una contrazione sia a valore che a volume, generata in particolare dal crollo dei rossi Veneti che perdono quasi il 30% nel valore dell’export.

I rossi Dop della Toscana, invece, rimangono al primo posto della classifica tra i vini a denominazione più venduti nel paese, seguiti dal Prosecco.

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