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Leone Alato e 3Bee lanciano il progetto Element-E per monitorare la biodiversità di un territorio e garantire la qualità della produzione

Tenute del Leone Alato e 3Bee, l’AI per un’agricoltura rigenerativa

di redazione | 4 Marzo 2024

Da Tenute del Leone Alato, holding di Generali, e la naturtech company 3Bee nasce il progetto Element-E per monitorare la biodiversità di un territorio e garantire la qualità della produzione.

La holding agroalimentare di Generali Tenute del Leone Alato e la naturetech company 3Bee hanno raccolto i primi dati di Element-E, progetto pilota per il monitoraggio della biodiversità che utilizza immagini satellitari, intelligenza artificiale e onde sonore per misurare, per la prima volta e in maniera scientificamente precisa e puntuale, la biodiversità di un territorio, in modo da garantire la salvaguardia dei terreni, la qualità delle produzioni e la tutela dell’ambiente.

Il progetto è stato lanciato in via sperimentale poco più di un anno fa nelle tre aziende agricole di proprietà della holding a Portonovo (comune di Medicina, Bologna), Spazzate (comune di Conselice, Ravenna) e Costa Arènte (comune di Grezzana, Verona).

L’attività si è basata sull’innovativo protocollo di monitoraggio della biodiversità Element-E, sviluppato da 3Bee e caratterizzato nello specifico dalle tecnologie Flora e Spectrum: la prima consente, grazie all’AI e alle immagini satellitari, di mappare un’area, stimare la potenziale biodiversità dell’habitat e la sua idoneità per gli impollinatori; la seconda invece, consente di captare le onde sonore emesse dagli impollinatori presenti in un’area, così da valutarne la quantità e le tipologie.

La tecnologia Flora ha evidenziato la possibilità di creare condizioni per gli impollinatori, ovvero gli insetti o gli altri agenti inanimati che operano l’impollinazione, a Spazzate fino a tre volte superiori dell’area di controllo (+285%) rispetto ai terreni circostanti.

Spectrum, invece, ha confermato i benefici delle pratiche rigenerative adottate a Portonovo, +40% di abbondanza di entomofauna quando applicate rispetto ad aree di controllo.

A Costa Arènte è stato individuato invece l'apporto positivo della presenza di aree naturali, siano essi boschi o prati con un +100% di abbondanza di entomofauna, ovvero l’insieme degli insetti di una data zona, quando applicate rispetto ad aree di controllo.

L’unicità delle tre tenute studiate risiede nelle attività che vi vengono svolte.

A Portonovo si pratica agricoltura rigenerativa con le cosiddette cover crop (ovvero le colture utilizzate per non lasciare scoperti i terreni agricoli, ad esempio durante l'inverno, e che forniscono servizi agroecologici quali la protezione del suolo, l'aumento della fertilità e molto altro ancora) e carbon farming (letteralmente “coltivazione di carbonio”: un modo innovativo di fare agricoltura per sequestrare il carbonio nel suolo, al fine di non farlo finire in atmosfera).

A Spazzate è presente una vera e propria oasi di biodiversità immersa in terreni ad agricoltura intensiva.

A Costa Arènte c'è invece un vigneto sostenibile, con inerbimento controllato interfilare e con crucifere e leguminose, inserito in un’area boschiva molto ampia.

Il progetto è stato lanciato in via sperimentale poco più di un anno fa nelle tre aziende agricole di proprietà della holding a Portonovo (comune di Medicina, Bologna), Spazzate (comune di Conselice, Ravenna) e Costa Arènte (comune di Grezzana, Verona).
i sensori di monitoraggio

“I risultati ottenuti dopo un anno di sperimentazione sono stati molto positivi – afferma Igor Boccardo, ceo di Leone Alato - La combinazione di tecniche tradizionali con le più moderne tecnologie ci ha infatti permesso di guidare una crescita significativa degli impollinatori all'interno dei terreni agricoli monitorati. L’obiettivo nel medio periodo è quello di estendere il monitoraggio ad altri siti a partire dal 2024, per effettuare una valutazione più ampia e sistemica al fine di definire una strategia di valorizzazione e rigenerazione della biodiversità per i prossimi anni. Come Leone Alato vogliamo essere un punto di riferimento nel campo della biodiversità, valorizzando la ricerca, le produzioni di qualità e il rispetto dell’ambiente”.

Per Niccolò Calandri, ceo di 3Bee, invece, "di fronte alla sfida del degrado del suolo, che secondo l'Unione Europea interessa fino al 73% dei terreni agricoli, l'importanza di soluzioni innovative è più evidente che mai. La collaborazione tra Leone Alato e 3Bee rappresenta un passo significativo in questa direzione. In 3Bee, siamo impegnati a sviluppare tecnologie per la tutela della biodiversità, un elemento fondamentale per un'agricoltura sostenibile. Questa partnership è un esempio concreto di come l'agricoltura possa innovarsi, abbracciando pratiche che rispettano e arricchiscono l'ambiente. Un approccio che pone le basi per una produzione agricola più resiliente e in armonia con la natura."

 

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