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Parlamento europeo approva Riforma Indicazioni Geografiche: ora legislazione unica che rafforza consorzi tutela e crescita Dop economy.

Ue approva regolamento IG, “premiato l’agroalimentare di qualità”

di Antonio Tosi | 28 Febbraio 2024

Il Parlamento europeo ha approvato la Riforma delle Indicazioni Geografiche: garantita una legislazione unica che rafforza i consorzi di Tutela e permette la crescita della Dop economy. Positive le reazioni del sistema di tutela italiano.

Dopo un iter legislativo lungo due anni, il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo regolamento relativo ai vini, agli spirits e ai prodotti agricoli e agroalimentari a Indicazione Geografica, che per la prima volta hanno così a disposizione una base legislativa unica e condivisa.

La riforma del sistema europeo delle Dop Igp giunge al traguardo dopo l’intesa raggiunta a ottobre 2023 fra i negoziatori di Parlamento europeo, Consiglio Ue e Commissione europea, e il via libera del Comitato Speciale Agricoltura del Consiglio Ue.

L’approvazione del testo della riforma, che dovrebbe diventare effettiva entro aprile, equivale a un nuovo impulso per le produzioni certificate che da oggi potranno contare su una legislazione mirata al rafforzamento dei consorzi di tutela, con l’obiettivo di far crescere ancora di più il valore delle Indicazioni Geografiche.

Un traguardo raggiunto anche grazie al forte impegno del sistema italiano, in cui giocano un ruolo fondamentale le varie associazioni vitivinicole e agroalimentari.

Tra queste Origin Italia, l’associazione italiana Consorzi Indicazioni Geografiche che rappresenta oltre il 95% delle produzioni IG italiane.

Dobbiamo innanzitutto ringraziare il Governo, nella figura del ministro Francesco Lollobrigida, per essersi fatto portavoce delle richieste del mondo produttivo – dichiara Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia – Questo è un obiettivo raggiunto grazie a un lavoro di concerto tra il mondo dei consorzi e quello politico, grazie anche alla forte collaborazione con le altre organizzazioni europee, in particolare di Francia, Spagna e Portogallo, e l’impegno di Origin Italia è stato determinante fin dalle prime fasi per raggiungere i principali obiettivi che l’Italia si era posta, ovvero una semplificazione della gestione delle IG e un rafforzamento dei poteri dei singoli consorzi di tutela”.

Più forza al ruolo dei consorzi quindi, maggiore protezione delle IG (soprattutto per quanto riguarda l’online, grazie all’ex-officio sui domini Internet che bloccherà in automatico i contenuti illeciti) e procedure semplificate, oltre agli impegni di sostenibilità.

Sono alcune delle novità che arriveranno grazie al nuovo regolamento.

Inoltre saranno sul tavolo nuove opportunità per quanto riguarda i consorzi stessi, come la promozione del turismo enogastronomico e l’estensione da 3 a 6 anni per i piani di regolazione dell’offerta, che consolidano un’ulteriore crescita della Dop Economy e dei territori che riguardano il settore.

L’entrata in vigore del nuovo regolamento definisce un importante rafforzamento per la tutela dei prodotti italiani anche sui mercati internazionali e ciò permetterà alle eccellenze del Belpaese di crescere nel mondo potendo contare su maggiori garanzie di protezione.

Tra gli aspetti che accogliamo con maggior favore – fa sapere Origin Italiasegnaliamo l’introduzione di misure che ci tutelano nei mercati digitali: per la prima volta le Indicazioni Geografiche sono riconosciute come un diritto che può essere invocato per risolvere le controversie relative ai nomi di dominio e tale tutela è estesa alle Dop e Igp destinate ai Paesi extra-Ue; ciò rappresenta uno strumento concreto per agevolare l’export delle nostre eccellenze”.

I prodotti agricoli e agroalimentari a Indicazione Geografica per la prima volta hanno a disposizione una base legislativa unica e condivisa.
Uve Igp

Soddisfatta per la conclusione dell’iter anche Federdoc, che ora invita il Consiglio europeo ad approvare definitivamente la riforma: “grazie all’impegno dei relatori del Parlamento europeo la politica sulle Indicazioni Geografiche risulta rafforzata anche alla luce del ‘pacchetto vino’, che salvaguarda le specificità del settore vitivinicolo – afferma il presidente di Federdoc Giangiacomo Gallarati Scotti BonaldiRingraziamo il Parlamento e il Consiglio per aver riconosciuto le peculiarità del settore vino a IG: abbiamo sempre ritenuto che l’esperienza maturata in Italia con i Consorzi di tutela costituisse un modello dal quale attingere e la riforma ne è la conferma perché ha recepito il ruolo che i consorzi di tutela riconosciuti svolgono per la valorizzazione delle Indicazioni Geografiche. Spetta ora ai consorzi stessi utilizzare al meglio i nuovi strumenti di programmazione dell’offerta per confermarsi volano per l’economia e lo sviluppo dei territori”.

Delle norme appena introdotte beneficerà anche il turismo Dop: “il nuovo regolamento – dichiara Cesare Mazzetti, Presidente della Fondazione Qualivitarisponde in maniera sostanziale alla necessità di adattare il settore delle IG alle mutate condizioni di mercato, ambientali e sociali, puntualmente evidenziate da Qualivita nei propri rapporti annuali sul sistema. Come ad esempio il tema del Turismo Dop, il turismo enogastronomico legato a prodotti IG, fortemente promosso dalla Fondazione per creare valore sui territori. È presente inoltre un tema di fondo ed è la riunione operata a livello normativo per i vini, i prodotti agroalimentari e le bevande spiritose. Fin dalla sua fondazione, Qualivita ha sostenuto la forza dell’unitarietà di tutti i settori sotto al tetto del sistema delle Indicazioni Geografiche e la necessità di operare identiche e coerenti politiche promozionali e di protezione per ciascuno di essi. Un sistema che la riforma invita all’unitarietà anche sotto al profilo associativo e della rappresentanza, come auspicato anche da numerosi Consorzi di tutela dei diversi settori“.

Per l’Italia la Riforma è un punto di partenza – afferma Mauro Rosati, dg di Fondazione Qualivitautile ad avviare una nuova fase di revisione della politica della qualità. In questi anni, grazie alle filiere Dop Igp, abbiamo imparato che la valenza territoriale e la certificazione rappresentano il punto centrale della qualità percepita dai cittadini ed il nuovo regolamento ne è una importante testimonianza”.

 

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