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Vino e vita sana sono compatibili? La scienza dice sì

di redazione | 25 Febbraio 2024

Secondo la scienza un consumo moderato di vino in età adulta, assieme a una corretta alimentazione, è compatibile con uno stile di vita sano. Lo ribadiscono UIV e IRVAS.

L'Unione Europea è il maggior produttore mondiale di vino eppure, proprio a livello europeo, il vino è ormai da anni al centro di un acceso dibattitto, accusato da più parti di nuocere alla salute al di là delle quantità assunte.

Il tema è stato al centro del convegno Moderate Wine Consumption and Mediterranean Diet, organizzato a Bruxelles da ICE Agenzia in collaborazione con UIV, con la partecipazione di eurodeputati, stakeholders e esperti internazionali.

Prima di capire quale sia la posizione in merito da parte del mondo scientifico, alcuni numeri chiariscono che demonizzare a prescindere il vino non è la strada corretta da seguire: secondo l’Oms, infatti, il vino rappresenta oggi solo l'11,7% dell’alcol complessivamente consumato nel mondo, con il 44,8% imputabile agli spirits e il 34,3% alla birra.

In Europa, inoltre, il consumo è in calo dal 2008 e ha registrato una contrazione complessiva del 24% tra il 2010 e il 2020.

Il vino è una bevanda alcolica e, come tale, se consumata in eccesso provoca danni alla salute.

Ma la scienza evidenzia che un consumo moderato e responsabile in età adulta, durante i pasti e nelle dosi consigliate (2 bicchieri di vino al giorno per gli uomini e 1 bicchiere per le donne), e se abbinato a una corretta alimentazione, risulta compatibile a uno stile di vita sano.

Lo dice il mondo scientifico, lo sanno i consumatori attenti alla salute e lo ribadiscono anche le associazioni di settore, che in Italia operano attivamente alla promozione del bere responsabile.

“Come evidenziato dai numeri, quello europeo è un modello di consumo intrinsecamente moderato, in particolar modo in Italia, cosa che si riflette in una partecipazione attiva di tutto il comparto a favore di un consumo responsabile – sottolinea il presidente di UIV Lamberto Frescobaldi, intervenuto al convegno di Bruxelles - Il vino italiano è e vuole essere riconosciuto come un ambasciatore del patrimonio dell'Unione Europea, un asset in termini di biodiversità, tutela del paesaggio, tradizione, storia, artigianato, lifestyle e, certamente non da ultimo, economici”.

la scienza evidenzia che un consumo moderato e responsabile in età adulta, durante i pasti e nelle dosi consigliate (2 bicchieri di vino al giorno per gli uomini e 1 bicchiere per le donne), e se abbinato a una corretta alimentazione, risulta compatibile a uno stile di vita sano.
vino fa rima con vita sana? Sì, se assunto con moderazione

Considerando sia la filiera diretta che correlata, secondo dati UIV-Vinitaly, il vino prodotto in Italia dà infatti occupazione a quasi 900 mila persone in circa 530 mila aziende.

Un indotto a “regia manifatturiera” e ad altissima propensione per l’export che rappresenta una leva fondamentale per la sopravvivenza di alcuni territori.

“Vogliamo lavorare assieme alle istituzioni europee non solo per migliorare l’educazione al consumo moderato di vino – aggiunge Frescobaldi – ma anche per trasferire a livello legislativo l’attenzione alla trasparenza e alla tutela dei nostri prodotti che da sempre caratterizzano il nostro comparto: ci troveranno preparati e pronti a sostenere l’evoluzione e il cambiamento, purché fondati sui presupposti di qualità e sostenibilità che valorizzano il nostro lavoro e i nostri territori”.

La voce del mondo scientifico è riassunta nelle parole di Attilio Giacosa – presente a Bruxelles -, specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva e Gastroenterologo al CDI di Milano e membro del comitato scientifico di IRVAS (Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute): “basandoci su studi epidemiologici italiani e internazionali è già stato ampiamente evidenziato come un consumo abituale e moderato di vino, nell’arco della vita adulta e in abbinamento a corretti stili alimentari, non è dannoso – spiega Giacosa – Volendo prendere in considerazione, in particolare, la relazione causa-effetto tra un’assunzione moderata di vino e la salute, è assolutamente corretto rifarsi al concetto della J Curve, rapportato alla scienza. In molteplici studi internazionali, infatti, la relazione tra consumo di alcol e mortalità viene identificata con una curva a forma di ‘J’. Questa curva dimostra che il bere vino con moderazione riduce la mortalità rispetto agli astemi (curva inferiore della ‘J’), mentre la mortalità aumenta drammaticamente con l’aumento del consumo di alcolici (tratto verticale della ‘J’). Questa stessa curva si osserva per le malattie CV e per i disturbi cognitivi. Ed è fondamentale rimarcare come, in questo caso, il dato emerga dal confronto sia con l’astinenza che con l’abuso”.

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