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La “rete” di Fantini Group per valorizzare la viticoltura locale

di Gian Omar Bison | 13 Febbraio 2024

Partendo dall’Abruzzo, Fantini Group ha costruito un network di vigneti che rimangono ai viticoltori locali e propone il made in Italy con una forte presenza in export.

Partendo dall’Abruzzo, Fantini Group si è conquistato un posto di rilievo nel settore vitivinicolo. L’ha fatto con un modello di business originale, senza vigneti di proprietà, sposando sapienze antiche con competenze tecniche contemporanee. E poi accompagnando questo con scelte strategiche che hanno portato l’azienda ad essere leader tra le realtà esportatrici del sud Italia.

Il gruppo vinicolo fondato da Valentino Sciotti opera oggi in sette regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna), oltre che in Spagna. E per la sesta volta consecutiva, nel 2023 Fantini Group ha conquistato il Best Managed Company Award istituito da Deloitte Private.

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lavoro nei vigneti di Fantini

PROGETTO QUALITÀ DA VIGNE “FEDERATE”

Il sistema di business di Fantini è basato sull’idea di aggregare a sé tanti piccoli produttori terrieri, proprietari di micro-appezzamenti da uno o due ettari, senza subentrare ma lasciandoli padroni, guardiani e curatori di un territorio che amano e conoscono alla perfezione.

Fantini insomma non ha terreni, ma è una specie di “federazione di eccellenze” – come si definiscono in azienda. I viticoltori conoscono tutti i segreti dei vigneti e sanno come ottenere le uve migliori, perché incentivati in questo da un patto che prevede una remunerazione non legata alla quantità di uve, ma all’estensione del proprio vigneto e alla qualità del raccolto.

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i viticoltori sono il punto di riferimento per la rete di Fantini

La competenza esperienziale è a monte, sul territorio, mentre quella tecnica è in cantina, ma sempre partendo dal vigneto. Ad affiancare i viticoltori conferitori c’è una squadra composta da 21 giovani enologi (cui si aggiungono esperti come Dennis Verdecchia e Filippo Baccalaro), selezionati dall’università e legati al territorio di riferimento. Il team segue ogni singolo aspetto del processo produttivo, dal grappolo alla bottiglia. “Per troppi anni – spiega Valentino Sciotti – si è pensato che bastasse avere un consulente famoso per fare il vino buono. Noi puntiamo invece su uve inimitabili, sulla sapienza dei nostri ‘custodi dei territori’ affiancati dal miglior supporto tecnico ed enologico”.

FOCUS SOSTENIBILITÀ, TRA SOCIALE E AMBIENTE

La produzione non è centralizzata in un unico polo, ma viene applicato un modello diffuso con cantine dislocate nelle varie regioni in cui opera Fantini, così da portare lavoro in aree rurali marginali con un potenziale poco sfruttato dal punto di vista vinicolo. Il Gruppo è presente specialmente nel sud Italia, ma ora sta applicando le stesse logiche nella Spagna più “periferica”.

L’azienda ha innestato una spirale positiva – rimarca Sciotti – dando sicurezza economica agli agricoltori, consolidandone il legame con le terre, inducendoli a produrre qualità e sollevandoli dal dramma del passaggio generazionale e della desertificazione territoriale”.

Fiore all’occhiello dell’azienda – che può vantare la certificazione Equalitas – sono tre appezzamenti in cui Fantini applica un modello di coltivazione bio. Si trovano nella Riserva Naturale Regionale Punta Aderci, vicino a Vasto, nella Riserva Naturale Regionale Ripari di Giobbe, sulla costa ortonese, e infine nella Tenuta Cantalupo.

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i vigneti affacciati sul mare di Fantini

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Cinque Autoctoni Collection Edizione 20 Limited Release – Fantini Farnese

Uvaggio: montepulciano d’Abruzzo, sangiovese, primitivo di Manduria, negramaro, malvasia nera
Vinificazione: fermentazione in acciaio, malolattica in barriques nuove (rovere americana e francese), affinamento 12 mesi in botti di rovere francese

Le uve utilizzate per i cinque autoctoni sono coltivate nei comuni di Colonnella, Ortona, Sava e San Marzano. Le uve di montepulciano e sangiovese provengono dalle colline abruzzesi mentre neogramaro, primitivo e malvasia nera provengono dalla Puglia. Rosso granato molto profondo. Molto intenso e persistente con note di ciliegia e ribes nero, erbe aromatiche, cannella, chiodi di garofano, cacao, liquirizia e accenni minerali. Grande struttura, buon equilibrio tra alcol e freschezza, tannini vellutati, grande lunghezza. Pronto da bere o da invecchiare a lungo. Si sposa bene con agnello al forno, bistecca alla fiorentina, pasta fresca al ragù. Ottimo anche con carne alla griglia, caponata di melanzane, salumi e salsicce, formaggi stagionati.

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Opi, Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Docg Riserva 2014 – Fantini Farnese

Uvaggio: montepulciano 100%
Vinificazione: fermentazione in acciaio con malolattica svolta. Affinamento 24 mesi in barrique di rovere americano e francese

Nasce nella tenuta Cantalupo, a conduzione biologica, situata in provincia di Teramo. È prodotto interamente con uve montepulciano raccolte e selezionate accuratamente a mano. Rosso granato intenso, al naso si svela vigoroso ma fine, speziato, con sentori di tabacco, frutta sotto spirito e confettura, aromi di liquirizia. In bocca è avvolgente, caldo, fresco, un po’ etereo. Vino corposo, morbido, equilibrato, intenso e persistente. Ottimo con primi piatti con ragù saporiti, funghi e carni saporite e alla griglia, arrosto d’anitra e miele, formaggi di media e lunga stagionatura.

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Leggenda Vigne Vecchie Gold Series, Primitivo di Manduria Doc 2019 – Fantini Farnese

Uvaggio: primitivo di Manduria 100%
Vinificazione: raccolta uve con leggera surmaturazione, macerazione a temperatura controllata per 10/12 giorni, fermentazione e malolattica in acciaio. Affinamento in barrique di rovere americano e francese di primo e secondo passaggio per 12 mesi

Colore rosso rubino intenso e vivace con qualche sfumatura purpurea. L’aroma è intenso e complesso, di frutta a bacca rossa, anche in confettura, note balsamiche, di tabacco dolce e leggera speziatura e tostatura, cacao e caffè. In bocca è pieno, intenso, robusto, caldo, equilibrato, fine e pronto. Ottimo con la carne, in particolare selvaggina, formaggi stagionati.

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Ensis Vesevo Limited Release, Taurasi Docg 2013 – Fantini Farnese

Uvaggio: aglianico 100%
Vinificazione: macerazione per 20/25 giorni, vinificazione in acciaio. Affinamento 16 mesi in botte di rovere francese

Il vino nel complesso si mostra ancora vivace con un colore rosso rubino con qualche riflesso porpora. Il naso è complesso e con una buona intensità di frutta matura, prugna e lampone, arancia rossa, fiore, cioccolato, leggera balsamicità e speziatura di noce moscata. In bocca si scopre secco e caldo, con un tannino levigato e ottima freschezza. È maturo, robusto, equilibrato e persistente. Si può accompagnare con paste al sugo di carni miste, parmigiana di melanzane, abbacchio, coniglio alla cacciatora, polenta e sopressa, formaggi stagionati e saporiti.

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