
Il Gavi celebra i 50 anni dal riconoscimento della Doc con oltre 14 milioni di bottiglie vendute e 65 milioni di fatturato delle aziende nel 2023. In vent’anni +85% di produzione per l’export.
Il Gavi festeggia nel 2024 i 50 anni dal riconoscimento della Doc lasciandosi alle spalle un 2023 positivo, con oltre 14 milioni di bottiglie vendute e un fatturato complessivo delle aziende produttrici pari a 65 milioni, ottenuto anche grazie al lavoro delle oltre 5mila persone impiegate nella filiera.
Dal 1974, quando il Cortese di Gavi veniva annoverato tra le denominazioni di origine controllata, la Doc è cresciuta in modo costante: soprattutto negli ultimi 20 anni ha aumentato del 58% la superficie vitata (da 1021 a 1600 ettari) e accresciuto del 75% le bottiglie prodotte (da 8 a 14 milioni), arrivando a oltre l’85 % di produzione destinato all’export.
Gli oltre 1600 ettari di Cortese sono compresi negli 11 comuni della provincia di Alessandria - Bosio, Carrosio, Capriata d’Orba, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo – e costituiscono l’enclave quasi totale della produzione nazionale di Cortese, vitigno che in questo territorio, angolo più orientale del sud del Piemonte al confine con la Liguria, favorito da una felice posizione geografica, ha trovato la sua massima espressione: il Gavi, Cortese in purezza.
I 180 produttori, vinificatori e imbottigliatori soci del Consorzio di Tutela del Gavi guardano oggi con fiducia anche ai mercati esteri, in particolare a Usa, Uk e Germania: “è un anniversario importante, un traguardo storico che premia il lungo percorso, l’impegno e la dedizione dei produttori che, insieme, hanno costruito la reputazione di un vino oggi presente in oltre 100 paesi nel mondo” commenta Maurizio Montobbio, presidente del Consorzio Tutela del Gavi, che dal 1993 vigila sulla denominazione che ha ottenuto nel 1998 la Docg.
“Il mercato – prosegue Montobbio - sta premiando i vini bianchi e questo ci consente di performare bene nonostante la contrazione dei consumi e l'aumento delle accise nel nostro primo mercato, quello britannico. In questo anno celebrativo continueremo a realizzare a livello consortile attività orientate al consolidamento del valore del Gavi nei mercati in cui siamo già presenti, proseguendo i progetti di promozione nazionale e internazionale già avviati lo scorso anno”.

Anche il Gavi deve però fare i conti con i cambiamenti cimatici che impattano sulla produzione: “nell’ultimo decennio la viticoltura nel territorio del Gavi ha dovuto confrontarsi con stagioni profondamente diverse tra di loro, in qualche caso anche estreme – spiega Davide Ferrarese, agrotecnico del Consorzio - e per mantenere l’alto livello di qualità che caratterizza questo vino, è emersa la necessità di un confronto sui temi di sostenibilità e cambiamento climatico".
Il Consorzio Tutela del Gavi ha così avviato un progetto di analisi agronomica e meteorologica sul territorio allo scopo di improntare la viticoltura a un’agricoltura di precisione, che passa attraverso la realizzazione di una rete di stazioni meteo per raccogliere dati sull’ambiente di coltivazione, conoscerne meglio le caratteristiche e monitorare l’andamento climatico.
"Il vitigno Cortese, anche nel corso dell’ultima vendemmia così come in quella precedente, ha dimostrato una eccezionale capacità di adattamento: come se l’insediamento secolare di questo vitigno nella zona avesse fornito all’uva la memoria genetica per affrontare anche situazioni estreme” conclude Ferrarese.
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