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Vietti svela i cru 2019 tra rigore e innovazione

di Lucia Immacolata Migliaccio | 29 Dicembre 2023

Dopo il passaggio dalla famiglia Vietti a Kyle J. Krause, l’azienda langarola ha mantenuto la continuità nella produzione e nello stile, innalzando il livello e raccontando ancora il territorio. Degustazione dei cru annata 2019.

Quando le Langhe chiamano, non si può non ascoltarle. Sono crogiolo di storia, bellezza e cultura, dove il nebbiolo ha avuto consacrazione planetaria. Le onde dei filari, che si contendono questo territorio, non avrebbero potuto dimorare più degnamente: di origine alluvionale marina, le colline del barolo si sono formate circa dieci milioni di anni fa e si dividono in due grandi vallate con tre crinali, una fa capo a Barolo, l’altra corre tra Serralunga e Castiglione Falletto.

La parte più vecchia – spiega Eugenio Palumbo, enologo dell’azienda Viettiè tra Serralunga e Monforte dove il terreno ha una base argilloso calcarea molto importante con meno sabbia superficiale perchè dilavata dal tempo e la consistenza tendente più all’argilloso, regala forza, intensità e profondità ai vini. La Morra invece è la parte più giovane, risale a circa 6 milioni di anni fa circa. Le presenze limose derivanti dai sedimenti marini sono molto più importanti essendo terreni dilavati meno, e di conseguenza, i vini di questo territorio hanno una più forte predisposizione ad avere maggiore apertura di naso, maggiore freschezza, maggiore intensità di frutto”.

Zona di contatto tra questi due terreni è Castiglione Falletto ed è la zona che ha maggiore equilibrio, finezza, eleganza, purezza. “È un po’ la terra di mezzo – aggiunge Palumbo – particolarmente sulle Rocche, dove la percentuale di sabbia è molto alta, arriva sino al 35% e conferisce una finezza estrema ai vini. Questa zona, che è la più protetta, la cosiddetta zona di cavallo, ha tantissime esposizioni che generano poi le differenze che si ritrovano nel bicchiere”.

A volo d’uccello, Vietti può oggi contare su 27 cru dislocati in 9 degli 11 comuni del Barolo – mancano solo Cherasco e Roddi.

PASSIONE E RIGORE TRA VIGNA E CANTINA

La lavorazione manuale in vigna, caparbia e passionale, è il presupposto irrinunciabile della produzione di Vietti. Tale dedizione permette di ottenere, con un iter naturale e delicato, colori, aromi e sfumature gustative uniche. La conferma arriva nella cantina in Piazza Vittorio Veneto, nel piccolo grande cuore di Castiglione Falletto che ha sede l’azienda. La visita in azienda è tra le meno banali e le più significative che si possano fare nelle Langhe: esempio di rigore, ordine, attenzione a ogni più piccolo dettaglio.

Si passeggia per i cunicoli e si ha la sensazione che sia tutto finto, eppure magari solo un’ora prima ferveva il massimo dell’impegno produttivo. Una maniacalità che si ritrova facilmente in ogni vino, sempre pulito, sempre rigoroso, sempre cromaticamente perfetto. Dappertutto, la temperatura è costante per motivi naturali, grazie a un lunghissimo e affascinante percorso sotterraneo. È la vera interpretazione e applicazione pratica del significato più autentico del termine “tradizione”, che viene altrove erroneamente confuso con immobilismo, ottusa conservazione del passato e conseguenti, reiterati, perpetui sbagli, e che qui diviene invece trasferimento di esperienza, comprensione e correzione degli errori; è “progresso di continuità”, mai “progresso di rottura”.

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le botti di rovere in cui affinano i barolo di Vietti

MACERAZIONI E TERRITORIO

Facciamo tanta macerazione a cappello sommerso – spiega l’enologo – circa l’80% dei vini cru è realizzato così, ad eccezione del Monvigliero che è fatto a grappolo intero. Anche Barolo Castiglione per il 70% è a cappello sommerso. In pratica l’uva viene pigiata, messa nelle vasche, raffreddata a 8°. Avviene così una macerazione fredda pre-fermentativa, solitamente 4-5 giorni. Poi riscaldiamo la vasca, aggiungiamo lieviti selezionati qui nella zona del Barolo e parte la fermentazione, di circa 10 gg. Nel cuore della fermentazione facciamo rimontaggi con un sistema automatico, poi uno o due delestage per fermentazione e stecchiamo con l’antica pratica della steccatura che consente di immergere completamente il cappello di vinacce nel vino ancora in fermentazione. È un passaggio fondamentale per poter spingere a livello di macerazione, perché si evitano i rischi di ossidazione, spunti acetici e problemi vari. E in questa fase avviene la polimerizzazione del tannino cioè diventa pieno, completo, più equilibrato e quindi sta a noi decidere, assaggiando, quando sarà ora di svinare”.

In cantina, ogni botte distinta in lotti che corrispondono a una singola vigna e custodisce un cru. “I nostri fornitori sono due, Stockinger e Gamba, produttore storico qui in zona mentre i legni utlizzati sono in parte francesi, in parte di Slavonia, Austria e Germania. Un misto quindi per cercare di dare più sfumature possibili durante l’affinamento. Cerchiamo di raggiungere un equilibrio di bocca: il nostro vino deve essere identificativo dell’azienda e della zona. Quindi mai troppo volume, fine ed elegante, equilibrato, per un Barolo da bere oggi o tra 10 o 20 anni”.

DA VIETTI A KRAUSE

Nel 2016 il passaggio dell’azienda dalla famiglia Vietti a Kyle J. Krause non ha modificato la filosofia aziendale, anzi la nuova proprietà ha fornito il supporto economico necessario all’acquisizione dei terreni mancanti per completare la gamma aziendale.

Incontrare la famiglia Vietti è stata una delle cose più importanti della mia vita professionale e personale – racconta Palumbo – e insieme siamo cresciuti. Sicuramente è stata una grande fortuna incontrare poi i Krause che hanno avuto la stessa visione di investire nel territorio delle Langhe fidandosi fortemente dell’esperienza della squadra già presente in cantina. Ciò ha dato una continuità incredibile all’azienda”.

In questa logica di tradizione intesa come “trapasso evolutivo”, i barolo sono forse più interessanti oggi che in passato, pur mantenendo il carattere, la forza e un forte legame alla terra dalla quale nascono. Il tempo e il sano progresso li hanno però resi più avvicinabili: mantengono l’austerità del padre-padrone affiancata dalla saggezza del buon padre di famiglia.

Tendono la mano al neofita non per il desiderio di piacere, ma per la voglia di fargli comprendere che dietro una scorza dura può esserci un animo nobile e generoso. Sono i testimoni veri del sobrio e nobile mondo delle Langhe, che sa catturarti lentamente in un abbraccio impalpabile e dal quale non vorrai più districarti.

APPUNTI DI DEGUSTAZIONE ORIZZONTALE BAROLO 2019

Barolo Castiglione 2019

Uvaggio: 100% nebbiolo

Vinificazione: tutte le diverse MGA vengono vinificate ed invecchiate separatamente, con modalità differenti in modo da esaltarne le singole caratteristiche. La fermentazione alcolica dura circa 3-4 settimane in vasca di acciaio a contatto con le bucce. Questo tempo comprende la macerazione pre- e post- fermentativa con l’uso del tradizionale metodo del cappello sommerso. La fermentazione malolattica viene svolta in legno.

Affinamento: 30 mesi di invecchiamento in botte grande, e in piccola parte in barriques.

Nel Barolo il concetto di cru è raltivamente recente, infatti il Barolo da tradizione era un vino d’assemblaggio di diverse vigne che teneva conto della potenzialità dei diversi territori per arrivare ad un vino equilibrato. Il Castiglione è il nostro Barolo classico ovvero l’insieme di tutti i cru che non vengono imbottigliati separatamente. E’ molto identificativo ed è il più difficile da raggiungere anche perché mettere insieme tante mga diverse e trovare un punto di equilibrio è complicato”, spiega Palumbo.
Elegante rubino, l’approccio olfattivo è fruttato con suggestioni di fragola, mirtillo, mora. Seguono agrumi e una ferrosità unita a sottobosco ed erbette aromatiche. In bocca gode dell’equilibrio dei migliori: l’impatto è ricco e gustoso, perfetto nello sviluppo e nella trama tannica.

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Barolo Cerequio 2019

Uvaggio: 100% nebbiolo

Vinificazione: fermentazione alcolica di 3 settimane in acciaio sulle bucce cappello sommerso con rimontaggi regolari.
Affinamento: circa 30 mesi in botte grande e barriques in piccola parte. La malolattica viene svolta in legno.

Veste un rubino luminoso e vivace. Intense le sensazioni olfattive di fragoline di bosco e roselline selvatiche per chiudere su mentuccia e accenni agrumati. Il sorso è fresco e piacevole, e mette in risalto il tannino ben levigato e una gradevole e asciutta salinità.

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Barolo Brunate 2019

Uvaggio: 100% nebbiolo

Vinificazione: fermentazione alcolica di 3 settimane in acciaio sulle bucce cappello sommerso con rimontaggi regolari.

Affinamento: circa 30 mesi in botte grande e barriques in piccola parte. La malolattica viene svolta in legno.

Rubino intenso e vivace, i profumi sono netti e precisi di polpose prugna e cedro seguiti da cenni floreali di violetta e fiori di montagna. L’ingresso al palato è fresco, morbido ma soporattutto succoso, a tal punto da rinvitare a un riassaggio.

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Barolo Rocche Castiglione 2019

Uvaggio: 100% nebbiolo

Vinificazione: fermentazione alcolica di 3 settimane in acciaio sulle bucce cappello sommerso con rimontaggi regolari.

Affinamento: circa 30 mesi in botti di rovere. La malolattica viene svolta in legno.

Raffinato rubino, l’olfazione non può lasciare indifferenti: pervasa da reiterati ed eleganti aliti balsamici, impatta con sentori di agrumi e frutti rossi maturi ma croccanti, di tabacco chiaro e sottobosco. Al gusto risponde con coerenza e precisione: sontuoso e potente, concentrato in tutte le sue componenti, è di grande persistenza.

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Barolo Lazzarito 2019

Uvaggio: 100% nebbiolo

Vinificazione: fermentazione alcolica di 3 settimane in acciaio sulle bucce cappello sommerso con rimontaggi regolari.

Affinamento: circa 30 mesi in botte grande. La malolattica viene svolta in legno.

Rosso rubino luminoso, si apre con immediatezza su profumi suadenti e complessi, balsamico di arnica, fruttato di fragolina, lampone e ciliegia, avvolto da delicate spezie di liquirizia e tabacco. Ricchezza ed eleganza che ritornano al palato, pieno e avvolgente, dotato di magistrale tannino che rende il sorso ricco e di carattere. Lunga e sapida persistenza, sapore e sostanza.

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Barolo Ravera 2019

Uvaggio: 100% nebbiolo

Vinificazione: fermentazione alcolica di 3 settimane in acciaio sulle bucce cappello sommerso con rimontaggi regolari.

Affinamento: circa 30 mesi in botte grande. La malolattica viene svolta in legno.

Rubino intenso e compatto dal l piglio olfattivo nobile e austero. Sfoggia un’espressione fruttata e speziata di gran pregio fatta di ciliegie e confetture, lampone ed erbette officinali. Il naso è avvalorato da una bocca ricca e prestante: ha materia e trama tannica, succosa persistenza e freschezza.

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Barolo Monvigliero 2019

Uvaggio: 100% nebbiolo

Vinificazione: fermentazione in acciaio con il 60% di uva a grappolo intero e la restante parte diraspata e pigiata. Dopo alcuni giorni di macerazione pre-fermentativa a freddo, parte la fermentazione alcolica per 3 settimane, con alcune fungature e rimontaggi.

Affinamento circa 24 mesi in botti di rovere. La malolattica viene svolta in legno.

Questo vigneto è storicamente riconosciuto come uno dei più idonei alla vinificazione ad uva intera. Vino di gran classe, si impone per una nitida espressione e grande armonia. L’avvio olfattivo è intenso, splendidamente fruttato con richiami di mirtilli, melograno, arancia rossa, bacche e menta. In bocca è teso, fresco e gustoso, vibra con i tannini precisi e determinati che danno carattere e prospettano longevità.

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