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Vendemmia Veneto 2023 -9,3% a volume su 2022 e -13,4% produzione. Regione guida export italiano con 36% vini esportati su totale

Vendemmia in Veneto, -9,3% volumi ma la regione traina l’export

di redazione | 27 Dicembre 2023

La vendemmia in Veneto nel 2023 chiude ufficialmente con un -9,3% a volume sul 2022 e a -13,4% a livello di produzione. Ma la regione guida l’export italiano con il 36% dei vini esportati sul totale.

Ora è ufficiale: la vendemmia 2023 in Veneto chiude in perdita rispetto all’anno precedente.

La produzione è stata di circa 13,6 milioni di quintali di uva (13.646.900), in calo del -9,3% a volume sul 2022.

Di conseguenza, anche la produzione di vino è diminuita, scendendo a 10.917.000 milioni di ettolitri (contro i 12.600.000 circa del 2022), per un -13,4% finale.

Nonostante questo, “l’anno scorso abbiamo avuto un incremento del valore delle esportazioni del 14% con 2,84 miliardi di euro – sottolinea Alessandra Liviero, dirigente Economia e Comunicazione di Veneto AgricolturaE oggi il Veneto è il primo esportatore in Italia, rappresentando il 36% dell’export nazionale. Nei primi 9 mesi del 2023 la Regione ha già esportato per 2,04 miliardi di euro, pur segnando una contrazione, per la prima volta dopo anni, del 1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea comunque con il trend nazionale”.

PERONOSPORA E CLIMA TRA LE CAUSE DELLA RIDUZIONE DEI VOLUMI
I problemi fitosanitari, in particolare la peronospora, e climatici, con forti eventi grandinigeni, hanno ridotto le iniziali stime positive.

A uscirne penalizzate sono soprattutto le uve a bacca bianca (-10,4%) rispetto alle uve a bacca nera (-4,6%) e le produzioni Doc (-11,8%), mentre hanno registrato lievi aumenti di produzione le uve destinate a Igt (+1,6%) e i vini varietali/generici (+12,2%).

Si tratta in gran parte di uve destinate alla produzione di vini Doc (70%), Docg (10,1%) e Igt (16,3%), a conferma dell’alta specializzazione raggiunta dai produttori veneti.

La superficie vitata in Veneto, invece, è rimasta sostanzialmente invariata (101.176 ettari): al primo posto il vitigno Glera (38.117 ettari, +3,8%), seguito da Pinot Grigio (15.254 ettari, -4,6%), Garganega (8.600 ettari, -2%), Corvina (6.980 ettari, invariati), Merlot (5.790 ettari, -3,3%), Chardonnay (5.486 ettari, invariati).

I dati sono stati presentati nell’ambito del tradizionale focus di fine anno organizzato da Regione del Veneto, Veneto Agricoltura e Avepa.

Abbiamo vissuto un anno non semplice, ma oggi ci troviamo a fare il punto della situazione con le analisi dell’andamento 2023 – dichiara Federico Caner, assessore all’Agricoltura della Regione VenetoLa qualità del vino veneto viene premiata all’estero, con un giro d’affari sui mercati internazionali che si avvicina ai 3 miliardi di euro. Siamo la prima regione d’Italia per export e come afferma spesso il presidente Zaia, se il Veneto fosse uno stato sarebbe il quarto esportatore mondiale e questo grazie ai nostri agricoltori e ai tecnici che si adoperano per contrastare le infestazioni, come la flavescenza dorata, e gli effetti del cambiamento climatico che quest’anno, in particolare, ha causato un calo di produzione dell’11%. Come Regione continueremo a sostenere tutte quelle iniziative rivolte alla gestione oculata dei vigneti, resa possibile dal costante monitoraggio di tecnici esperti e dall’attività di assistenza tecnica condotta dalle cantine sociali e dai Consorzi di tutela. Questo appuntamento annuale, frutto di un prezioso gioco di squadra tra istituzioni pubbliche e private, ci permette di fare il punto dell’andamento dei mercati, di monitorare il comparto regionale e avere uno sguardo aperto sulle altre realtà nazionali e sui principali paesi produttori di vino, a tutto vantaggio degli operatori veneti”.

Per questo – aggiunge il direttore di Veneto Agricoltura, Nicola Dell’Acquaè importante avere la disponibilità di dati precisi e scientifici, e soprattutto di averli in modo cadenzato durante l’anno come accade con il trittico vitivinicolo veneto”.

I problemi fitosanitari e climatici hanno ridotto le iniziali stime positive sulla vendemmia in Veneto. A uscirne penalizzate sono soprattutto le uve a bacca bianca (-10,4%)
uve a bacca bianca, tra le più penalizzate da peronospora e clima avverso

VINO ITALIA, LIEVE CALO DEL FATTURATO
A livello nazionale, nel terzo trimestre 2023 il mercato del vino presenta un fatturato di circa 5,65 miliardi di euro, (-1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), un calo limitato dal contestuale incremento dei prezzi medi di vendita, considerando che la variazione in termini quantitativi è stata anche superiore.

Analizzando i principali mercati di destinazione del vino italiano, in valore, nei primi mesi del 2023 le flessioni maggiori si registrano verso gli Stati Uniti (-8,2%), che costituisco il principale mercato di destinazione del vino nazionale con una quota del 23,3% e il Canada, dove le vendite sono diminuite del -17,9%.

In crescita, invece, i valori esportati verso la Germania (+4,5%) e il Regno Unito (+3,9%) che rispettivamente detengono una quota del 15,3% e del 10,4% delle esportazioni di vino dall’Italia.

Curiosità, tra i principali paesi di destinazione dell’export italiano, il maggiore incremento si registra nelle vendite verso la Francia (+20,3%).

 

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