Vinonews24
Report UIV-Ismea su export vino italiano primi nove mesi 2023 rileva saldo a zero grazie a sfuso. -5% per i fermi, bene frizzanti

Export vino italiano “maschera” la crisi grazie allo sfuso

di Antonio Tosi | 22 Dicembre 2023

Report UIV-Ismea sull’export di vino italiano nei primi nove mesi 2023 rileva un saldo a zero grazie allo sfuso (altrimenti al -4%). -5% per i fermi, bene i frizzanti con +4,6% a volume e +9% a valore.

I vini sfusi mascherano le difficoltà dell’export italiano di settore: senza i vini in cisterna, che hanno registrato un’impennata delle vendite a sconto nel trimestre a settembre, le esportazioni tricolori nei primi nove mesi del 2023 chiuderebbero in calo del 4% a volume e del 2% a valore.

Rimessi nel conto gli sfusi, la situazione volume salda a zero, per un totale di 15.8 milioni di ettolitri e valori poco sopra i 5.6 miliardi di euro.

I peggiori in termini sia volumetrici che valoriali sono i vini fermi, sotto del 5% su entrambe le colonne, seguiti dagli spumanti a -3% volume ma con listini che restano inflazionati (+6%) e quindi saldo valoriale di +2.5%.

Bene invece i frizzanti, pescati da molti consumatori in giro per il mondo come comoda alternativa proprio allo spumante, con dati volumetrici a +4.6% e valori saliti a +9%, per un peso volume sul totale export salito all’8%.

A livello di trimestri, quello chiuso a settembre risulta il peggiore in termini valoriali dal lontano marzo 2021, a -6%, mentre grazie alla innaffiata di vino sfuso il volume – pur restando negativo, a -2% – raddrizza seppur di poco la già scarsa performance di quello precedente.

Sui volumi, siamo sotto soglia zero ormai dal secondo quarto del 2022.

I dati emergono dal report sull’export del vino italiano nel periodo gennaio-settembre 2023 elaborato dall’osservatorio UIVVinitaly e Ismea su dati Istat.

senza l'aiuto dei vini sfusi le esportazioni tricolori nei primi nove mesi del 2023 chiuderebbero in calo del 4% a volume e del 2% a valore.
export vini, i fermi italiani in difficiltà

SPUMANTI E VINI FERMI IN DIFFICOLTÀ. AVANZANO I LOW COST
Gli spumanti pagano pegno alle incerte performance del Prosecco, che pur migliorando rispetto alla prima metà dell’anno, resta sotto del 4% circa a volume.

Leggermente sotto lo zero anche l’Asti, mentre quelli che corrono (o comunque perdono meno) sono gli spumanti varietali e comuni, cioè quelli che costano meno e che ormai il consumatore internazionale (come quello italiano) in tempi di crisi ha imparato a conoscere e a non abbandonare più.

Anche per le bollicine, le curve trimestrali sono sotto lo zero dall’ultimo quarto del 2022, mentre l’effetto deprezzamento sulle scelte si fa sentire sui valori, in calo per il sesto quarto consecutivo e per la prima volta a settembre finiti in terreno negativo (-1.7%).

Secondo il report UIV-Vinitaly e Ismea sul vino italiano, le performance incolori della spumantistica nazionale a livello di export hanno due protagonisti precisi: Usa (-18%) e UK (-6%, in recupero). Tiene la Germania, calano Belgio e Svizzera, mentre sono in forte crescita la Francia (+22%), la Svezia e la Polonia.

Per il Prosecco, gli Usa chiudono a -16%, UK a -6% (in risalita, anche se si deve associare il -10% del Belgio), Germania a zero mentre le cose migliori – oltre alla Francia – arrivano da Polonia, Russia, Svezia e Austria.

Capitolo vini fermi: detto di un saldo generale a -5%, con prezzi medi ormai fermi a zero, i più impattati a livello di categorie sembrano essere i Dop (-6.6% contro il -4% degli Igp), con i rossi in approdo di quota -10% e valori a -6%.

Meglio i bianchi, che comunque chiudono i conti dei nove mesi a -4% volume, con gli Igp a saldo zero. Le curve per trimestre vedono un’accentuazione dell’erosione a valore a partire dal secondo quarto, con i volumi a seguire a ruota in un perfetto allineamento. I volumi in particolare sono sotto lo zero termico dal secondo quarto del 2022, mentre la spinta inflattiva che aveva sospinto i valori per tutto il 2022 sembra ormai un ricordo lontano.

A livello paesi, l’effetto destocking continua ad appesantire il bilancio non solo in Usa (-11%), ma anche nel vicino Canada (-17%). Fatichiamo anche in Germania e Svizzera, oltre al Giappone, mentre grazie allo spauracchio accise i vini fermi in UK sono stati richiesti in anticipo. Male anche pezzi importanti del Nord Europa, come Belgio, Danimarca e Svezia.

Tra le Dop, i più penalizzati – essendo anche i più esposti sul mercato americano – continuano a essere i toscani rossi (-14%, di cui -21% in Usa) e quelli veneti, che al calo statunitense affiancano una vera debacle in Canada (-32%) e Scandinavia.

Meno traumatica la situazione dei bianchi veneti, anche se pesa il -14% patito in America e UK. I rossi piemontesi chiudono a -6%, con la Germania e la Francia a compensare Canada, Usa e Nordeuropa. In passivo anche i siciliani, bianchi ma soprattutto rossi (-9%), con forti negatività sul mercato anglosassone.

Per colore, i bianchi sembrano complessivamente star meglio dei cugini: i cali volume sono attorno al 2%, contro un -8% dei rossi, generato da Usa (-17%), Canada (-19%) ma anche Germania, Giappone e Nordeuropa. Per i bianchi, criticità in Usa, ma tutto sommato positivi i mercati di seconda fascia, come UK, Germania e Paesi Bassi. Russia ancora fortemente positiva, a +16%.

Gli sfusi bilanciano i cali dei vini confezionati, con un totale di 3 milioni di ettolitri tondi nei nove mesi, equivalenti a una crescita di quasi il 20% rispetto allo stesso periodo del 2022.
i vini sfusi mettono una pezza all’export italiano di settore

I VINI SFUSI CI METTONO LA PEZZA
Come detto, il report di UIV-Vinitaly e Ismea sull’andamento dell’export del vino tricolore evidenzia come siano stati gli sfusi a bilanciare i cali dei vini confezionati, con un totale di 3 milioni di ettolitri tondi nei nove mesi, equivalenti a una crescita di quasi il 20% rispetto allo stesso periodo del 2022.

Data l’urgenza di far spazio nelle cantine, l’aumento ovviamente è stato tutt’altro che virtuoso: i valori sono in crescita di appena il 2.5%, per via di un prezzo medio stracciato a -14%, con i comuni sotto dell’8% (-16% i rossi), ma anche i Dop e gli Igp non indenni dalla stessa dinamica.

Si segnala il dato dei bianchi a denominazione, a +30% circa volume, con prezzi sotto l’euro (cioè -5% sul 2022).

In questa categoria di prodotto non è difficile trovare Pinot grigio delle Venezie uscito un po’ a sconto da qualche cantina in sovrappeso.

A livello di quarti, il terzo trimestre 2023 riporta le lancette sopra quota 20 milioni di litri, cifra che non si toccava dal settembre 2019, segno inequivocabile di un fuori tutto quasi disperato.

 

@2024 - The News 24 Associazione Culturale - Località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536
info@vinonews24.it
magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram